Stampa questa pagina XXXII Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 15.11.2013

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2013 - 2014

 

Domenica 10 novembre 2013

XXXII Domenica del Tempo Ordinario
Anno C - IV Settimana

 

«Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»


Breve lettera del Parroco

 

Il cristiano sa che non tutto della sua vita e del futuro è nelle sue proprie mani. E nella fede, che guarda al Cristo risorto, attende il suo futuro ultimo come un dono dalle mani di Dio. In questo sta la virtù teologale della speranza. La Liturgia, nel momento in cui ci orienta alla contemplazione futura del volto di Dio, ci richiama però anche alla giustizia come sua condizione: il “non-ancora” è la dimensione più radicale della nostra esistenza presente: ciò che saremo, però, è preparato ora. Vivere di speranza, perciò, non significa attesa passiva, ma esistenza operosa nella giustizia che Dio ci ha donato e reso praticabile.
L’uomo è una realtà storica, vive nel tempo: si pone in continuità con un tempo trascorso da cui trae le possibilità di comprensione di tutto ciò che è per lui una ricchezza, costituisce il suo valore; vive il presente come momento reale della sua coscienza e libertà; si rivolge al futuro per cogliere il significato del passato e del presente. Il futuro, il non ancora, è per l’uomo la dimensione più radicale perché condiziona le scelte, determina le sue realizzazioni. L’avvenire è sempre stato il banco di prova per tutte le ideologie, per tutte le speranze, per tutti gli ideali. Esso esercita una contestazione di tutti i miti, degli assoluti che l’uomo o la società può crearsi nel presente.
Che cosa sarà l’uomo dopo la morte? E’ il problema fondamentale dell’esistenza. Il futuro può ricuperare l’apparente fallimento della esistenza oppure ratificarne la sua inconsistenza e vanità? Se la vita presente è tutto, se non c’è speranza oltre la morte, è chiaro che è perso tutto e definitivamente. Non c’è progetto che possa imporsi, se tutti hanno un termine che li livella. Il progresso sembra avere uno smacco fatale e definitivo, se si conclude nel nulla della morte. L’impegno, il lavoro, la gioia hanno un valore se con essi avviene una nostra realizzazione. Ma se con la morte tutto finisce e noi non possiamo goderne, non possiamo sederci alla mensa per cui ci siamo sacrificati tutta una vita, tutto sembra avere una inconsistenza radicale. Se il dialogo d’amore con le persone finisce per sempre, l’amore non è più il fulcro della vita dell’uomo, ma semplicemente una cosa tra le tante.
Il problema posto dai sadducei non era un interrogativo marginale; Essi hanno chiesto a Gesù il senso di ciò che è per l’uomo essere al mondo. La risposta è categorica: ogni soluzione sarebbe precaria e sarebbe continuamente smentita se Dio non amasse davvero il mondo. Il suo amore sarebbe per noi una illusione se ci venisse a mancare nel momento della nostra salvezza. Non potrebbe chiamarsi Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe e dei tanti che ci hanno preceduto, se questi non fossero più che un nome vano. Se Abramo fosse morto definitivamente mentre Dio si proclama suo salvatore, questa salvezza sarebbe una delusione. La rivelazione di Cristo appare, dunque, fondamentale come il problema che era stato posto. Dio è un Dio vivo per uomini vivi. E’ la sicurezza della nostra vita oggi. Da questa certezza nasce la gioia e la pace. La vita non fallisce perché è salva dalla morte.
In questa domenica celebriamo la Giornata del Ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo. Oggi sull’altare abbiamo posto tre principali segni: il grano, l’uva e l’olio. Il salmo 104 ci ricorda: “Egli fa germogliare l'erba per il bestiame, le piante per il servizio dell'uomo; fa uscire dalla terra il nutrimento: il vino che rallegra il cuore dell'uomo, l'olio che gli fa risplendere il volto e il pane che sostenta il cuore dei mortali”
Durante la settimana siamo chiamati a rinnovare al Signore sentimenti di gratitudine per tutti i suoi doni, impegnandoci per la cura e la difesa del creato perché “l’ambiente non è una preda da saccheggiare ma un giardino da custodire”.


