Stampa questa pagina XXX Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 31.10.2013

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2013 - 2014

 

Domenica 27 ottobre 2013

XXX Domenica del Tempo Ordinario
Anno C - II Settimana

 


 


Breve lettera del Parroco

 

L’umile ricerca di Dio è la condizione per incontrarlo, per fare esperienza della sua salvezza e per gustare la gioia che questa produce in noi. Dio solo è santo. Se la ricerca del suo volto è ricerca di partecipare alla sua santità, non possiamo fare altro che accogliere la sua manifestazione. In Gesù egli si è già rivelato a noi, ha mostrato il suo volto. Non sono, dunque, i nostri meriti, le nostre prestazioni più o meno “religiose” che ci porteranno la salvezza, bensì la disponibilità umile ad accogliere nella nostra vita la sua grazia e la sua opera: il dono del suo Spirito ci proteggerà dall’ipocrisia che sempre ci minaccia.

L’unione a Cristo ci rende capaci della stessa “fedeltà filiale” fino alla croce. L’uomo è “giustificato” perché la fede in Cristo gli dà accesso al Padre in qualità di figli adottivi. La salvezza è dono divino, diventa nell’uomo sorgente di una attività filiale in cui si compie oltre ogni misura la fedeltà alla nuova legge dell’amore.

Oggi la sufficienza farisaica non è più l’osservanza di una legge, ma prende altri nomi. In molti c’è la convinzione che l’uomo possa salvarsi come uomo facendo appello unicamente alle sue risorse. L’uomo salva l’uomo mediante la scienza, la politica, l’arte... E’ perciò più che mai necessario che i cristiani annuncino al mondo Cristo come Salvatore. La salvezza che egli porta non è antagonista della salvezza umana. Anzi, la conduce a pienezza. Con la celebrazione dei Sacramenti, specie della Eucaristia, essi testimoniano la necessità dell’intervento divino sulla vita dell’uomo, si mettono sotto l’azione di Dio presente con il suo Spirito, e fanno l’esperienza privilegiata della giustificazione ottenuta mediante la fede in Gesù Cristo. Devono, perciò, essere continuamente vigilanti per non partecipare ai Sacramenti con spirito farisaico.
La Parola di questa Domenica ci suggerisce questo interrogativo: chi entra a far parte del Regno di Dio e chi se ne esclude? Ecco un interrogativo che ci viene posto continuamente, a partire dalla 28ª Domenica del Tempo Ordinario. E, a guidarci, è ancora e sempre la preghiera, che evidenzia il nostro rapporto con Dio. Appartiene al Regno chi sa rendere grazie (28ª Domenica, il lebbroso che torna indietro), chi prega senza stancarsi (29ª Domenica, la vedova e il giudice che non ha timor di Dio), e, oggi, chi ha un cuore di povero, chi non cerca di salvare sé stesso, ma si lascia salvare da Dio con un atteggiamento di fiducia e di umiltà.

Chi prega, conosce nella verità il suo essere povero e bisognoso, sa che la sua vita dipende da Dio in ogni momento ed egli si fida e si affida all’amore provvidente di Dio. Il Vangelo di oggi ci aiuta a rivedere il nostro atteggiamento nel­la preghiera. L’omileta potrà aiutare tutti anche ad interrogarsi su quanto e quale tempo noi cristiani diamo alla preghiera e con quale atteggiamento; il canto al Vangelo ce lo suggerisce: «Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli». Le parrocchie gradatamente, obbedendo anche in questo al Concilio, debbono introdurre la preghiera delle Ore, almeno Lodi e Vespri. I fedeli sono felici di imparare e, in questo modo, di conoscere meglio la Bibbia, i Salmi, la Parola che Dio ci ha donato per parlare con lui ed imparare i giusti atteggiamenti di lode, di rendimento di grazie, di supplica, personale e comunitaria, il grido di dolore e di gioia che la preghiera della Chiesa mette sulle nostre labbra unendoci alla preghiera di Gesù e dello Spirito Santo.

I testi della liturgia non ci ingannano mai e sono la via più sicura e più bella di vivere Dio, incontrarlo ed essere fatti santi. Questa è la Liturgia della Chiesa! Pedagogia forte, che dona consistenza e concretezza alla nostra adesione di fede. Gesù non è un’astrazione, insegnava qualche Domenica fa papa Francesco, egli è concreto come l’amore di Dio. La Liturgia ci insegna non un’osservanza delle norme fine a sé stessa ma ci trasforma e ci forma interiormente.


