Stampa questa pagina II Domenica di Quaresima
 
Pubblicata in data 1.3.2015

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni


Anno Pastorale 2014 - 2015

 

II Domenica di Quaresima -

Anno B

 

«Scendo dal monte»

 

 


Breve lettera del Parroco

 

Nella vita di ciascuno c’è un ”monte“ sul quale siamo saliti, grazie al quale abbiamo fatto un’esperienza, trasfigurandoci. Tutti abbiamo bisogno di trasfigurarci non da soli, ma alla luce di quel Gesù che chiede di seguirLo senza tante spiegazioni, come hanno fatto Pietro, Giacomo e Giovanni. La decisione quaresimale sta tutta qui: nel credere che accogliendo la Parola di Gesù possiamo diventare uomini diversi, vincere il male e fare il bene. Dobbiamo seguirLo fin sopra quell’alto monte: l’altezza che è sintomo di fatica, di salita, di cammino fatto insieme.

La vita di tutti è segnata da una salita, da un ripensamento, da una discesa. La discesa è necessaria per poter portare agli altri l’esperienza che abbiamo fatto sul Tabor. C’è bisogno di stare in disparte con Gesù. È necessario farsi guidare da Lui in esperienze che servano a tracciare per ognuno strade “in disparte”, che ci ricarichino di Lui per poi tuffarci con Lui nella nostra quotidianità. A quell’uomo inchiodato sulla Croce dobbiamo affidare la nostra vita e la vita di quei fratelli che non hanno avuto e non hanno paura di testimoniare col sangue la loro fedeltà. Questi, ora trasfigurati, ci diano quel coraggio che rende la nostra fede credibile e autentica.

Nella vostra esperienza di fede siamo stati qualche volta sul “Tabor”?
Se abbiamo fatto esperienza del Tabor, siamo capaci di scendere e camminare con i nostri fratelli?

Nella seconda tappa della nostra Quaresima abbandoniamo il deserto per raggiungere il monte della Trasfigurazione. Il Padre ci ha rivelato in Gesù il suo volto: alla sequela di Gesù, i cristiani possono lasciare ogni timore e vivere nella speranza che l’amore di Dio trionferà. Nell’immagine di Gesù trasfigurato la Chiesa intera intravede il suo cammino nel mondo e può accogliere la luce che lo illumina e lo guida. Nessuna difficoltà potrà cambiare la direzione segnata dalla missione di Cristo.

«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!»: sono le parole – accompagnate dai segni di una manifestazione gloriosa (il cambiamento d'aspetto, lo splendore delle vesti, la nube della Presenza divina) – con cui il Padre conferma in Gesù la rivelazione fatta al battesimo (cf Mc 1,11). Lo splendore della trasfigurazione lascia trasparire, dietro le umili sembianze della condizione umana, l'identità più profonda di Gesù e quello che egli sarà in modo definitivo quando il Padre lo assumerà nella gloria. Tuttavia, dietro l'appellativo “amato” si nasconde il misterioso dramma del sacrificio e della croce. Il Figlio unico, la realtà più cara del Padre, l'unico oggetto del suo amore, non è garantito contro la sofferenza; deve anzi accoglierla perché si manifesti la sua risposta filiale e si realizzi il progetto di salvezza per tutti gli uomini: la risurrezione.  La gloria finale, dunque, ha questa inquietante premessa; l'amore del Padre comporta questo terribile risvolto.

Incomprensibile per gli apostoli che rifiutano la prospettiva dello scacco e del fallimento (sarebbe il naufragio delle loro speranze ed attese orientate al rinnovamento della situazione religioso-politica); come ugualmente incomprensibile appare per Abramo la richiesta divina di offrire in sacrificio il figlio unico, Isacco, il figlio della promessa (Prima Lettura). Abramo ha dovuto separarsi da tutto il suo passato (cfr. Gn 12,1), ma ora si tratta di rinunciare totalmente all'avvenire! E’ dunque questo il volto di Dio? E’ questo il senso della sua paternità?

Molte volte la vita ci ha impietosamente messi di fronte a interrogativi angosciosi. La morte di persone care, il sacrificio di tanti innocenti, vittime di imprevedibili catastrofi naturali o di violenza fratricida, la soppressione di chi parla in difesa della giustizia e della verità... strappano al cuore umano l'inquietante domanda Perché? Dio, dove sei? Il non credente risponde ricorrendo alla “fatalità” o al “tragico destino” nei casi in cui non sia in gioco la malvagità o la prepotenza omicida dell'uomo. Il credente di fronte al mistero del dolore e del male prova un comprensibile smarrimento perché molte delle sue domande non trovano risposte o spiegazioni razionali. In certi casi sembra che tutto crolli, che Dio sia lontano e assente dalle vicende umane, che ciò che viene domandato sia sproporzionato alla capacità di sopportazione umana. 

