Stampa questa pagina ss. Corpo e Sangue del Signore
 
Pubblicata in data 25.6.2014

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2013/2014

 

Domenica 22 giugno 2014

 SS. Corpo e Sangue del Signore

Anno A - IV Settimana

 

«La professione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone»

 


Breve lettera del parroco

La celebrazione della solennità del “Corpo e Sangue di Cristo”, introdotta da papa Urbano IV nel 1264, è per noi oggi motivo di riflessione, di lode e ringraziamento e di profonda adorazione e contemplazione. È tornare con il cuore e la mente alle radici del nostro essere Chiesa, del nostro vivere e del nostro morire. È tuffarci in modo tutto particolare nelle sorgenti della salvezza. Ad ogni Celebrazione Eucaristica è il Signore che viene a noi e ci raduna come popolo perché, “in festosa assemblea celebriamo il sacramento pasquale del suo Corpo e del suo Sangue”.
La vita dell’uomo è popolata di presenze. Presenze visibili e vicine come quella di una madre che veglia sul bimbo che gioca o che riposa. Presenze invisibili come quella di due persone che si amano, si pensano e s’incontrano al di là della distanza e della lontananza del corpo. Presenze che procurano quiete, soddisfazione, sicurezza, e presenze tempestose, sconvolgenti, che incombono come una minaccia... 
Sul piano dell’esperienza umana profonda, l’uomo fa l’esperienza singolare di una presenza misteriosa ma reale che tocca il centro del suo essere; una presenza che ispira un ineffabile sentimento di fiducia, di sicurezza e che lo appella nell’intimo. È la rivelazione e la presa di coscienza della presenza creatrice di Dio che ci fa esistere, di quel Dio «nel quale viviamo, ci muoviamo, ed esistiamo» (At 17,28), una presenza che “sostenta” l’uomo, lo “nutre” (Prima Lettura). 
La presenza di Dio in mezzo a noi ha assunto, nella storia, la forma visibile e tangibile di Gesù, immagine visibile del Dio invisibile, rivelatore del mistero del Padre. La sua incarnazione e nascita a Betlemme, da Maria vergine, al tempo di Cesare Augusto, è l’apice di una lunga serie di segni attraverso i quali il Dio vivente aveva fatto sentire la sua presenza (Patriarchi, Re, Profeti, Santi dell’Antico Testamento...). Dopo l’Ascensione che lo sottrae alla sensibile esperienza degli uomini, la presenza di Gesù cambia segno ma non realtà. Egli resta e si dona sotto il segno del pane spezzato e del vino, nei quali offre il suo Corpo in cibo e il suo Sangue in bevanda di salvezza e di vita (Seconda Lettura e Vangelo). Egli rimane con noi sino alla fine del mondo.  
Ora noi possiamo incontrare Gesù attraverso la “memoria” di lui, specialmente la “memoria” liturgico-sacramentale. Durante la Celebrazione liturgica noi facciamo, infatti, memoria di Gesù, della sua vita, della sua morte, della sua risurrezione, rendendolo in tal modo presente in mezzo a noi. Non si tratta, però, di una presenza disincarnata, di una memoria che si affida solo al ricordo. Si tratta di una memoria che attraverso i segni del pane e del vino mangiati e condivisi dalla Comunità, rende presente Cristo nella sua realtà e nel mistero che ci vengono comunicati. Poiché Cristo è al centro e al vertice di tutta la storia della salvezza, l’Eucaristia, memoriale della sua passione-morte-risurrezione, è ricordò e celebrazione di tutta la storia della salvezza: lo è delle vicende di Israele, “popolo di Dio”; della vita di Cristo; della storia e della vita attuale della Chiesa, “nuovo popolo di Dio”. Che cosa si deve intendere per “memoria”? Nella memoria si conserva il passato. Ogni evento umano si compie in modo transitorio: unico e irripetibile. Non lo possiamo trattenere né richiamare quando è passato. In questo sta il suo valore ed anche il suo limite, la sua preziosità e la sua transitorietà, la sua bellezza e la sua impotenza. Possiamo, tuttavia, richiamare il passato col ricordo. Per questo teniamo desta la sua memoria. Di talune opere e persone si dice che sono imperiture. Hanno valore storico. Affinché la loro memoria in noi non si spenga, ricordiamo queste opere o queste persone con un segno, un monumento, una stele, una fiamma perenne...  
Il sacrificio eucaristico è una forma di memoria sostanzialmente diversa dalle altre. Ci si ricorda del Signore anche nella forma sopra descritta, quando viene innalzata una croce in ricordo della passione. Ci si ricorda di lui quando si legge insieme il Vangelo o si compiono certi gesti che evocano quelli di Gesù (= sacramenti). Il carattere di memoria proprio dell’Eucaristia verrebbe sottovalutato se lo si riducesse solo ad una di queste forme. Essa non è memoria psicologica nel senso di un ricordo, né semplicemente oggettiva nel senso del monumento. È una commemorazione di specie tutta propria, in cui l’elemento psicologico e quello ontologico si congiungono in una unità superiore. Non è una memoria puramente intenzionale, ma una memoria piena di realtà. I Padri la chiamano spesso una “imitazione” della morte di Gesù Cristo. Tuttavia essa non è una riproduzione in senso esterno, bensì nel senso di un’intima unione, in quanto nell’Eucaristia per mezzo del simbolo sacramentale è presente la morte di Cristo. L’Eucaristia è un’epifania sacramentale della Pasqua, e ciò si può conoscere soltanto per mezzo della fede. L’Eucaristia è, quindi, una memoria di fede. 