Riflettiamo sulla Parola di Dio

Il cammino  attraverso cui Dio ha educato il suo popolo a comprendere il mistero della vita eterna è stato lungo e faticoso. Israele non credeva in una vita dopo la morte, e solo molto lentamente gli occhi delle fede si sono aperti, a scorgere prima una sopravvivenza molto vaga ed incolore, quella che i salmi chiamano Sheol; e poi gradualmente la vita piena del paradiso e della resurrezione finale. Solo alla fine dell'AT, con il secondo libro dei Maccabei che leggiamo nella prima lettura, questa comprensione di fede è ormai chiara ed è significativo che la Parola la ponga in bocca ad una madre.
Il testo completo, di cui la liturgia legge solo uno stralcio, presenta infatti una commovente esortazione al martirio da parte della madre, rivolta al figlio più giovane. Colei che più di tutti ha coscienza del mistero della vita umana, di quel miracoloso formarsi di una nuova vita nel grembo, è nella condizione migliore per comprendere la santità e quindi l'eternità di questa vita. Le due cose non sono senza connessione. Oggi, anche tra i cristiani, il lungo cammino di Israele è stato a volte dimenticato, e si rischia di tornare indietro. Almeno secondo alcuni sondaggi una notevole percentuale di credenti afferma di credere che dopo la morte la vita continua in una maniera vaga ed indistinta. Alcuni addirittura non credono in una vita dopo la morte, pur definendosi cristiani. Ed è la nostra stessa società ex-cristiana, che ha cominciato a non meravigliarsi più del mistero della vita nascente, fino a teorizzare e praticare l'aborto come soluzione facile. E' giusto ritornare alle parole piene di commozione della madre dei Maccabei, se vogliamo recuperare anche il vero senso dell'eternità e della nostra fede nella vita dopo la morte. «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato lo spirito e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il creatore del mondo, che ha plasmato alla origine l'uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo lo spirito e la vita, come voi ora per le sue leggi non vi curate di voi stessi».
Il vangelo testimonia questa fatica di crescere nella fede nella vita eterna, presentando la domanda dei Sadducei. Ancora al tempo di Gesù questo gruppo religioso interno all'ebraismo, di stampo più conservatore rispetto ai farisei, non credeva nella resurrezione, ne in una significativa sopravvivenza dopo la morte.
Per questo cercavano di contrastare l'insegnamento di Gesù sulla resurrezione e la vita eterna usando l'arma del ridicolo. L'esempio delle donna con sette ex-mariti appare come una trappola ben congegnata per ridicolizzare la fede nella vita eterna e d'altra parte funziona egregiamente, come tutti i ragionamenti che cercano di vedere la vita eterna solo come la continuazione di questa vita. Chi pensa la vita eterna restando impelagato nella logica, spesso contorta, di questa nostra vita terrestre, segnata dall'egoismo e dal peccato, non può comprenderne certo il mistero. Del mistero dell'amore che unisce un uomo ad una donna e che se è sincero riesce a superare anche i limiti della morte, i sadducei con il loro esempio non conservavano nulla.
Per loro tutto il problema era quello della proprietà. Siccome secondo la legge israelita la moglie era proprietà del legittimo marito, nella resurrezione la donna del racconto di chi sarebbe stata? Gesù ribalta la loro logica contorta e tutta umana. Nella resurrezione nè gli uomini prendono in possesso le donne, né le donne prendono in possesso i mariti; come d'altra parte, dirà Gesù, non deve più accadere tra i cristiani neppure in questa vita. L'amore è liberante ed è dono, come quello che lega a Dio ed a noi gli angeli del cielo. La risposta di Gesù non disquisisce dunque se nella resurrezione esistano o meno legami di amore e se continuino i legami di amore che ci hanno legato in questa vita. Sarebbe d'altra parte ben strano che Dio permetta alla morte di dividere ciò che Lui stesso ha unito e benedetto.
L'unica lingua possibile, per parlare della resurrezione e della vita eterna, è quella di Dio e degli angeli, la lingua dell'amore, del dono generoso di sé e soprattutto della fede, che sa meravigliarsi della grandezza dell'opera divina: dalla nascita alla morte ed oltre la morte.

