Stampa questa pagina XXXI Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 8.11.2013

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2013 - 2014

 

Domenica 3 novembre 2013

XXXI Domenica del Tempo Ordinario
Anno C - III Settimana

 


 


Breve lettera del Parroco

 

Vieni presto in mio aiuto, Signore! : l’invocazione è propria di chi si pone in ricerca di Dio ed esprime bene il significato del racconto evangelico oggi proposto dalla Liturgia, nel quale la persona di Zaccheo, che vuol vedere Gesù, diventa figura del credente che non viene deluso nella sua ricerca. La cosa importante è proprio questa: Gesù alza lo sguardo verso di lui, lo chiama per nome, si autoinvita in casa sua. Chi si rivolge a Dio per chiedere aiuto, sarà ascoltato. Forse non nei modi e nei tempi che egli desidera, ma la richiesta di salvezza non cadrà nel vuoto. Dio, infatti, ha mandato Gesù proprio per cercare e salvare chi era perduto.
Nell’Eucaristia il Signore risponde al nostro desiderio di incontrarlo per condividere, come Zaccheo, la sua vita. Solo la grazia eucaristica può trasformarci così come il Signore ha tra­sformato il pubblicano di Gerico. Ad una condizione, però: che l’umiltà di Zaccheo diventi la linfa della nostra vita.
La salita di Gesù a Gerusalemme si avvicina alla fine e ci fa incontrare, a Gerico, con la salvezza offerta a tutte le persone.
La Liturgia odierna ci invita a riconoscere, anzitutto, il nostro bisogno di salvezza e invocarla come dono: nella celebrazione il luogo più adatto sono i momenti penitenziali, che andranno, quindi, sottolineati con particolare attenzione.
Gesù dice a Zaccheo: «Scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua». A questa richiesta corrisponde la prontezza di Zaccheo a cambiare vita. Questa Parola è per noi un invito a verificare dove ci troviamo nel cammino; forse continuiamo a rimandare la nostra conversione, mentre oggi è l’occasione propizia per cambiare strada e ripartire da Cristo. Dopo l’incontro con Gesù, Zaccheo sta in piedi. È l’atteggiamento dei risorti, dei salvati, quello stesso che noi assumiamo nella Celebrazione Eucaristica per la maggior parte del tempo, ad eccezione del momento dell’ascolto delle letture, durante il quale stiamo seduti. Tra i vari atteggiamenti di preghiera adottati dalle assemblee cristiane nelle diverse epoche, i primi secoli sembrano aver privilegiato la posizione in piedi, in memoria della risurrezione del Signore e del Battesimo che ci ha “rialzati”: «La Chiesa ci insegna a preferire la preghiera fatta in piedi. Essa insegna ai suoi figli a compiere le preghiere l’ottavo giorno, la domenica, stando in piedi» (Basilio di Cesarea).
La liturgia ci suggerisce di stare in piedi dall’inizio del canto d’ingresso, o mentre il sacerdote si reca all’altare, fino alla conclusione dell’orazione di inizio (o colletta), durante il canto dell’Alleluia prima del Vangelo; durante la proclamazione del Vangelo; durante la professione di fede e la preghiera universale (o preghiera dei fedeli), e ancora dall’invito Pregate fratelli prima dell’orazione sulle offerte fino al termine della Messa. Forse nelle nostre assemblee ancora si fatica a stare in piedi prima dell’orazione sulle offerte, pronunciata dal sacerdote, e si resta comodamente seduti fino al termine di questa.