Avviso importante

Nel mese di Luglio e di Agosto
Celebrazione Eucaristica ore 10.30 e 20.00


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

Oggi, in questa prima domenica d’estate, con il sole che splende e riscalda e tanta gente che si mette “in processione” verso il mare e la spiaggia… noi celebriamo il vero “Sole” – come lo chiamava Santa Caterina da Siena – che è l’Eucaristia, il Corpo e il Sangue di Cristo.  E, mentre in città o nei paesi si preparano le processioni eucaristiche, le tradizionali “infiorate” o i momenti di adorazione, per qualcuno forse questa è una Messa di “arrivederci” a settembre. 
Già, l’estate a volte è un po’ così… Ma forse oggi è l’occasione, con la Solennità del Corpus Domini, di ricordarci che questo nostro ritrovarci qui, non è per un dovere da compiere o per un precetto da assolvere, ma per la gioia di un Incontro che ci rinnova e di cui non possiamo fare a meno, anche d’estate. E sarà bello, in montagna, o al mare, dentro le chiese di paese o all’aperto, sentirci domenica dopo domenica in comunione con Dio e con tutti i cristiani del mondo.
Celebriamo l’eucaristia ogni giorno ma oggi, in questo giorno, noi siamo chiamati anche a “meditare” l’Eucaristia. In tutte le cose infatti, anche quelle che riguardano Dio, noi uomini cadiamo spesso nell’abitudine e, di conseguenza, rischiamo di perdere lo stupore davanti ai doni più grandi. Ad ogni Messa, invece, dovremmo vivere l’incontro con Dio non come la ripetizione di gesti consumati dalla ritualità, ma a riviverli con uno spirito nuovo, come se fosse la prima volta. Mi colpisce sempre trovare in qualche vecchia sacrestia, appeso allea parete, un’esortazione rivolta al sacerdote che potrebbe valere per tutti: “Celebra questa Messa come se fosse la tua Prima Messa, la tua Ultima Messa, la tua Unica Messa”.
Purtroppo, dobbiamo riconoscerlo, siamo lontani da questo stupore. Molto lontani. Come sono le nostre eucaristie? Se uno che non crede entrasse in qualcuna delle nostre chiese, quale impressione ne avrebbe? Rischierebbe forse di confermare le ragioni della sua mancanza di fede. Quale distanza tra la nostra fede e quella dei 49 cristiani di Abitene, una località dell’odierna Tunisia, che nell’anno 307 subirono il martirio pur di non obbedire ad un editto dell’imperatore Diocleziano che proibiva le riunioni di culto anche nelle case private. Negli Atti processuali giunti sino a noi si legge che al giudice che li interrogava essi risposero “sine dominico non possumus”. Parole latine, dalla forte carica espressiva, come dire che un cristiano non può vivere senza partecipare all’eucaristia nel giorno del Signore. Oggi invece ci sono coloro che amano definirsi “credenti non praticanti”, perché probabilmente non sono mai stati affascinati da qualcuno o da qualcosa che dicesse loro la bellezza e l’importanza dell’eucaristia. Al contrario, ci sono tanti “praticanti non credenti”, ossia gente che segue tutte le liturgie, ma non vive un vero incontro con il Signore!
Oggi c’è il rischio ricorrente di non sentire più fame, perché crediamo di avere tutto. Per questo si può capire la preghiera suggerita dall’abbé Pierre: “Signore, date il pane a quelli che hanno fame e date fame a quelli che hanno il pane”.
Al momento della comunione, nel gesto della mano che si tende a ricevere il pane eucaristico, ciascuno dovrebbe riconoscere la propria inesistenza se non ci fosse il dono di Colui che è la vita. E se c’è la fame, allora c’è anche il pane.
