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Piano Pastorale 2006 - 2009

Arcidiocesi di Amalfi – Cava de’ Tirreni

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

E- mail SANTALUCIA@Tele2.it  sito Internet WWW.SANTALUCIADICAVA.IT

 

“Camminiamo insieme”

 

 


Piano pastorale triennale 2006-2009

 Programmazione Pastorale Ottobre – Dicembre 2006

 


Introduzione

Il titolo del presente piano

Camminiamo insieme!” è il titolo con il quale presentiamo il presente piano pastorale diocesano. L’espressione sottolinea l’intento con il quale è stato compiuto lo sforzo di dare alla diocesi un piano organico. Camminare insieme vuol dire, anzitutto, far tesoro del cammino che questa Chiesa ha fatto fino ad oggi, assieme a tutti i sacrifici di tutti coloro che l’hanno arricchita e resa ciò che è oggi. Vuol dire anche assumersi la responsabilità di leggere i segni dei tempi e di decodificare la voce del Signore che chiama a lavorare nella sua vigna in coerenza con i bisogni dell’uomo di oggi. Camminare insieme vuol dire che non è più sufficiente camminare in modo individuale e separato e che bisogna unire le forze per dar più visibilità alla multiforme grazia dello Spirito Santo. La pastorale diocesana non è una serie di attività slegate fra loro ma un servizio concreto della Chiesa finalizzato a dilatare il Regno di Dio nei cuori e nella storia, trasformandoli secondo il cuore di Dio. Perché sia tale occorre che essa sia organica, nel senso che le sue varie espressioni nascano dall’unità e la edifichino, e dinamica, perché a camminare non devono essere solo le singole anime, impegnate individualmente a vivere nella Grazia di Dio, ma l’intera Comunità, come soggetto cosciente e responsabile della propria fede e responsabilità  nella testimonianza di vita cristiana.

 

Memoria del cammino fatto

Il presente piano pastorale rappresenta il primo passo verso un cammino diocesano globale e organico. Esso nasce come frutto della riflessione di questi ultimi anni, in cui tutti, presbiteri, religiosi e laici, hanno dato il loro contributo per guardare verso il futuro.

In una prima fase siamo partiti da una raccolta delle insoddisfazioni che hanno come oggetto la Chiesa oggi, sia da parte della gente in genere, sia da parte degli stessi operatori pastorali. In seguito si è fatta un’analisi della realtà sia della società in cui la Chiesa vive che della stessa Chiesa. Da questa analisi abbiamo cominciato ad avere uno sguardo d’insieme su luci e ombre della nostra realtà. Come terzo passo si è fatta una retrospettiva storica che ha messo in luce le ragioni per cui la nostra realtà si è andata configurando nella sua forma attuale. Si è anche fatto un pronostico di come potrebbe evolversi la realtà attuale se i problemi che ci affliggono rimangono inalterati.

In una seconda fase abbiamo sognato la Chiesa così come la vorremmo noi, come la indica idealmente lo stesso Magistero della Chiesa… In altre parole, la Chiesa come la vorrebbe Gesù stesso. Abbiamo elaborato un “modello ideale” per la nostra Chiesa e abbiamo scelto di guardare a questo modello come a un punto di riferimento per edificare la nostra Chiesa in futuro.

In una terza fase abbiamo riletto l’analisi, alla luce del modello ideale, e abbiamo elaborato una diagnosi della realtà, ossia una lettura nella fede della realtà in ciò che asseconda la volontà di Dio e in ciò che la ostacola. Da qui è emersa la formulazione di ciò che abbiamo chiamato “problema fondamentale”, ossia l’individuazione del nucleo problematico che caratterizza la fatica della Chiesa a realizzare in forma piena l’ideale di comunione. Abbiamo evidenziato molti segni di grazia in atto e molte luci, ma evidenziare il problema fondamentale ha significato accettare la sfida di cambiare e di convertirci sempre di più alla comunione.

 

Il presente piano

Così, dopo aver individuato i criteri pastorali che devono caratterizzare l’azione della diocesi nei vari campi, siamo arrivati alla fase attuale. Siamo pronti, adesso a presentare il programma pastorale del prossimo anno. Esso è una articolazione di un piano triennale che abbiamo intitolato “Camminare insieme!”. Il piano costituisce l’impalcatura che definisce le attività per i prossimi tre anni. Il programma pastorale organizza i vari gesti ed iniziative del primo anno, descrivendone nel dettaglio come eseguirli, livello per livello.

