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XIV Settimana del Tempo Ordinario

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Gruppo Liturgico

XIV. Settimana del Tempo Ordinario - Anno B

6 - 13 luglio 2003

 

Lettera del Parroco

Elogio del matrimonio

Carissimi,

neanche a farlo a posta colloqui, riviste e giornali ri­chiamano continuamente l'attenzione sulla grave si­tuazione della famiglia. Due titoli più che em­blematici: "Elogio del matri­monio come opera d'arte"; "Ti amerò finché "contratto con ci sepa­ri"..."... L'idea - "Follia, eclissi assoluta di va­lori" dice il Card. E. Tonini -, made in England, cade giusta dopo che si è costatato che la famiglia non tiene più. Cade nel periodo più facilone dell'anno: il tempo delle ferie. Forse, al di là della Manica, hanno pen­sato: dal momento che oggi tutto è in affitto, dall'utero ai figli, perché non ipo­tizzare anche un marito ed una moglie con i patti in deroga? E allora: "prometto di esserti fede­le solo nella gioia, nella salute, nella ricchezza... e prometto di amarti e onorarti tutti i giorni... fino alla scadenza del mio con­tratto". Aberra­zione, il matrimonio non può essere trattato come un affare di mercato. Quali le conseguenze?

Il matrimonio non è un prodotto da supermercato: appetibile fin­ché è sullo scafa­le, ma una volta ac­quista­to, dovrà consumarsi entro preferibilmente il... Oltre la data di scaden­za nessuno ne garantisce la perfetta conservazione, né la bontà, tanto meno le proprietà nutritive. Chi lotta sul campo, con la sua esperienza e sofferenza, può esse­re molto illu­minante. Dobbiamo riverificare le nostre idee sul matrimonio.

È necessario ascoltare chi attraverso la sofferenza e la lotta quotidiana ha traghettato il suo matrimonio alla fedeltà, alla responsabilità e alla gioia. Cerchiamo queste persone, poniamo loro domande serie e impegnative, e. ascoltiamole con attenzione. Buona estate.

 

Introduzione

Un tema domina oggi tutta la liturgia: il mistero del profeta rifiutato dal suo popolo. Un mistero che si ripete in Gesù, nella sua stessa patria, da parte dei suoi parenti e concittadini. Un mistero che si ripete ancora oggi nella Chiesa, perseguitata e rifiutata in molte parti del mondo. Ma Dio non abbandona il suo popolo, nonostante la sua incredulità. E noi, siamo increduli o credenti in Gesù, il Figlio di Dio?

 

Atto penitenziale

La fede è un dono di Dio che chiede l'adesione piena e sincera del cuore. Imploriamo la conversione del cuore all'inizio di questa celebrazione, per poter aprirci alla rivelazione che Gesù ci fa di se stesso e all'ascolto della sua parola. Consapevoli dell'incredulità che può albergare in noi, chiediamone sinceramente perdono.
- Signore, che perdoni la dura cervice e il cuore indurito dell'umanità, abbi pietà di noi.

- Cristo, che ti riveli a noi come Salvatore, abbi pietà di noi.

- Signore, che riconosci quanti ti accolgono come figli dello stesso Padre, abbi pietà di noi.

 

Presentazione della parola di Dio

Prima lettura: Ez 2,2-5

Dio manda il profeta Ezechiele ad un popolo di ribelli, di figli testardi e dal cuore indurito. Lo manda ad annunciare che in mezzo a loro c'è un profeta, e che Dio è con loro nonostante la loro infedeltà. Dio ha fatto al suo popolo delle promesse, e le manterrà.


Dal Salmo 122

Il salmista chiede la liberazione: la invoca dal suo Dio. Anche noi, con fiducia, ci rivolgiamo al Signore e gli chiediamo di aprirci il cuore alla sua liberazione. Una liberazione tutta interiore: dal peccato e dagli idoli che ci tengono ancora schiavi.


Seconda lettura: 2 Cor 12,7-10

I fedeli di Corinto, nonostante le grandi rivelazioni ricevute per mezzo di Paolo, sono tentati di rifiutarlo a causa di una malattia. L'apostolo li esorta a non farlo, perché la potenza di Dio si manifesta proprio nella debolezza dell'uomo. È un insegnamento che vale anche per noi.


Vangelo: Mc 6,1-6

Gesù si reca a Nazaret e si mette ad insegnare nella sinagoga. Lui che non ha frequentato nessuna scuola di profeti o di dottori, parla con l'autorità e la sapienza di un profeta. Ma non è il figlio del falegname? L'incredulità della sua gente genera il rifiuto del Figlio di Dio proprio nella sua città.

