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Programma Pastorale 2003/2004

Arcidiocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

 

Programma Pastorale

2003/2004

 

P.za F. Baldi, 18 - Cava de’ Tirreni 84010 (SA) Tel/Fax 089/461416

“Andate dappertutto” (Mc. 16,15-20)

1) IL BRANO BIBLICO (Mc. 16, 15-20)

  • [15] Gesù disse loro: <<Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo  ad ogni creatura. [16] Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi  non crederà sarà condannato. [17] E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i dem·ni, parleranno lingue nuove, [18] prenderanno in mano i serpenti  e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno  le mani ai malati e questi guariranno>>.

  • [19] Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e  sedette alla destra di Dio.

  • [20] Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il  Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i  prodigi che l'accompagnavano.

 2) IL TEMA PASTORALE

Eccoci all’inizio di un nuovo anno pastorale. Davanti a noi abbiamo tre anni da dedicare alla dimensione evangelizzatrice della Chiesa. Come partire?

Con calma, sembra strano, ma ho detto proprio con calma. Prima di chiederci cosa bisogna fare quest’anno, ci preoccuperemo di conoscere l’itinerario che ci viene proposto. La preparazione in un cammino è sempre molto importante. Dalla cura che mettiamo in questa fase possiamo acquistare slancio per tutto il tempo della missione. Potremmo dire: leggere, capire e riflettere sull’itinerario che ci viene proposto è già missione!

La missione non la si improvvisa, non è un semplice andare per le strade e tentare di dire il Vangelo a qualche passante. La missione è una conversione del cuore, un modo sempre nuovo di mettersi in ascolto del Vangelo e di discernere la volontà di Dio, un linguaggio da apprendere per testimoniare il Vangelo nella cultura del tempo in cui si vive.

Tanti sono gli elementi che stanno a fondamento di una riflessione sull’evangelizzazione e missione:

  • un ascolto profondo che giunga ad una conoscenza personale di Gesù Cristo;

  • la riconoscenza e la condivisione della condizione apostolica della Chiesa; riscoprire la cattolicità del Vangelo e la sua destinazione ad ogni uomo;

  • uno sguardo sulla storia e sulla cultura contemporanea che sappia apprezzarne i segni, talvolta nascosti, di accoglienza del Vangelo;

  • una seria disponibilità di divenire operai del Vangelo.

Per questo abbiamo bisogno di accostarci alla riflessione con un dono che venga dal soffio dello Spirito, il dono di “un cuore di carne”, cioè un cuore appassionato per la storia degli uomini, un cuore che vibri della stessa passione di Gesù. È Gesù il cuore della missione. Alcune volte dobbiamo ammettere di trascurare l’importanza di conoscere sempre nuovamente Gesù. Anche ascoltando il Vangelo spesso ci troviamo distratti e ci fermiamo sulla soglia della comprensione, lo diamo un po’ per scontato. Ricordiamoci che in realtà in questa vita noi siamo sempre sulla soglia di questa amicizia spirituale: Egli è Colui che rivela il volto misericordioso di Dio che è Padre. Proprio perché rimane mistero che mai si lascia pienamente possedere usiamo il verbo “rivela”! Questa dinamica spirituale ci mette in gioco e ci rende persone che ricercano e accompagnano contemporaneamente a vivere ogni giorno il dialogo con il Vangelo.

Chi si addentra seriamente in queste dinamiche spirituali e pastorali scopre presto che conoscere e annunciare il Vangelo è qualcosa di più che leggere le pagine della Scrittura e ripeterle nella forma del racconto. Il Vangelo cambia la vita dal di dentro e tocca tutti gli elementi dell’esistenza, non è estraneo a interessi mondani, ma li illumina e li “bonifica” dal di dentro. Annunciare il Vangelo e mettere al centro dell’attività oratoriana la parola di Gesù è lasciarsi guidare da questa intrinseca dinamica missionaria che il Vangelo possiede: essere parola dell’amore di Dio sull’esistenza umana. Giocare, lavorare, studiare, mangiare, soffrire... tutte le attività del vivere sono fecondate dal Vangelo. Non sono cristiano solo quando leggo le pagine del Vangelo e poi le altre cose della vita riguardano, diciamo così, l’umano: questa divisione non regge né la sfida dell’autenticità della fede né quella di una vita di comunità cristiana credibile.

Per annunciare il Vangelo dobbiamo prima accorgerci che il Vangelo è già all’opera e ha trasformato con numerosi semi di bene la nostra vita e la storia del mondo.