Il piano pastorale è uno strumento utile a realizzare una pastorale di comunione, perché guarda ai vari livelli della pastorale non come a compartimenti stagno, ma a partire da una visione di insieme. Il valore individuato per la meta generale dell’anno è quello che detta il passo a tutta la pastorale diocesana, in tutti i livelli. Ogni livello (giovani, catechesi, liturgia, caritas, ecc.), pur svolgendo i propri programmi interni secondo le consuetudini, si troveranno, adesso, a riflettere su come le proprie attività contribuiscono a creare una coscienza comune di appartenenza ad una unica Chiesa in cammino.

 

META DEL PIANO DIOCESANO TRIENNALE (2006-2008)

Entro giugno 2009, il popolo di Dio (battezzati e gente di buona volontà) della Arcidiocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni, concludendo le celebrazioni deLl’ottavo centenario di S. Andrea, è sensibilizzato al valore relazioni di fiducia” e lo esprime in momenti significativi e periodici; i diversi campi dell’azione pastorale nei quali si opera contribuiscono a tale sensibilizzazione; e l’Arcidiocesi è dotata alla  base di strutture di comunicazione, partecipazione e consultazione.

 

(2006-2007) Conoscersi, accogliersi, ascoltarsi, parlarsi, accettarsi, rispettarsi, incontrarsi, riconciliarsi, comunicarsi, visitarsi,

(2007-2008) valorizzare l’altro, dargli fede, dargli posto, renderlo partecipe, stimarlo, stimolarlo, fidarsi dell’altro, mantenere la parola data, prendere l’iniziativa, essere veritieri;

(2008-2009) dialogare, animarsi, sostenersi, perdonarsi, aiutarsi, aver misericordia, avere benevolenza, relazionarsi gratuitamente, essere grati, affidarsi;        

 


 Anno 2006-2007

 

META GENERALE DELL’ANNO (2006-2007)

Entro giugno 2007, il popolo di Dio (battezzati e gente di buona volontà) della Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, come espressione di un cammino diocesano organico e unitario, è sensibilizzato, in via iniziale, al valore relazioni di fiducia” e lo esprime in momenti significativi e periodici; i diversi campi dell’azione pastorale nei quali si opera contribuiscono a tale sensibilizzazione; e l’Arcidiocesi comincia a dotarsi alla  base di strutture di comunicazione, partecipazione e consultazione.

 

Spiegazione della meta

Buona volontà: Persone che con onestà cercano la verità…

È sensibilizzato: si sente  toccato, svegliato, raggiunto, inquietato, attratto, incuriosito, interpellato, reagisce, percepisce, si accorge…. 

Relazioni di fiducia: questo valore, da recuperare e sviluppare, secondo la diagnosi, lo si esplicita nei seguenti valori da comunicare come messaggi:

(2006-2007) Incontrarsi, parlarsi, ascoltarsi, accogliersi, accettarsi, conoscersi, riconciliarsi, visitarsi, rispettarsi, condividere.

diversi campi dell’azione pastorale, vale a dire quelli riferiti alla pastorale della famiglia, della catechesi, dei giovani, della carità, alle celebrazioni liturgiche, ecc.

struttura: è il modo con cui sono “organizzati”, ossia articolati gli elementi che costituiscono una realtà (p. es. la struttura ossea, quella dell’atomo, quella urbana…), e quindi anche un gruppo umano; possono essere strutture informali o che fanno riferimento allo stile di vita; o strutture formali che costituiscono una istituzione o un suo modo di essere.

alla base, cioè, le singole persone battezzate e le famiglie che costituiscono la base dell’organizzazione ecclesiastica ed ecclesiale.

Strutture di comunicazione: sono le strutture che mettono tutte le persone e famiglie in relazione,  con possibilità di comunicazione tra loro;

Strutture di partecipazione: strutture che consentono ai battezzati di partecipare realmente ed esprimersi in relazione alla vita e missione della chiesa; si tratta di strutture di dialogo.

Strutture di consultazione: strutture che consentono di raccogliere la voce (sentimenti, valutazioni, pareri…) dei battezzati e della gente di buona volontà.