Sì, perché l’eucaristia è anzitutto nutrimento, è un mangiare, assimilare, nutrirsi, vivere del corpo e del sangue di Cristo. Ma come è possibile che avvenga questo?
Si può capire qualcosa solo entrando in una dinamica d’amore. La mamma che dice al suo bambino: “Ti mangerei di baci”, sa bene che è solo un’immagine, segno di un amore talmente grande che vorrebbe una donazione totale. Lei, come ogni mamma, è l’unica a capire – per l’esperienza della gravidanza e dell’allattamento – cosa significhi dare da mangiare se stessa, eppure sa che non potrà mai “farsi mangiare” totalmente.  
Anche l’amore più grande come quello di un uomo e di una donna che si vogliono bene anima e corpo, non potrà mai essere una donazione totale. Pure nell’unione più intima, si rimane sempre esterni gli uni agli altri.
Un altro segno della pienezza del dono eucaristico in noi è il germinare non di un amore qualunque ma di un amore come quello di Cristo: generoso, gratuito, totale, fino al sacrificio. Se ricevi con fede la comunione, ti accorgi di voler amare di più per “fare comunione” con gli altri, per recuperare nell’amore anche le situazioni difficili, quelle che forse prima avevi giudicato impossibili. E senti il bisogno di lavorare per creare quella fraternità che, come abbiamo appreso dalla seconda lettura, nasce dalla condivisione dell’unico pane.C’è anche un altro segno. Noi entriamo in pienezza nella pienezza dell’eucaristia quando sentiamo nascere in noi l’attesa di un mondo nuovo promesso con le parole stesse dell’ultima cena. Saremmo veramente felici se noi vivessimo ogni eucaristia come una sosta di gente nomade, come una tappa del nostro esodo. Qui troviamo il cibo per la nostra fame e troviamo la fame di qualcosa di più grande, di ultimo, di definitivo. A questo modo, di eucaristia in eucaristia, noi camminiamo verso quel punto del nostro futuro in cui per sempre troveremo la nostra dimora in Dio e Dio farà dimora in noi. E sarà l’eucaristia perenne e perfetta.


AVVISI

Lunedì 23 giugno 2014

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione del Vespro ore 19.00.

Martedì 24 giugno 2014

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

Mercoledì 25 giugno 2014

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro delle Catechiste ore 18.00 Centro Pastorale

  • Incontro dei Lettori presso il Centro Pastorale ore 19.00

Giovedì 26 giugno 2014

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Conferimento del Ministero del Lettorato al nostro Seminarista Ciro D’Aiello, Amalfi ore 18.00

  • Adorazione comunitaria e celebrazione del Vespro ore 19.00.

  • Momento di accoglienza e preghiera delle nuove famiglie provenienti da più Parrocchie insediate nel nuovo rione adiacente la scuola media ore 20.00

  • Incontro del Comitato festa in onore di Santa Lucia ore 20.30

  • Nel cortile interno della Parrocchia: “Cinema sotto le stelle” a cura dell’Oratorio Parrocchiale ore 21.00

Venerdì 27 giugno 2014

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00 in Chiesa

  • Pulizia Chiesa gruppo:

  • Incontro delle Catechiste ore 19.00 Centro Pastorale

Sabato 28 giugno 2014

  • Matrimonio Paglietta Francesco e Coppola Anna ore 16.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

Domenica 29 giugno 2014

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00.


 

 

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