Mettiamoci dunque con umiltà al punto di partenza e accogliamo questo provvidenziale invito: “La Parrocchia, ogni Parrocchia, la nostra Parrocchia, può e deve essere missionario!”.

La prima fase di quest’anno pastorale prevede la conoscenza capillare, da parte di ogni cristiano, dell’intero percorso che si apprestiamo a intraprendere. Mesi di Novembre - Dicembre.

Operativamente:

a) Ogni membro, ogni gruppo della Comunità è chiamato a conoscere l’itinerario, a leggerlo, approfondirlo e rifletterci e a pregareci sopra. (Mesi di Novembre - Dicembre)

b) Convocazione per il 5 dicembre del Consiglio Pastorale sull’argomento specifico

c) Passaggio del Parroco e del diacon nei singoli gruppi per approfondire la tematica.

d) diffusione capillare attraverso volantinaggio fatto dalle responsabili di zona.

La seconda fase, per quest’anno, prevede il discernimento sul volto della nostra Comunità.

Operativamente:

      a) Rilancio delle Zone Pastorali e dei Responsabili

      b) Verifica, entro Gennaio del numero di abitanti e delle famiglie della Comunità.

      c) Rivitalizzare le zone con incontri in loco tra responsabilii e collaboratori, che vanno moltiplicati.

      d) Diffondere il foglietto domenicale attraverso le zone.

      e) Predisporre un questionario che ci aiuti a rileggere la nostra storia, chi siamo.

      f) Asemblea Parrocchiale in quaresima.

      g) Verifica degli operatori pastorali, quali gruppi potenziare, quali strutture rivitalizzare. Oltre a valorizzare meglio i presenti, cercheremo di identificare quali altre figure pastorali vanno concretamente promosse. E’ un discernimento doveroso, finalizzato a registrare le reali esigenze dell’azione pastoralee a creare le condizioni per un’adeguata risposta.

 3) LO SLOGAN PER QUEST’ANNO

Il logo così realizzato è, come sempre il risultato di molteplici apporti, fantasie e intuizioni.

Le parole sono tratte e liberamente adattate dal cap. 16 del Vangelo di Marco:

ANDATE è il comando chiaro e impegnativo che Gesù rivolge ai discepoli, ancora piuttosto increduli e intimiditi dopo la Pasqua e appena prima dell’Ascensione: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura” (Marco 16,15).

Poco prima, l’angelo seduto vicino al sepolcro vuoto dove era stato deposto Gesù, aveva dato alle donne il primo annuncio della Risurrezione e aveva affidato loro l’appuntamento da riferire ai discepoli e a Pietro per incontrare Gesù risorto in Galilea: “ORA andate, dite ai suoi discepoli…”(16,7).

Infine, tutto il vangelo si conclude con l’annotazione che, dopo l’ascensione di Gesù al cielo i discepoli “partirono e predicarono DAPPERTUTTO, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano” (16,20).

Naturalmente è tutto il brano evangelico a rivelare il significato profondo di ogni parola. La missione è tutta relativa a Gesù: annuncio e testimonianza della sua resurrezione, risposta pronta e quasi urgente, ai suoi inviti, diffusione gioiosa e senza confini della sua presenza e della sua parola.

L’impostazione grafica consente però di “giocare” con qualche libertà sui contenuti:

la centralità del comando di Gesù è molto evidente e piena (andate, in nero brillante, con carattere grosso e dinamico, al centro di tutto il disegno e a sostegno dell’intera figura);

ora si salda con il comando di Gesù e dice la sua perenne attualità, il tempo presente in cui attuarlo; allude però anche all’oratorio in stato di missione permanente, dove la parola di Gesù si impara e si comincia a praticare e da dove si parte per una vita da veri testimoni;

dappertutto, oltre che la tensione infinita e i confini universali della missione svela anche il modo della sua efficacia: dare tutto come Gesù, anzi con lui al centro (la x in rosso evoca il Crocifisso) che moltiplica il povero dono di cui siamo capaci.

4)TEMPI FORTI: AVVENTO E QUARESIMA

Le domeniche di Avvento e di Quaresima saranno il momento per approfondire, in maniera particolare, un aspetto del tema dell'anno. Con lo sguardo quindi sulla "missionarietà" ripercorriamo la liturgia di questi Tempi forti.

Avvento: Gira la notizia

Quaresima: Da Per Tutto!

 

 
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