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V Domenica di Pasqua

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Gruppo Liturgico

 V Domenica di Pasqua - Anno B  
18 - 25  maggio 2003

Lettera del Parroco

Il Rosario, respiro dell’anima

 Siamo chiamati a “rimanere” con il Signore. Ci è chiesto non solo di accoglierlo nella nostra vita perché lui possa essere di casa, ma anche di ritagliare un tempo e uno spazio nelle nostre giornate per “stare” con lui. Altrimenti come potremo conoscerlo? Come potremmo parlargli? La preghiera del Rosario, ci dice il Papa, può essere uno strumento, una via concreta, personale e della famiglia, per vivere con lui. È preghiera contemplativa. È preghiera che si alimenta ai misteri della vita di Gesù e nello stesso tempo chiede un aiuto, una intercessione alla Madre sua. Conosciamo la nostra povertà, la pigrizia, le distrazioni e gli interessi che depistano le nostre giornate da Cristo. Maria ci richiama all’essenziale: “Fate quello che vi dirà”.

Il Rosario è la preghiera di Gesù di tipo occidentale. Forse un po’ più complicata e con più parole, secondo le nostre caratteristiche. I fratelli orientali, più mistici, riescono a concentrarsi su poche parole… Per noi i misteri e l’“Ave, o Maria”, questa trova il suo centro nella ripetizione soave del nome di Gesù, sono gli strumenti che concentrano i raggi di sole provenienti dalla vita di Cristo e ci aiutano a scaldarci al fuoco del suo amore, del messaggio di salvezza che egli ci ha consegnato.

Il Rosario è dunque la catena d’amore che unisce tutti coloro che amano Gesù e Maria, che vivono all’unisono con la Chiesa. I grani del Rosario rappresentano gli anelli tra Dio e gli uomini, tra ognuno di noi e i fratelli. Il Rosario è forza d’amore, protezione contro il male, annuncio di pace. Il Rosario, preghiera della Madre di Cristo e nostra, diventa il respiro dell’anima, il libro di preghiera dei semplici, il breviario dei poveri… Il Rosario è strumento impareggiabile di amore, gioia, pace… i doni dello Spirito. Fa bene allo spirito e al cuore!

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Sabato 31 maggio, chiusura del mese di maggio con pellegrinaggio a Montevergine, ore 15.00. Per prenotazioni Centro Anziani

 

Introduzione

Noi siamo i tralci di un’unica vite: Cristo Gesù. Nell’obbedienza alla sua Parola noi diveniamo un germoglio del Regno nel tessuto della storia. Diveniamo la forma concreta con la quale Dio stesso raggiunge gli uomini e le donne del nostro tempo. Sentiamoci veramente famiglia di Dio, convocati dal Signore attorno alla sua mensa per ricevere la sua Parola e il suo Pane. E portare frutti di bene.

 

Atto penitenziale

Siamo tralci. Sta a noi rimanere o no attaccati alla vite perché circoli in noi la linfa della vita. Con il peccato, privi dello Spirito, diventiamo luce tremolante e sale che non ha sapore. Riconosciamo le nostre colpe e chiediamo a Dio perdono.

- Signore, tu sei la vite che ci lega al Padre, abbi pietà di noi.

- Cristo, tu sei linfa che dona salvezza, abbi pietà di noi.

- Signore, tu sei la vita che rinnova il mondo, abbi pietà di noi.

 

 

Presentazione della parola di Dio

 

Prima lettura: At 9,36-31

La prima lettura narra il primo manifestarsi della tensione nella Chiesa di Gerusalemme. Ma lo Spirito del Signore fa trovare le vie della pace, anche se, per questo, Paolo deve per un certo tempo tornare al paese nativo.

Dal Salmo 21

Il salmo è una delle espressioni del dolore più sofferto che la Scrittura contenga. Ma si chiude con una grande visione universalistica dei popoli che ritornano a Dio. Possiamo metterlo in bocca a Gesù per cantare la sua vita glorificata, frutto della sua passione e morte.


Seconda lettura: 1 Gv 3,18-24

Giovanni continua ad istruirci sulla dimensione dell’amore. L’amore ai fratelli è la misura del nostro amore verso Dio. La dimensione orizzontale della vita cristiana diventa il criterio della sua dimensione verticale verso Dio.


Vangelo: Gv 15,1-8

Gesù parla della nostra partecipazione alla vita stessa di Dio meritata con la sua Pasqua. Lo fa usando l’immagine della vite. Egli è la vite vera, noi siamo i tralci. Condizione vitale per noi è il rimanere in lui per mezzo della grazia.

 

Spunti per la Riflessione sulla Parola di Dio Domenicale

 

- Oggi celebriamo Gesù vera vite. Noi, viventi in lui e per lui, siamo i tralci che restano vivi fintanto che sono uniti a lui e portano frutto nella misura in cui si lasciano potare dal Padre. Il problema vitale è «rimanere in lui».

