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III Domenica del Tempo Ordinario

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

P.za Felice Baldi, 18 Santa Lucia di Cava de’ Tirreni 84010 (Sa) Tel. Fax. 089/461416

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Gruppo Liturgico

III Domenica del Tempo Ordinario 

– Anno A  - 27 gennaio 3 febbraio 2008

 

Breve lettera del Parroco

 

           La luce è uno dei bisogni primordiali dell’uomo. Essa non è solo un elemento necessario alla sua vita, ma quasi l’immagine della vita stessa. Questo ha influito profondamente sul linguaggio, per cui “vedere la luce”, “venire alla luce” significa nascere; “vedere la luce del sole” è sinonimo di vivere... Al contrario, quando un uomo muore, si dice che si è  “spento”, che “ha chiuso gli occhi alla luce”... La Bibbia usa questa parola come simbolo di salvezza. Il Salmo responsoriale pone la luce in stretto rapporto con la salvezza, mostrandone l’equivalenza: «Il Signore è mia luce e mia salvezza». «Dio è luce e in lui non ci sono tenebre» (1 Gv 1,5). Egli «abita una luce inaccessibile» (1 Tm 6,16). In Gesù la luce di Dio viene a risplendere sulla terra: «Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). «Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre» (Gv 12,46). Strappato alle tenebre del peccato e immerso nella luce di Cristo attraverso il Battesimo, il cristiano deve compiere le opere della luce: «Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce» (Ef 5,8). Il passaggio dalle tenebre alla luce è la conversione, l’ingresso nel regno di Dio (Vangelo). Sappiamo cosa vuol dire convertirsi e fare penitenza. Sta ad indicare un radicale cambiamento della nostra vita, un ribaltamento nella scala dei valori che il mondo propone e delle nostre quotidiane preoccupazioni che non sono certamente quelle proposte dal Vangelo nel discorso della montagna. Il regno di Dio è presente o scompare, s’avvicina o s’allontana in rapporto alla nostra volontà di conversione. La conversione, a sua volta, non è mai un’operazione compiuta una volta per tutte, bensì una tensione quotidiana, come la fedeltà non è un dato che si possa acquisire con una promessa, ma una realtà da vivere minuto per minuto. D’altra parte il cristiano, anche dopo il Battesimo, non è mai pura luce, è un impasto di luce e di tenebre; per questo la sua vita è lotta. Ma Cristo lo riveste delle armi della luce (Ef 6,11-17). Così il cristiano è sicuro che dopo aver «quaggiù partecipato alla sorte del santi nella luce» (Col 1,12) «splenderà come il sole nel regno del Padre» (Mt 13,43) e «alla sua luce vedrà la luce» (cfr. Sal 35,10). Giovanni Battista e Cristo sintetizzano la loro predicazione con l’invito alla conversione: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Vangelo). Gli Ebrei che ascoltavano questo appello formulavano spesso delle obiezioni: noi siamo figli di Abramo, viviamo nella sicurezza di un popolo scelto da Dio, abbiamo le istituzioni religiose che ci garantiscono la possibilità di osservare la Legge; non abbiamo bisogno di convertirci (cfr. Mt 3,9ss.).

 

“Oggi” Gesù inizia la sua missione e proclama la venuta del Regno di Dio. Egli cerca gli amici con i quali fare l’esperienza della salvezza e ai quali chiedere collaborazione. Il suo messaggio ricalca quello del Battista. Gesù, però, fa il profeta itinerante. Noi oggi siamo chiamati a vivere la missione attraverso relazioni ricche di valori umani ed evangelici e con “chiunque”. La nostra “Galilea” è una missione aperta a 360°.

  Uscendo dalla chiesa al temine della celebrazione, ricordiamo che siamo chiamati a camminare per le vie del mondo, annunciando, con la vita, che solo in Gesù c’è gioia, vita e salvezza.