 

Motivazioni

 

Nel popolo e nella chiesa predomina la chiusura difensiva nella piccola realtà del paese o della frazione, con un marcato accento campanilistico che nella cultura individualistica di oggi si accentua e si traduce in una dispersione disgregatrice;

Le relazioni di fiducia hanno il loro fondamento e il senso più profondo nella natura sociale della persona umana e nella relazione di figliolanza e di famiglia che Dio ha stabilito con l’essere umano, sia mediante la comunicazione creativa della vita, sia soprattutto con il dono dello Spirito Santo che Cristo ci ha donato come frutto del suo mistero pasquale .  

Perciò la gente deve superare le proprie paure e gli atteggiamenti difensivi per poter ristabilire relazioni di conoscenza e di fiducia, non solo a livello interpersonale, ma sopratutto a livello di paesi, parrocchie, gruppi apostolici, ex-diocesi, ecc., e percepire, a partire dell’esperienza, di essere ed appartenere ad un’unica e allargata famiglia di Dio.  

 

PROGRAMMAZIONE PASTORALE 2006 - 2007

Inizio anno pastorale (ottobre 2006 )

Valore: Incontrarsi

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà percepiscono il valore dell’incontro come un fatto importante per la vita.

 

Slogan: Diamoci la mano!

 

Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto: Raduno davanti alla Chiesa o luogo di aggregazione più frequentato e    stretta di

                  mano

I vari gruppi parrocchiali e la gente si raduna davanti alla Chiesa, per la Messa di inaugurazione dell’anno pastorale e, dopo il saluto del parroco (preparato prima) e una opportuna introduzione che spiega il gesto (anch’essa preparata prima), tutti sono invitati a darsi la mano in segno di saluto e benvenuto. Poi, per chi ritiene, ci si reca in Chiesa per la celebrazione.

 

Celebrazione dei Santi e Defunti (novembre 2006)

Valore:    Parlarsi

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà sono sensibilizzati al valore della parola come strumento col quale ci si presenta all’altro/a e si entra in relazione con lui/lei.

 

Slogan: “Ti chiamo per nome” (Is 43,1)

 

      Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto: Presentarsi, augurando la pace, anche per i cari Defunti

               Durante la visita ai Cimiteri e, soprattutto, durante la celebrazione eucaristica più partecipata, si invitano i presenti, al momento dello scambio del segno di pace, a presentarsi, augurandosi reciprocamente la pace, estendendola ai rispettivi Defunti.

 

S. Andrea, patrono dell’Arcidiocesi (30 novembre) o l’Immacolata (8 dicembre)

Valore: Ascoltarsi

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà vivono una esperienza di ascolto attraverso cui scoprono il dono di Dio che la relazione con l’altro comunica.

 

Slogan: Ho tempo per te, ti ascolto!

 

      Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto: Incontro

                Valorizzare, se vi sono, occasioni di aggregazione durante il novenario di S. Andrea o dell’Immacolata o, altrimenti, durante la solennità, per permettere alle persone di parlare e di essere ascoltate. Se si pensa di avere questi momenti in occasioni di celebrazioni, lasciare spazio alle fine di esse per un intervento di racconto di storia personale.

 

Natale (dicembre 2006)

Valore: Accogliersi

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà sperimentano  

  l’accoglienza e lo riconoscono come un valore per la vita.

 

Slogan: Accogliersi è riconoscersi fratelli!

 

      Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto: Bigliettino augurale del Parroco/Vescovo (da fare arrivare a tutti (bar, negozi, famiglie, non solo sui banchi delle Chiese! Il gesto, inoltre, per esprimere veramente il valore dell’obiettivo, deve definire l’esperienza dell’accogliersi. Si può suggerire, per es., che tale biglietto, dato a ciascuno, sia poi dato a sua volta al vicino di casa con un augurio scritto dietro, segno di un “porgersi” di ciascuno e che chiede, quindi, accoglienza.

 

Candelora (febbraio 2007)

Valore: Accettarsi

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà scoprono che l’accettazione reciproca  rende più umane le relazioni.

 

Slogan: Tu sei luce per me!

 

      Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto: Accensione e scambio delle candele.

Chi lo ritiene, mandare la candela con un messaggio ad ogni famiglia (senza raccogliere offerte). Se si tiene la benedizione e processione delle candele in un luogo esterno alla chiesa e che facilita l’aggregazione (o altrimenti durante la celebrazione in chiesa) favorire lo scambio delle candele dopo la benedizione, ripetendo lo slogan o una frase simile.