Spunti per la Riflessione sulla Parola di Dio Domenicale

- Venne tra i suoi, ma i suoi non lo accolsero, scrive Giovanni nel prologo. Si potrebbe sintetizzare così la Parola di Dio di questa domenica. Il rifiuto scandisce la vicenda del profeta come quella di Gesù. Di lui il profeta rimane una figura ed un rimando. Gesù ha vissuto una vita molto concreta nei suoi dinamismi. Così concreta che gli ha permesso di sperimentare il rifiuto dei suoi concittadini. - La prima lettura è tratta dal racconto della vocazione di Ezechiele. Il profeta sta in piedi davanti a Dio, lo ascolta. È un mandato del Signore, un testimone della bontà e misericordia del suo Dio verso il popolo. Ma il popolo ha un atteggiamento ostile nei confronti di Dio: è chiuso nel rifiuto e nel non ascolto. - Anche la seconda lettura tratta della possibilità di incontrare ostilità negli altri. Così Paolo ci confida la sua "spina" nel fianco, responsabile di molte fantasie da parte degli esegeti. Probabilmente si tratta della presenza di persone che nelle varie comunità gli causano sofferenza. Nell'Antico Testamento il vocabolo "spina" viene infatti usato per indicare coloro che ci sono nemici.

- Ma veniamo al Vangelo, che nella sua concretezza non ci risparmia dal misurarci con episodi analoghi della vita di Gesù a quello che abbiamo sentito raccontare. Tali episodi interpellano i discepoli di tutti i tempi, impegnati a seguire il loro Maestro. Li metteranno in una realtà di sequela che non contempla solo la gloria del seguire Cristo, ma li aiuterà a vivere il rifiuto da parte di coloro che avrebbero dovuto accoglierli. Un rifiuto che è meno accettabile di altri perché generato proprio dai concittadini di Gesù, quelli che, umanamente parlando, avrebbero dovuto comprenderlo ed amarlo.

- Marco, attento a formare nei suoi uditori dei veri discepoli, desidera avvisarci che se vogliamo seguire Gesù non ci sarà risparmiato nulla di ciò che è stato il suo cammino. È come mettere i nostri piedi nelle orme di un altro che ha già percorso la via che è la nostra. Questo non solo in merito al mistero pasquale che ha coronato la vita e la missione di Cristo, ma anche in merito ai piccoli episodi dell'esistenza quotidiana.

- A tale rifiuto Gesù ha una reazione che porta ad un commento enucleato in un proverbio che circolava allora. La sua missione la paragona a quella dei profeti ed il disprezzo che deve affrontare non riguarda solo i suoi compaesani ma addirittura si estende alla sua parentela. Gesù si prepara fin d'ora a condividere la sorte dei profeti e a vivere quella solitudine affettiva che spesso può accompagnare la sequela incondizionata al Padre. Solitudine che sarà non solo provocata dai suoi parenti, ma che un giorno verrà registrata anche da parte dei suoi discepoli, di coloro che aveva chiamato a seguirlo. E culminerà nell'orto degli ulivi quando, invece di condividere la sua agonia, sono stati vinti dal sonno.

- Come gli abitanti di Nazaret anche noi siamo liberi di riconoscere in Gesù il Figlio di Dio. Di riconoscerlo come Signore e di credere in lui. Come i discepoli siamo liberi di seguirlo nonostante ciò che dicono di lui, nonostante il rifiuto e la disapprovazione che la sequela ci chiederà di condividere. Tocca a noi decidere. Con la preghiera della Colletta propria di questa domenica, chiediamo a Dio il dono dello Spirito. Solo lo Spirito può aiutarci a vedere oltre l'apparenza delle cose, oltre un'immagine che spesso non è la realtà. Abbiamo bisogno dello Spirito per non compiere lo stesso errore dei Nazaretani e per saper vedere in Gesù la gloria di Dio.

 

Vivere l'Eucarestia

Molte volte e in forme diverse il Signore viene a noi durante la giornata. Alla sera esaminiamoci come l'abbiamo accolto.

  

AVVISI

Lunedì 07 giugno 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 8.30.

 

Martedì  08 luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 8.30.

 

Mercoledì 09 luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 8.30.

 

Giovedì 10 luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 8.30.

 

Venerdì 11 luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 8.30.

- Pulizia della Chiesa da parte del gruppo Coro ore 11.00

 

Sabato 12 Luglio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

 

Domenica 13 luglio 2003

- Celebrazioni Eucaristiche ore 10 00 - 20.00

- Al termine della celebrazione Eucaristica delle ore 20.00, verrà alzato il panno, segno esterno che ci ricorderà che nel prossimo mese di agosto festeggeremmo Santa Lucia.

 
 
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