- Per la teologia giovannea credere, amare, osservare i comandamenti, compiere opere buone sono sfaccettature di una sola realtà: conoscere ed accogliere il Figlio. Noi possiamo accogliere o non accogliere il Signore: è ciò che il Cristo stesso ci vuol far comprendere paragonandoci ai suoi tralci. Accoglierlo come Signore nella nostra vita determina la qualità del nostro tralcio, determina la nostra capacità di essere o non essere «attaccati» alla vite. Che qualità di tralcio possiamo essere? Ce lo dice Gesù: tralcio morto o tralcio vivo. - Il tralcio morto viene staccato dalla vite e gettato nel fuoco. L’immagine illustra che cosa succede al discepolo che si separa da Cristo. Egli attira su di sé il giudizio di Dio, che nel caso concreto è un giudizio di morte. Ma come ci si può separare da Cristo? Lo si fa commettendo il peccato per la morte. - Il tralcio vivo, invece, che si pone come antitesi a quello morto, ha anch’esso una sorte: viene sottoposto alla potatura e pulitura. Nel brano evangelico viene ripetuto a più riprese il verbo rimanere: ciò lo identifica come tema portante della Parola del Maestro. Egli oggi vuol farci comprendere come sia vitalmente importante per noi essere innestati nella vite per avere la vita. Solo l’unione con Cristo produce frutto e molto frutto, al di là di ogni successo od insuccesso apparente. Questa unione nasce dalla convergenza di due elementi: la parola annunciata da Cristo deve rimanere dei discepoli, che ne sono i tralci. - Tale parola non si identifica in un messaggio concettuale, ma contiene vita e spirito. Il credente rimane in Cristo per portare molto frutto e diviene suo discepolo. Essere discepoli di Gesù è rispondere ad una chiamata, perché non siamo noi che abbiamo scelto il nostro maestro, ma è Cristo che ha scelto noi. Non solo ci ha scelti, ma ci ha chiamati ad essere suoi amici e noi, come amici, non possiamo accontentarci di avere solo una dottrina in testa, ma dobbiamo essere consapevoli che la chiamata fonda le sue radici nel diventare come lui, incominciando dall’amore: «amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati».

- Essere di Cristo vuol dunque dire essere uniti a lui. Tale unità non è mai indolore per noi perché esige un confronto con la Vite. Da questo confronto non solo sapremo comprendere se siamo tralci attaccati ad essa o gettati nel fuoco, ma anche se l’unione con Cristo dovrà passare per nuove potature e puliture. Ciò che sarà definitivo, sarà solo nell’eternità. Dinamica di tutto questo processo di appartenenza e di assimilazione, di amicizia e di ascolto, di essere tralci attaccati alla Vite e capaci di portare frutto, rimane sempre e solo l’amore. È l’amore ricevuto e donato che ci rende capaci di portare frutto, nella consapevolezza che senza Cristo non siamo capaci di fare niente. Attraverso di lui il Padre compie il suo lavoro di far crescere in noi i frutti dello Spirito. Ed è proprio il dono dello Spirito che la Parola di Dio ci invita a chiedere nella preghiera. Esso permetterà di credere e di amare come la seconda lettura ha illustrato con semplicità e precisione. L’umanità nuova porta dunque frutti di santità e di pace secondo il progetto divino.

 

Vivere l'Eucarestia

- se sapremo «volerci bene gli uni gli altri» (2ª lettura),

- se ci amiamo «non a parole, né con la lingua, ma con i fatti e la verità».

AVVISI

Lunedì 19 maggio 2003

- Celebrazione del Vespro ore 8.30

- Gruppo Liturgico, ore 20.00

- In pellegrinaggio con Maria. Momento di preghiera, ore 20.00 presso la fam. Pannullo Carmine, via P. Di Domenico, n° 29.

 

Martedì  20 maggio 2003 - Anniversario delle apparizioni a Fatima

- Celebrazione Eucaristica ore 18.30

- Incontro con i genitori dei ragazzi  di II e III media, che frequentano il cammino di catechesi, ore 20.00 centro pastorale.

- In pellegrinaggio con Maria. Momento di preghiera, ore 20.00 presso la fam. Santoriello Vincenzo,  via P. Di Domenico, n° 29.

 

Mercoledì 21 maggio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 18.30

- Ritiro dei ragazzi che faranno la prima comunione domenica prossima, ore 9.00 in piazza F. Baldi.

- In pellegrinaggio con Maria. Momento di preghiera, ore 20.00 presso la fam. Bisogno Simone, via P. Di Domenico. n° 25.

 

Giovedì 22 maggio 2003

- Celebrazione Eucaristica ore 08.30 - Adorazione Eucaristica settimanale Ore 09.00 - 12.00.

- Adorazione personale ore 16.00 - 19.00

- In pellegrinaggio con Maria. Adorazione Eucaristica, ore 20.00 presso la fam. Senatore Giovanni, via P. Di Domenico n° 30.

- Pellegrinaggio organizzato dal Centro Anziani al Santuario di Pompei, partenza ore 15.00.

 

Venerdì 23 maggio

- Celebrazione Eucaristica ore 8.30

- Pulizia della Chiesa da parte del gruppo Lettori

- Incontro con i ragazzi che hanno ricevuto il sacramento della Cresima a Dicembre, ore 20.00 Centro Pastorale.

- In pellegrinaggio con Maria. Momento di preghiera, ore 20.00 presso la fam. Lamberti Gennaro, via P. Di Domenico n°28.

 

Sabato 24 maggio 2003

- Celebrazione Eucaristica in chiesa ore 18.30, presieduta da mons. Orazio Soricelli, che conferirà il Sacramento della Confermazione a vari giovani delle nostra Comunità.

- Celebrazione Eucaristica e saluto alla Madonna, presso la Fam. Mannara Michelangelo, via P. Di Domenico n° 22, ore 20.30.

 

Domenica 25 maggio 

- Celebrazioni Eucaristiche ore 9.30 - 11.00  - 19.30

- Durante la celebrazione Eucaristica delle ore 9.30 faranno la Prima Comunione 25 ragazzi della Comunità

- In piazza F. Baldi, Il grande gioco dell’oca, ore 19.30, con festa finale dell’attività Oratoriane in attesa di rincontrarci con tutti i bambini e ragazzi per le prossime attività estive.

 

Il prossimo 14 giugno - sabato - Pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e Pietralcina. Informazioni presso il Centro Anziani.

   
 
 
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