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XV Settimana del Tempo Ordinario

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Gruppo Liturgico

XV Settimana del Tempo Ordinario - Anno B

13 - 20 luglio 2003

 

Lettera del Parroco

Esiste ancora il silenzio?

 Sembra quasi che l'uomo moderno sia diventato un'appendice del rumore, un mero spazio di esso. Annota acutamente Romano Guardini: "Non abbiamo che da guardarci in giro, nel mondo che ci circonda per ve­dere in quale terribile misura il silenzio sia scomparso e scompaia sempre più; quanto sopravvento abbiano le chiacchiere e come sempre più aumenti il rumore. Di fuori e, prima, dentro; giacché lo stato interiore di quelli che tacciono è spesso tut­t'altro che silenzio; è piuttosto una inte­riore produzione di parole, che solo ca­sualmente non esce fuori".

La perdita del silenzio si trasforma in incapacità di ascoltare. Ogni parola, anche la più banal­e, ha bisogno, per essere percepita, del silenzio. Nel frastuono, invece, essa muore tra mille inutili rumori.

L'assenza di suoni non è connotata solo per via di privazione; è vera la frase "ascoltare la voce del silenzio", perché esso è una presenza: il silenzio ha una voce ed un linguaggio. La lingua del si­lenzio è aperta su molti fronti: può essere dolce, ma può rivelarsi anche molto dura; ed è per questo che si tende a sfuggirla.

Ascolto e silenzio proce­dono di pari passo. Il silenzio è la dimen­sione aurorale dell'ascolto. È nel silenzio che si acquista quella capacità di racco­glimento vigile che apre all'accoglienza. Il silenzio può essere segno di piena com­prensione reciproca, ma può diventare an­che l'atto di morte del dialogo e del­l'ascolto, la più sprezzante dichiarazione di rifiuto dell'altro.

Proviamo a fare un po' silenzio carico di ascolto in questi mesi in cui le vacanze ci portano spazi di tranquillità. Ritroviamo noi stessi e i fratelli.

 

Introduzione

Come gli apostoli vengono inviati in missione da Gesù, anche noi siamo chiamati ad annunciare e a testimoniare il Regno di Dio. Come per gli apostoli, anche a noi viene affidata una missione da compiere. La Chiesa di Cristo è per sua natura missionaria ed ha la buona notizia di Cristo da annunciare con forza. Ogni Eucaristia ci richiama a questo dovere di testimoni ed annunciatori: la salvezza del Regno è affidata alla forza del messaggio e allo Spirito che parla ai cuori. Anche ai nostri. Ogni Eucaristia che celebriamo ci invia in missione nel mondo di oggi.

 

Atto penitenziale

Per essere veri annunciatori e credibili testimoni della Parola, invochiamo la presenza del Signore. Egli ci faccia conoscere le profondità della sua Buona Notizia di salvezza, ci sveli la necessità di una conversione profonda al Vangelo e ci doni il coraggio di testimoniarlo al mondo. Per quanto di tutto questo ci manca chiediamo il dono dalla sua misericordia

- Signore, che ci hai chiamati ad essere tuoi figli, abbi pietà di noi.

- Cristo, Parola di verità che ci chiami continuamente a conversione, abbi pietà di noi. - Signore, che hai inviato i tuoi apostoli come messaggeri del tuo amore che salva, abbi pietà di noi.

 

Presentazione della parola di Dio

Prima lettura: Am 7,12-15

Il profeta Amos ribadisce le sue origini profetiche. Non si è fatto profeta, né è stato costituito profeta da un uomo, ma la scelta è stata unicamente quella di Dio. L'essere profeta è una chiamata gratuita di Dio: un dono che Dio fa a chi vuole. Ieri come oggi.

 

Dal Salmo 84

Dal salmo si alza una voce profetica che manda ad annunciare un messaggio da parte di Dio. È un messaggio di pace, di perdono e di giustizia. Tale messaggio ha trovato nella venuta di Cristo il suo pieno compimento, che continua poi nella Chiesa, sua sposa.


Seconda lettura: Ef 1,3-14

Inizia oggi la lettura semicontinua della lettera di san Paolo ai cristiani di Efeso. Nei primi versetti egli parla della scelta di Cristo nei nostri riguardi. Una scelta che è stata fatta prima della creazione del mondo, perché fossimo santi ed immacolati al suo cospetto nella carità.


Vangelo: Mc 6,7-13

Gesù è preoccupato della continuità della sua opera. Chiama i dodici e li manda in missione, tracciando loro lo stile della vita apostolica con cui dovranno presentarsi al mondo. Uno stile che ricalca le orme di Gesù, nel distacco dai beni di questo mondo e in quella povertà evangelica che forma la base di tutte le beatitudini.

 

Spunti per la Riflessione sulla Parola di Dio Domenicale

- La figura dell'evangelizzatore è al centro di questa domenica. Ogni uomo ha una chiamata particolare all'interno della chiamata universale alla vita e alla fede. È il progetto individuale che Dio ha su ognuno di noi, che si realizza nella partecipazione alla sua stessa missione. Oggi la Parola di Dio ci invita ad approfondire la chiamata in funzione della partecipazione alla missione di Gesù, annunciatore del Regno che viene. - La prima lettura ci propone l'esempio del profeta Amos. La missione a cui Dio lo chiama sarà motivo di sofferenza e di scontri. Paolo invece ci esorta alla speranza. Essa è garantita come dono dello Spirito e della gloria di Cristo. Vi è una esperienza di elezione che ci viene comunicata attraverso la chiamata, che ci dona la certezza che il progetto di Dio su di noi si compirà come si è compiuto in Cristo. Gesù appare come il modello di ogni evangelizzatore.