Riflettiamo sulla Parola di Dio

Il vangelo di Luca può essere definito il vangelo dell’incontro. Gesù è posto infatti in un cammino continuo verso Gerusalemme e su questa strada, apparentemente in maniera casuale, incontra donne e uomini annunciandogli la sconvolgente buona notizia: “Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare l’uomo”. Dio ci cerca (“non ci aspetta al varco”)! Dio ci salva (“non è venuto per rovinarci”)! Ecco la buona notizia che Gesù nei suoi incontri dona in maniera gratuita a chi si è smarrito nei labirinti della vita restituendogli il coraggio della speranza! Oggi il vangelo ci racconta proprio uno di questi incontri: Gesù e Zaccheo. Commentando tempo fa questo brano con alcuni ragazzi dicevo che l’incontro tra Zaccheo e Gesù potremmo definirlo “un caso da moviola” cioè un episodio che ha bisogno di essere rivisto lentamente, al replay, per coglierne tutta la sua ricchezza.
Proviamo a farlo:
Ci si accorge innanzitutto che stiamo di fronte ad un vero e proprio “percorso di identità” che compie Zaccheo: prima si dice che era “un uomo”, poi “capo dei pubblicani e molto ricco”, poi si dice che è “basso di statura”, ed infine “figlio di Abramo”. Questo percorso è circolare nel senso che Zaccheo, nell’incontro con Cristo, recupera la verità di se stesso, ciò che lo rende veramente uomo, e noi siamo uomini quando ci ricordiamo quanto valiamo per Dio, cioè essere suoi figli amati!
All’inizio Zaccheo è definito “capo dei pubblicani e molto ricco”. Questo significa che Zaccheo aveva la responsabilità di gestire l’esercizio esattoriale dell’intera regione, riscuoteva le tasse per conto dei romani con interessi da strozzino. Ma non basta, era anche un “capo molto ricco”, cioè gli altri lo rispettavano, lo temevano, aveva una posizione e un patrimonio enorme con il quale si poteva permettere qualsiasi cosa… eppure… “è piccolo di statura”: Zaccheo pur essendo un “capo”, pur essendo ricco, sente che la sua vita non è all’altezza! Ecco il disagio di Zaccheo: accorgersi che pur possedendo molte ricchezze, nel suo cuore sa di essere un gigante (un “capo”) in cose che però non gli danno “l’altezza giusta” della sua vita… c’è un di più che non riesce ancora a vedere ma che palpita nel suo cuore! La statura di Zaccheo allora diventa anche provocazione per noi: quante volte nella vita ci chiediamo se siamo all’altezza della situazione! Cosa porta la nostra vita all’altezza “giusta”? Zaccheo ci presenta le coordinate di una vita all’altezza basata sul timore, sul diventare qualcuno autoaffermandosi, possedendo cose e persone. Cosa fa infatti Zaccheo quando passa Gesù? compie due azioni legate tra loro: corre in avanti e sale su un sicomoro cioè Zaccheo cerca di vedere Gesù nella maniera con cui finora ha cercato di vedere sempre la sua vita e il suo rapporto con gli altri: corre in avanti perché è quello che ha sempre fatto con gli altri. Zaccheo è un uomo che stava a contatto con la gente ma che è profondamente solo perché tutta la sua vita è stato un precedere e salire sopra agli altri: l’altro usato solo come prova tangibile che si vale qualcosa, l’altro usato come sgabello su cui salirci sopra e conquistare potere e ricchezza. Zaccheo sale su un sicomoro, un alberello alto poco più di un metro ed con un folto fogliame. Zaccheo ci sale sopra per vedere Gesù ma non per essere visto da lui! Il sicomoro è il nascondiglio di Zaccheo con gli altri e con Gesù !Il peccato infatti ci nasconde da Dio ma Dio ci aspetta proprio lì non per condannarci ma per restituirci la dignità di uomini! “Zaccheo scendi in fretta” in queste parole di Gesù trovano eco le stesse parole di Dio ad Adamo dopo il peccato: “Adamo dove sei?”, Gesù alza verso di lui lo sguardo e lancia un messaggio di amore e di salvezza; il suo è uno sguardo che sceglie, mette da parte, predilige e rinnova…Zaccheo non incontra subito Gesù come Figlio di Dio, oppure come colui che gli dice dove sta sbagliando, no! Zaccheo incontra innanzitutto Gesù come qualcuno che gli dona un’ attenzione amorevole e gratuita ed è questa la molla che spingerà Zaccheo a cambiare la sua vita e riconoscerlo figlio di Dio! Noi infatti possiamo cambiare nella vita per due cose: o per paura o per amore!
“Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo”. Abramo è colui che riceve la benedizione di Dio sua e di tutta la sua discendenza. Abramo è un benedetto da Dio! Gesù vuole dire che la nostra vita, la nostra storia comincia ad essere all’altezza, comincia ad aprirsi ad un più, quando scopre che è benedetta da Dio! Zaccheo trova quello che non sapeva di cercare, ha trovato la sua altezza che è la sua vita è benedetta da Dio. Tutta la sua storia, che porta con se tanto male che ha compiuto è comunque preziosa agli occhi di Dio! Per Zaccheo i suoi soldi possono essere dati via, le sue proprietà restituite a chi le aveva rubate, perché la sua “altezza” ora si misura sull’amore di Dio che diventa giustizia- amore per gli altri! Zaccheo cambia vita perché è stato perdonato da Gesù, non ottiene il perdono dal suo cambiamento di vita! Zaccheo cambia vita perché ha incontrato uno sguardo di amore! Penso alla testimonianza di Papa Francesco e nei suoi gesti colgo l’appello per una Chiesa che abbia uno sguardo ed una attenzione amorevole sugli uomini, colgo l’appello per l’annuncio di un vangelo che sia innanzitutto un incontro, un cammino tra l’uomo e un Dio a cui interessa la sua salvezza, la sua libertà, la sua dignità perché il vangelo, la buona notizia, arriva sempre prima della “morale evangelica” e la rende possibile!
Un ultimo passaggio di questo caso da moviola: Zaccheo restituisce ciò che aveva rubato. E se noi non possiamo farlo? Se il male che abbiamo fatto non ci consenta la restituzione? Guardate che il perdono di Dio è di Dio ed è questo che basta! Spesso alla nostra coscienza questo non basta e allora si vive in perenni sensi di colpa. La misericordia di Dio scende sul male che abbiamo commesso e la grazia scende anche sulle persone a cui l’abbiamo fatto anche se non si potrà riparare materialmente al male compiuto! La nostra restituzione allora si misura sulla capacita di vita nuova che la misericordia di Dio ha aperto nella nostra vita. La nostra restituzione è questa: attraverso il perdono Dio mi fa cambiare vita, mi apre ad una vita nuova! Che questo incontro di Gesù con Zaccheo e il suo strano caso da moviola possano essere vissuti e goduti nella nostra vita!