 

Introduzione

  Ogni essere umano ha da dire, da pensare, da fare qualcosa che non ha precedenti. Solo l'incrostazione, il trucco, il conformismo riducono l'esistenza a una generalità. Essere uomini è una cosa sempre nuova: non solo una mera ripetizione o un prolungamento del passato, ma un'anticipazione di cose a venire. Essere uomini è una sorpresa, non una conclusione scontata... Ogni individuo è una scoperta, un esemplare esclusivo (A.J.Heschel). Per Dio ciascuno di noi non è un individuo anonimo, bensì la creatura più bella dell'universo! La nostra originalità, la nostra unicità non deve però inorgoglirci, bensì spronarci alla comunione, all’unità. L'unità richiede umiltà e mansuetudine, ossia quella gentilezza pacata e dolce che regola ogni rapporto; e richiede pazienza, cioè una resistente capacità di sopportare le prove, le difficoltà. Tutto questo provoca una tensione ad essere in comunione con i fratelli, in Gesù Cristo. L'unità cristiana è come lo splendore del sole, che pure si propaga in molti raggi; è come la molteplicità dei rami degli alberi, che pure si uniscono in un unico tronco; è come una sorgente da cui defluiscono molti ruscelli, e quantunque sembri che una numerosa copia di acqua largamente si diffonda, tuttavia essa conserva alla sua origine l'unità (cf San Cipriano, L'unità della Chiesa). Radice e cemento, fonte e sorgente dell'unità dei cristiani è Cristo in cui, in questa celebrazione, vogliamo immergerci, non per perderci, ma per ritrovare la nostra vera identità.

 

Spunti per la riflessione personale

  Forse non ti è chiaro quale sia il tuo posto, all'interno di questo grande circo che è il mondo, in cui tanti cercano di emergere, di farsi largo per imporsi. Ti senti anonimo, nascosto in una città formicolante che non riconosce la tua presenza, oppure perduto in paesi lontani, dove non succede mai nulla di speciale.

  Al di fuori degli affetti che costituiscono il tuo mondo vitale, cioè la rete di relazioni significative che ti permettono di sentirti uomo, inserito in una piccola comunità che ti valorizza, ti senti perso, non conosciuto per quello che sei, non chiamato per nome, ma classificato come utente, cliente, contribuente, cittadino, uomo senza volto, indistinto, lontano dalle luci e dai centri di decisione da cui, in fondo, dipende pure la tua esistenza. Anche Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, suo fratello, probabilmente avvertivano questi sentimenti, trascorrendo la loro vita sulla barca da pesca o nelle povere abitazioni, parlando di come sbarcare il lunario o di quello ch'era successo alla vecchia della porta accanto.

  A dir la verità i quattro pescatori non erano tra i più poveri del popolo, in quanto costituivano una piccola società (cf Lc 4,10) che operava, come tante altre in quel tempo, nelle acque del lago di Genezaret, che Matteo chiama "Mare di Galilea" (Mt 4,18). I primi discepoli, perciò, facevano parte di quella ridotta fascia di ciò che oggi chiameremmo "classe medio-bassa", alla quale apparteneva inizialmente anche lo stesso Gesù.

  Comunque essi non si sentivano certo coinvolti nelle grandi decisioni che avrebbero condizionato il futuro del mondo, non si consideravano protagonisti della storia, ma semplicemente uomini che percorrevano con onestà il frammento di tempo loro concesso di vivere, nemmeno capaci di immaginare il complesso mosaico costituito dalle vicende e dalla realtà storico-politica in cui erano immersi. Eppure Gesù si avvicina proprio a loro e li chiama (Mt 4,19). E stupisce la prontezza con cui, stando al racconto evangelico, questi chiamati rispondono all'invito ricevuto (Mt 4,20.22).

  Questi uomini, insomma, lasciano, abbandonano, tagliano i ponti con le loro occupazioni di ogni giorno, con ciò che rende sicure e piene le loro vite, e si mettono a seguire Gesù che offre soltanto una proposta: la causa del Regno di Dio. Non possiamo sapere con certezza storica come di fatto siano andate le cose, quali riflessioni abbia richiesto una decisione del genere. Non è improbabile che sia passato un po’ di tempo prima che i pescatori decidessero di lasciare tutto per mettersi con Gesù.

  Tuttavia il fascino, l'intuizione, lo squarcio della quotidianità che lascia intravedere orizzonti sconosciuti, immensi, non potevano bastare a degli uomini rotti alla fatica, capaci dunque di dare il giusto peso alle cose, concreti, con i piedi per terra. La loro fedeltà a Gesù, perciò, non può venire soltanto da un moto dell'animo, ma si radica nella progressiva consapevolezza che quell'uomo comparso dal nulla aveva autorità, era profeta, addirittura il Messia, in quanto realizzava le antiche promesse di Dio al suo popolo (cf Is 8,23-9,3; Mt 4,14-16).