 


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 11 novembre 2013

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

Martedì 12 novembre 2013

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Incontro per i Lettori ore 18.00 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

Mercoledì 13 novembre 2013

  • Incontro Caritas Parrocchiale ore 17.00 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione Eucaristica ore 18.00.

  • Incontro del Gruppo liturgico ore 20.00 ufficio parrocchiale.

Giovedì 14 novembre 2013

  • Lodi Mattutine ore 8.30

  • Adorazione silenziosa ore 9.30 - 12.00, ore 17.00 - 19.00

  • Incontro Ministri straordinari Eucaristia ore 16.00 Centro Pastorale

  • Tempo per le confessioni ore 17.00 -19.00

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • Adorazione comunitaria e celebrazione del Vespro ore 19.00, animata dal gruppo della Pro Sanctiate con la presenza della zona di Via D. Di Domenico bassa

  • Incontro animatori oratorio parrocchiale ore 20.00

Venerdì 15 novembre 2013

  • Gruppo pasta attività presso l’Oratorio ore 16.00

  • Incontro di catechesi ragazzi di 1, 2, 5 elementare e 1 media, ore 16.00 - 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione Eucaristica ore 18.00.

Sabato 16 novembre 2013

  • Incontro anziani Centro “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Incontro di catechesi per i bambini della 3 e 4 elementare ore 16.00.

  • Incontro ministranti ore 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Domenica 17 novembre 2013

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00.

  • Corso in preparazione al Matrimonio ore 20.00

Lunedì 18 novembre 2013

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

Martedì 19 novembre 2013

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

  • Incontro per i Lettori ore 18.00 Centro Pastorale

  • Incontro formativo operatori Caritas: “La vita come vocazione e il Battesimo come vita in Cristo” – Cava ore 18:00

  • Incontro per i genitori dei bambini di terza e quarta elementare, ore 20.00 Centro Pastorale

Mercoledì 20 novembre 2013

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

  • Incontro del Gruppo liturgico ore 20.00 ufficio parrocchiale.

  • Convento S. Francesco Maiori: “Andate senza paura per servire” – Lectio Divina (Gv 13, 1-15) per i giovani ore 20:00

Giovedì 21 novembre 2013

  • Lodi Mattutine ore 8.30

  • Adorazione silenziosa ore 9.30 - 12.00, ore 17.00 - 19.00

  • Incontro Caritas Parrocchiale ore 16.00 Centro Pastorale

  • Tempo per le confessioni ore 17.00 -19.00

  • Incontro Responsabili di Zona ore 17.00 Centro Pastorale

  • Adorazione comunitaria e celebrazione del Vespro ore 19.00, animata dal gruppo Coro Giovani con la presenza della zona della Citola alta.

  • Incontro Responsabili dei Gruppi Parrocchiali ore 20.00 Ufficio Parrocchiale

  • Incontro animatori oratorio parrocchiale ore 20.00

Venerdì 22 novembre 2013

  • Gruppo pasta attività presso l’Oratorio ore 16.00

  • Incontro di catechesi ragazzi di 1, 2, 5 elementare e 1 media, ore 16.00 - 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

Sabato 23 novembre 2013

  • Incontro anziani Centro “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Incontro di catechesi per i bambini della 3 e 4 elementare ore 16.00.

  • Incontro ministranti ore 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, Celebrazione Eucaristica ore 18.00.

Domenica 24 novembre 2013 - Festa di Cristo Re - Giornata di Sensibilizzazione per il Sostentamento del Clero – Conclusione dell’ANNO della FEDE

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00.

  • Conclusione anno della fede celebrazione eucaristica concattedrale ore 17.30, Conferenza del prof. Antonino Zichichi su “Scienza e fede” ore 18.30

  • Corso in preparazione al Matrimonio ore 20.00

 

 

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