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 4 novembre 2013

  • I sacerdoti dell’Arcidiocesi sono con il Vescovo al corso di Esercizi Spirituali

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

Martedì 5 novembre 2013

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Incontro per i Lettori ore 18.00 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

  • Incontro Genitori 3 e 4 elementare ore 20.00 centro pastorale

Mercoledì 6 novembre 2013

  • - Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

Giovedì 7 novembre 2013

  • Lodi Mattutine ore 8.30

  • Adorazione silenziosa ore 9.30 - 12.00, ore 17.00 - 19.00

  • Tempo per le confessioni con la presenza di P. Mosè in chiesa ore 17.00 - 19.00

  • Adorazione e celebrazione del Vespro ore 19.00, animata dal gruppo dei Ministri straordinari dell’Eucarestia con la presenza della zona di Via P. Di Domenico alta

  • Incontro animatori oratorio parrocchiale ore 20.00

Venerdì 8 novembre 2013

  • Incontro di catechesi ragazzi di 1, 2, 5 elementare e 1 media, ore 16.00 - 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione del Vespro ore 18.00.

Sabato 9 novembre 2013

  • Incontro anziani Centro “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Incontro di catechesi per i bambini della 3 e 4 elementare ore 16.00.

  • Incontro ministranti ore 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, Celebrazione Eucaristica ore 18.00.

Domenica 10 novembre 2013 - Giornata del Ringraziamento prodotti della Terra

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, durante l’oofertorio verranno presentati all’altare i prodotti della terra; 19.00.

  • Corso in preparazione al Matrimonio ore 20.00

 

Questa notizia è stata letta 547 volte

Torna indietro