  Gli eventi sconvolgenti che confermeranno appieno le loro convinzioni saranno la morte in croce di Gesù e la sua risurrezione (1Cor 1,3-4). La morte e la risurrezione di Gesù sono però inquadrate in qualcosa di più vasto che le valorizza, dando loro la vera dimensione. L’orizzonte è l’attesa dei giudei che da secoli aspettavano l'intervento decisivo di Dio, che avrebbe liberato il suo popolo e avrebbe realizzato le promesse antiche. Cristo era quell'intervento definitivo di Dio: e quegli umili pescatori erano suoi compagni e ne sarebbero stati i testimoni privilegiati per i cristiani di ogni tempo.

  Eppure non si sono esaltati, non hanno assunto il ruolo del protagonista, occupando la scena e oscurando così la figura di Gesù. Come un vetro opaco impedisce alla luce di passare, così la loro arroganza, la loro superbia avrebbe impedito agli uomini di incontrare il Cristo, di vedere la sua luce. Invece essi si sono fatti trasparenti, sono stati semplici amplificatori della vita di Gesù, docili strumenti all'annuncio del Regno, realizzando così quel compito per il quale un giorno lontano il divin Maestro li aveva chiamati. Se io indico il sole con un dito, tu non devi fermarti al dito, ma devi seguirne l'indicazione per vedere lo splendore del sole.

  Così cristiano non è colui che aderisce a una teoria, a una visione del mondo espressa con brio o con particolare eloquenza; non è chi si fa seguace di una dottrina, di un apostolo, di un movimento, di un santo; bensì è colui che aderisce alla persona di Cristo, morto in croce (cf 1Cor 1,13.17) e risorto per la salvezza degli uomini.

  Le divisioni tra i cristiani sono dunque un tradimento di Gesù e della Chiesa, che egli ha istituito come prolungamento del suo corpo e della sua missione nella storia. Infatti chi si lascia conquistare da Gesù, chi mette la vita nelle sue mani e dunque si consegna alla Chiesa, non potrà fare a meno dell'unità, della comunione, del guardare insieme ai fratelli lo stesso Cristo, che ci ha riuniti nel suo corpo mistico.

  L'esortazione di Paolo all'unità (1Cor 1,10) è pertanto un'esortazione alla fede, a essere di Cristo, a seguirlo, per realizzare la propria vita e nello stesso tempo contribuire alla manifestazione piena del Regno di Dio.


  AVVISI

 

Lunedì 28 gennaio 2008

  • Incontro con le Responsabili di zona ore 16.30 centro pastorale.

  • Preghiera mariana ore 17.00, recita santo rosario e lettura messaggio Medjugorie.

  • Celebrazione Eucaristica, ore 18.00.

  • Incontro genitori Scuola Materna Parrocchiale, ore 19.00 presso il Centro Pastorale.

Martedì 29 gennaio 2008

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

Mercoledì 30 gennaio 2008

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • Incontro responsabili dei Gruppi Parrocchiali, ore 20.00 Ufficio Parrocchiale.

Giovedì 31gennaio 2008

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30 e tempo per l’adorazione silenziosa fino alle ore 12.00. Tempo adorazione 17.00 – 19.00. Adorazione comunitaria ore 19.00.

  • Tempo per le confessioni ore 17.00 - 19.00

Venerdì 01 febbraio 2008

  • Pulizia della Chiesa aperte a tutti coloro che vogliono collaborare per il decoro della Chiesa, ore 16.00.

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00.

  • Serata di animazione organizzata dal Centro anziani “Anni Verdi” e il C.S.I., ore 20.00 sala teatro Reginella.

Sabato 02 febbraio 2008 - Candelora - Presentazione di Gesù al tempio - Festa

  • Incontro di Catechesi per i ragazzi della 3 – 4 – 5 elementare, ore 16.00.

  • Inizio del cammino di preparazione al sacramento della Confermazione (CRESIMA) ore 17.00 sala computer del Centro Pastorale.

  • Incontro presso Piazza Olmo per la benedizione delle candele per la Candelora, processione verso la Chiesa e celebrazione Eucaristiche ore 18,00.

Domenica 03 febbraio 2008

  • Celebrazione Eucaristiche ore 9.30, 11.00, 19.00.

  • Sfilata di Carnevale organizzata dal centro anziani “Anni Verdi”, ore 15.00, p.za F. Baldi.

  • Commedia presso la Sala Teatro “Reginella” ore 19.30.

  • Inizio cammino di preparazione al matrimonio, ore 20.00

 

 
 
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