Ceneri-Quaresima (marzo 2007)

Valore: Conoscersi 

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà sono sensibilizzati al valore del conoscersi e scoprono che vi è un conoscere che rimane in superficie e un conoscere più profondo.

 

Slogan:  Conoscerci per accettare la nostra fragilità

 

Gesto: Piccolo falò con le palme benedette l’anno scorso

 In un luogo adatto, possibilmente all’aperto, in un giorno quaresimale e ad un Orario idoneo ad una maggiore aggregazione di persone, si invitano tutti a portare le palme benedette l’anno precedente, ormai secche. Dopo la opportuna spiegazione del  gesto, il Parroco o l’Animatore invitano i presenti a depositare nello stesso punto i ramoscelli secchi che, subito dopo, vengono bruciati, mentre lettori scelti leggono frasi o slogan penitenziali e richiamanti la fragilità umana, come elemento da richiamare per far risaltare la propria identità creaturale, bisognosa di senso e di verità

 

7. Settimana Santa (aprile 2007) – Domenica delle Palme o Giovedì Santo

Valore: Riconciliarsi 

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà sperimentano il valore   della riconciliazione come dono dato da Dio e come dono dare agli altri.

 

Slogan: Insieme per una vita nuova!

 

Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto:

-per la Domenica delle Palme: proporre di portare il ramoscello benedetto a qualche persona con cui si è avuto un dissidio;

- per il Giovedì Santo: lavanda dei piedi 12 (anziani) più membri di generazione(nonno, moglie/marito, figlio).

 

Non sia un gesto formale e consuetudinario quello della palma benedetta, ma che dica la volontà e l’impegno per la riconciliazione.

Così il Giovedì Santo il gesto simbolico della lavanda dei piedi, anche tra generazioni diverse, esprime l’umiltà, il chinarsi degli uni verso gli altri, per ritrovare l’armonia e la riconciliazione.

 

Benedizione pasquale delle famiglie (febbraio-maggio 2007)

Valore: Visitarsi

 

Obiettivo: In occasione della benedizione pasquale delle famiglie i battezzati e le persone di buona volontà sperimentano che l’altro è portatore di dio e si aprono alla presenza reciproca di ciascuno.

 

Slogan: La tua visita mi colma di gioia! (dal Salmo della Liturgia del 31 Maggio)

 

      Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto:       Visitare un vicino (dove è possibile)

Altrimenti il parroco, con la benedizione pasquale, portando gli auguri di tutti alle singole  famiglie, invita ogni famiglia a fare visita almeno ad un’altra famiglia del vicinato.

 

Mese Mariano (maggio 2007)

 

Valore: Rispettarsi

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà scoprono il rispetto come un valore che apre al dono dell’altro e genera fiducia.

Slogan Anche tu sei mio fratello!

 

Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto:   Come Maria, in visita a santa Elisabetta, visitare un anziano o un infermo.

Mostrare disponibilità e delicatezza d’animo nel compiere queste visite.

Dove è possibile trattenersi, favorire un momento di preghiera.

 

Corpus Domini (giugno 2007)

 

Valore: Condividere

 

Obiettivo: In occasione della festa del Corpus Domini i battezzati e le persone di buona volontà sono sensibilizzati alla condivisione e lo sperimentano come un modo concreto per comunicarsi all’altro.

 

Slogan:    Condividere è amare

 

Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto:      Un gesto di condivisione con i vicini

Dove è possibile, dopo la processione del Corpus Domini, condividere dei panini da spezzare ed offrire al vicino. Oppure prendere l’impegno di condividere un dolce o altro alimentare con i vicini o condomini.

          

Patrono (Agosto 2007)

 

Valore: Relazioni di fiducia

 

Obiettivo: I battezzati e le persone di buona volontà percepiscono la necessità stabilire relazioni di fiducia non solo con le persone ma anche con tutte le realtà che compongono l’Arcidiocesi.

 

Slogan: Camminiamo insieme!

      Come si intende raggiungere l’obiettivo:

Gesto: Invitare e coinvolgere gli Operatori Pastorali di una parrocchia limitrofa alla Festa

Durante i festeggiamenti, tra le varie iniziative, invitare gli Operatori Pastorali di una parrocchia vicina o altre realtà presenti sul territorio, con cui condividere, nell’accoglienza e nella fiducia, un momento della festa o un’iniziativa  programmata. 

 

 
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