Nella Liturgia di oggi, il Signore ci offre la sua risposta, senza togliere nulla alla problematicità dell'esistenza umana. La sapienza popolare afferma genericamente che «nel buio della vita c'è un momento di luce per tutti». A questa speranza però, la fede aggiunge qualcosa di più profondo. Il credente sa che un Amore misterioso dirige la storia, anche quando gli eventi sembrano parlare in senso contrario. I nostri occhi miopi, purtroppo, non hanno la lucidità necessaria per vedere il disegno divino nella sua interezza. Esso ci supera e solo la fede sa intravederlo.  Nella luce sfolgorante della trasfigurazione Dio dà una risposta rassicurante a Cristo e ai suoi discepoli: la croce è solo una fase del progetto che sfocia nella gloria. Lo stesso Abramo, pur lacerato da una sofferenza disumana, alla fine ritrova il Dio della Vita e della promessa che stringe con lui un'alleanza nuova e lo apre a un futuro di benedizione. Per questo egli non è solo modello dei credenti, ma anche loro padre: nella prova ha fermamente creduto che Dio si interessa alla sorte dei suoi fedeli e che la loro vita gli è estremamente cara.


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

La difficoltà più grande di annunciare il perdono di Dio tra la nostra gente sta nel fatto che tanti non credono che qualcuno mai li possa perdonare per ciò che hanno fatto.
Ciò che è più difficile, infatti, non è perdonare, ma credere in un Dio che al male del mondo ha risposto con il sacrificio del suo Figlio, il suo Unico e Amato Figlio, per noi.
Nella morte in croce del Figlio si compie, infatti, quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l'uomo e salvarlo, e questo per solo amore.
Dinanzi a un Dio così scandalosamente dalla nostra parte, «chi sarà contro di noi?» (Rm 8, 31b).

Eppure non ci è difficile immaginare quali pensieri e sentimenti stringevano come in una morsa il cuore di Abramo mentre preparava il «coltello per immolare suo figlio» (Gn 22, 10). Quale padre sano di mente sacrificherebbe la vita del suo unico figlio, fosse anche per obbedire al Signore?

La risposta a questo interrogativo la troviamo nel silenzio di un Dio che sembra essere stato come “ingoiato” dalle tenebre del Venerdì santo, in cui risuona con forza soltanto la supplica accorata di suo Figlio: «… perché mi hai abbandonato?».
È guardando a quel corpo inchiodato sulla croce, torturato, schiacciato, ucciso, a quel fianco squarciato che siamo certi di non sbagliarci su Dio. Perché sbagliarci su Dio è il peggio che ci possa capitare, perché poi ci sbagliamo sulla storia, sul mondo, sull’uomo, su noi stessi, sul futuro, sui rapporti umani.
Nella persona di Isacco ci viene messo davanti un figlio – come ogni figlio – che è minacciato di essere sacrificato. Il suo non è il racconto di un sacrificio mancato, ma piuttosto il racconto di un sacrificio compiuto: il sacrificio del sacrificio!
Fermando la mano di Abramo prima che possa sacrificargli il figlio, Dio «sventa questa minaccia a vantaggio di tutti, per evitare che qualcuno, guardando un padre sacrificare il proprio figlio, si faccia l’idea che Dio sia abitato da quella violenza che, invece, spesso abita il nostro cuore ed anima i nostri gesti» (Michael Davide).
Colui che dalla nube indica Gesù come il Figlio amato da ascoltare (Mc 9, 7), non può essere un Dio che vuole i sacrifici, ma l’amore. Quello stesso Dio che, nel suo Unigenito, si rivelerà come colui che si sacrifica, per non aver accettato di sacrificare nessuno.
«Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù» (Rm 8, 31-35. 1).


AVVISI

Lunedì 2 marzo 2015

  • Recita del Santo Rosario ore 17.45, Celebrazione Eucaristica ore 18.00

Martedì 3 marzo 2015

  • Recita del Santo Rosario ore 17.45, Celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • Stazione Quaresimale - Meditazione sulla Parola di Dio zona G. Vitale presso la Famiglia Celentano ore 20.00, Fermiamoci per ascoltare il grido dei profeti che ci richiamano all’amore di Dio e del prossimo.

Mercoledì 4 marzo 2015

  • Recita del Santo Rosario ore 17.45, Celebrazione Eucaristica ore 18.00.

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.00

Giovedì 5 marzo 2015

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Tempo per le confessioni dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Adorazione comunitaria e celebrazione del Vespro ore 19.00

Venerdì 6 marzo 2015

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di 1 - 2 - 5 elementare e 1 media, ore 16.00 - 17.00

  • Incontro Ministri straordinari dell’Eucarestia ore 16.00.

  • Via Crucis nelle varie zone secondo orario stabilito dalla Responsabile.

  • Via Crucis in Chiesa alle ore 16.30

  • Recita del Santo Rosario ore 17.45, Celebrazione Eucaristica ore 18.00.

  • Incontro Lettori ore 18.00

Sabato 7 marzo 2015

  • CONVEGNO CATECHISTICO: “Incontriamo Gesù nel servizio”, Parrocchia Sant’Alfonso
    ore 9.00 - 12.00 Relatore: Don Paolo Sartor, Pomeriggio
    ore 16.00 - 18.00 momento, di formazione per giovani catechisti,
    relatrice: Suor Mariangela Tassielli.

  • Incontro Centro Anziani “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Oggi il catechismo per i ragazzi della terza e quarta elementare NON CI SARA’

  • Recita del Santo Rosario ore 17.45, Celebrazione Eucaristica ore 18.00.

Domenica 8 marzo 2015 - Terza Domenica di Quaresima

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00

  • Corso prematrimoniale ore 20.00

 

 

Questa notizia è stata letta 298 volte

Torna indietro