AVVISO IMPORTANTE NUOVO ORARIO MESSE FESTIVE

Venerdì 01 novembre 2013
 Solennità di Tutti i Santi:“Narrare Dio”
Inizio comunitario delle attività pastorali

Celebrazione Eucaristica Comunitaria ore 10.30 in piazza F. Baldi
con il mandato agli operatori pastorali. Al termine è previsto il pranzo comunitario al Centro Pastorale. Prenotarsi presso l’ufficio
parrocchiale, il primo piatto è assicurato, portare un secondo
o frutta o dolce o bibita.
Non mancate

 


Riflettiamo sulla Parola di Dio

Ogni volta che ascolto questo vangelo ho l’impressione, più che con altre parabole, di essere anche io lì, nel tempio, a sbirciare quei due uomini solitari, in punti diversi di quel luogo sacro: uno di essi è un fariseo, ritto in piedi, secondo la legge; l’altro è un povero diavolo, incurvato, sotto il peso delle sue colpe. E, sinceramente, confesso di sentirmi spesso fariseo anch’io, ma con il desiderio costante di quella semplicità del pubblicano.

E mi accorgo che questa Parola di Gesù non è tanto una parabola per dire “come” si deve pregare, ma è un racconto per dare una lezione di vita.

D’altra parte Luca lo afferma chiaramente: Gesù “disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri”. È una malattia diffusa, questa; una patologia di ogni tempo. Papa Francesco torna spesso su questo peccato che assume le sfumature del giudizio, della calunnia, della chiacchiera…

Già, la presunzione gioca sempre brutti scherzi: ogni giorno c’è almeno un’occasione in cui vogliamo vestire la toga dei giudici e condannare gli altri, disprezzandoli. Perché presunzione e disprezzo sono il diritto e il rovescio della stessa medaglia. L’invito di Gesù dunque è duplice: insegnare come pregare, ma soprattutto come vivere, perché nella parabola la preghiera viene considerata come uno specchio della vita. Se infatti sei fariseo nella preghiera lo sei anche nella vita; pubblicani si è nella preghiera e pubblicani si è nella vita.

È una parabola nello stile di Luca: come i due fratelli dinanzi al padre misericordioso (cf Lc 15, 1-32); come nella vicenda del ricco epulone e del povero Lazzaro (cf Lc 16, 19-31). Il fariseo ci fa pensare ad una categoria religiosa, quasi sempre in polemica con Gesù, osservante, scrupolosa, schiava di un formalismo esteriore, non aperta alla novità portata dal Vangelo; il pubblicano invece richiama una categoria sociale, quella dell’agente delle imposte, doppiamente odiato dalla gente, e perché simbolo di una politica ingiusta e perché ebreo venduto al potere di Roma.

Ma Gesù, nella parabola, non vuole condannare o salvare una categoria sociale, perché il bene e il male non si definiscono in base ad un’appartenenza. Gesù si limita a mettere a fuoco due atteggiamenti di preghiera e di vita, assunti da due uomini che sono saliti al tempio appunto per pregare.

Gesù li avrà incontrati tante volte e – credo sia l’esperienza di tutti – anche noi li incontriamo spesso, nelle nostre chiese, quasi tutti i giorni.

Il fariseo è l’uomo di ogni tempo che incarna un tipo di preghiera che finisce poi in un monologo, senza mai diventare dialogo. Inizia bene, ringraziando (come il lebbroso guarito di due domeniche fa) ma subito la sua preghiera, prende una brutta piega e muore. È ciò che capita a chi ha il cuore pieno di sé. A chi crede che, grazie alle nostre pratiche esteriori,

Dio ci sia sempre debitore.

Il fariseo è l’immagine di un uomo ancorato al passato, alle abitudini sterili, alla beneficenza senza cuore, incapace di aprirsi alla novità dell’amore. Dio diventa solo un’occasione per parlare dell’ “io”. Assomiglia a tanti momenti della nostra vita, in cui ci sentiamo padroni di tutto e non ci accorgiamo di essere schiavi di noi stessi.