- Il Vangelo di Marco attualizza i due brani nel racconto del primo invio degli apostoli in missione. Vengono prima "chiamati" e poi "mandati". Prima di diffondere il Vangelo i discepoli hanno vissuto un'esperienza di intimità con Gesù: è la sua conoscenza che diviene vita, ciò che abilita ad essere, come lui e con lui, annunciatori credibili del Regno. È solo dall'essere-con che prende vita il fare-con, l'essere mandati. Non sono le doti umane che determinano l'essere scelti e mandati ma l'elezione da parte di Dio, assolutamente gratuita.

- La chiamata divina, pur nella sua varietà, possiede alcuni elementi che la caratterizzano: il potere, l'equipaggiamento e il comportamento. Diamo uno sguardo al potere che viene conferito ai discepoli. Se ci fermassimo alla formulazione letterale, sembrerebbe solo quello di scacciare gli spiriti immondi, di fare degli esorcismi. Ma le brevi parole di Marco significano anche altro. La salvezza annunziata e testimoniata dai discepoli mira a liberare l'uomo dalle sue paure, dal bisogno, dal dolore e dalla sofferenza. Liberarlo dagli influssi del male significa ridonargli la gioia della comunione con Dio, riabilitarlo ad un legame di bene e di salvezza..

- Interessante è anche il particolare di una missione condivisa, partecipata: incominciò a mandarli a due a due. Ognuno dei discepoli l'ha sicuramente vissuta in prima persona, con il suo modo di essere e le sue qualità, ma rispecchia anche un uso ebraico adottato da Gesù e dalla Chiesa nascente per cui la presenza di testimoni garantisce la verità. Non si tratta infatti di una missione-annuncio che è frutto di esperienza personale, ma è messaggio che trascende l'individuo e viene annunciato per conto di un Altro.

- L'equipaggiamento dei mandati è quasi nullo. Gesù ci invita alla massima povertà perché testimonia in modo inequivocabile la fede-fiducia nella provvidenza del Padre. Nel nostro pellegrinaggio terreno, durante il quale si realizza la nostra collaborazione alla missione di Gesù, non si deve dimenticare di essere preceduti ed accompagnati dalla presenza di Dio, inizio e termine della nostra avventura. Una presenza così vera e tangibile sulla quale si può contare ed abbandonarsi nella certezza che nulla ci mancherà. - Viene poi il comportamento. Come i discepoli, siamo nel mondo ma non siamo del mondo. E il primo dilemma che i discepoli si trovano ad affrontare è l'accoglienza o il rifiuto. Possiamo essere accolti e a nostra volta accogliere ciò che ci viene offerto in spirito di riconoscenza e ringraziamento. Possiamo però anche essere rifiutati, non solo nel fatto di non trovare una casa dove passare la notte o prendere i pasti, ma impossibilitati a stabilire qualsiasi comunione con i destinatari ai quali siamo mandati. Perciò il Signore ci invita a scuotere la polvere dai calzari: tale gesto rimarrà come testimonianza del rifiuto dell'annuncio di salvezza.

- Chiunque assume nel tempo l'incarico di continuare la missione di Gesù ne rivive il medesimo mistero di morte e di rifiuto. Ma al di là di questo, sperimenta come Dio opera cose grandi nella storia dell'umanità, invitata a proclamare a tutti la sua gloria. Viene allora spontaneo pregare con le parole della Colletta: «Donaci, o Padre, di non avere nulla di più caro del tuo Figlio... colmaci del tuo Spirito, perché lo annunziamo ai fratelli con la fede e con le opere».

 

Vivere l'Eucarestia

- Come gli apostoli anche noi siamo stati inviati per portare il vangelo nei nostri ambienti.

- Alla sera benediciamo il Signore per essere stati scelti e per ogni dono che il Signore ha predisposto per noi.

 

AVVISI

Lunedì 14 luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

 

Martedì  15 luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 18.30.

- Incontro di tutti i gruppi parrocchiali, ore 20.30 Centro Pastorale.

 

Mercoledì 16 luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 18.30.

 

Giovedì 17 luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 8.30.

 

Venerdì 18 luglio 2003

- Celebrazione del Vespro ore 18.30.

- Pulizia della Chiesa da parte del gruppo Liturgico - Coro ore 11.00

 

Sabato 19 Luglio 2003

- Celebrazione del Vespro ore 18.30.

 

Domenica 20 luglio 2003

- Celebrazioni Eucaristiche ore 10 00 - 20.00

 

Notizie

1) Da lunedì 21 a venerdì 25 luglio 2003 - settimana all'Isola Verde, organizzata dal Centro Anziani per i soci e non. Contributo per i soci, €. 4,00, per tutti gli altri €. 7,00. Partenza da Santa Lucia, ore 8.00, rientro ore 17.00, prenotarsi presso il Centro Anziani

 

2) Offerte raccolte durante  il secondo turno di Prime Comunioni, domenica 15 giugno 2003  €. 370,00

 
 
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