 “Il pubblicano invece… non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo”. Sente il peso dell’infinita distanza e avverte che può essere superato solo tramite la misericordia di Dio. Chiede perdono con la speranza umile di ottenerlo. Perché solo se ci svuotiamo dell’io possiamo accogliere Dio.

Ecco dunque la chiave di volta del messaggio di questa domenica: l’umiltà, una parola non solo impopolare ma quasi esiliata dal linguaggio del nostro tempo. Roba da monaci o da suore, si dice, persone che hanno fatto lo strano salto in un “altro” mondo.

Perché oggi si vive, anzi si deve vivere sotto i riflettori dell’immagine e dei molti poteri; per cui alcune parole fanno sorridere. Ma senza umiltà non incontreremo mai Dio, non potremo mai penetrare le nubi…

Solo se la preghiera è vera, cambia profondamente la vita, schiude il cuore alla risposta di Dio, lo dispone alla pace con se stesso e con gli altri, attrezza all’impegno sulle ardue frontiere dell’esistenza quotidiana.

Solo dichiarandoci perdenti, potremo vincere la prova dell’amore.

Ecco dunque la bellissima conclusione del vangelo di oggi: il pubblicano tornò a casa “giustificato”. Non si dice solo “perdonato”, ma “giustificato”: è quanto accade in noi quando ci viene comunicata la grazia dello Spirito Santo attraverso i sacramenti: Dio non solo ci rimette i peccati, ma, grazie alla passione, morte e resurrezione di Cristo – che ci ha aperto la via della Vita – opera potentemente in noi santificandoci e rinnovando l’uomo interiore. La “giustificazione” nel Catechismo della Chiesa Cattolica (n° 1994) viene definita l’opera più eccellente dell’amore di Dio. Chi è “fariseo” è chiuso a questa opera della Grazia; per lui – come per il ricco epulone – ci può essere stata anche la morte e la resurrezione, ma la sua vita non cambia.

Dio desidera per noi questo splendido legame tra la sua opera e la nostra libertà. Il pubblicano, ad occhi bassi, ha aperto il cuore a questo Incontro e potrà guardare con i suoi occhi Dio in tutto il suo Amore. Forse oggi potrà succedere anche a noi…


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 28 ottobre 2013

  • Novena per i Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione del Vespro ore 19.00.

Martedì 29 ottobre 2013

  • Novena per i Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00.

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Incontro per i Lettori ore 18.00 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro animatori oratorio parrocchiale ore 20.00

Mercoledì 30 ottobre 2013

  • Novena per i Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro redazione Zoom, giornalino parrocchiale ore 20.30 ufficio parrocchiale

Giovedì 31 ottobre 2013

  • Lodi Mattutine ore 8.30

  • Adorazione silenziosa ore 9.30 - 12.00, ore 17.00 - 19.00

  • Pellegrinaggio a piedi al Cimitero partenza ore 14.30, Celebrazione Eucaristica nella cappella centrale del Cimitero per tutti i defunti della nostra Comunità ore 16.00

  • Tempo per le confessioni con la presenza di P. Mosè in chiesa ore 17.00 - 19.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione ore 19.00.

Venerdì 1 novembre 2013 -  Giornata della Santificazione ”Narrare Dio”

  • Celebrazione Eucaristica Comunitaria per l’inizio delle attività pastorali in piazza F. Baldi alle ore 10.30, il mandato agli operatori pastorali e festa comunitaria per tutti gli onomastici.

  • Pranzo comunitario presso l’Oratorio, prenotarsi presso l’ufficio parrocchiale

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.0

Sabato 2 novembre 2013 - Commemorazione dei Fedeli Defunti

  • Celebrazione Eucaristica al Cimitero presieduta dall’Arcivescovo ore 15.00

  • Incontro anziani Centro “Anni Verdi” ore 16.00.

  • L’incontro di catechesi per i bambini della 3 e 4 elementare NON Ci sarà.

  • Incontro ministranti ore 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Domenica 3 novembre 2013

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00.Durante la Celebrazione Eucaristica delle ore 19.00 verranno presentati alla Comunità i Ragazzi che riceveranno la cresima nel prossimo mese di dicembre.

  • Inizio del Corso in preparazione al Matrimonio ore 20.00

 

Per la Giornata Missionaria Mondiale
sono stati raccolti € 525,00e versati alla Curia

 

 

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