Stampa questa pagina IV Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 3.2.2013

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2012 - 2013

 

Domenica 3 febbraio 2013

IV Domenica del Tempo Ordinario
Anno C - IV Sett.

 


«Lo cacciarono fuori della città»
 


Breve lettera del Parroco

 

La Liturgia di questa Domenica pone in relazione profezia e persecuzione. Leggendo la storia della missione dalle origini ad oggi vediamo che Colui che è stato profetizzato come «segno di contraddizione» (Lc 2, 34) ha continuato e continua ad esserlo all'interno delle diverse epoche stori­che, culture e comunità umane. La proclamazione della “buona notizia” obbliga i cuori a venire allo scoperto: chi è alla ricerca del vero, si sintoniz­zerà con il portatore della Parola e accoglierà il suo messaggio. Ma se il cuore dell'interlocutore resterà chiuso all'annuncio, perseguiterà i portatori della Parola.

Nella Liturgia di questa Domenica siamo nuovamente provocati dalla parola riferita da Luca: «Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». Gesù sottolinea con forza che il compimento si realizza “oggi” in chi lo ascolta. La Parola proclamata e ascoltata non può più sottrarsi alla realizzazione. La Liturgia che riceve il testo sacro, lo traduce, gli dà vita per l’oggi, lo trasmette… Nella Celebrazione liturgica, dunque, la Parola di Dio che è una sua parte, diventa preghiera, incentiva la vita spirituale dei fedeli, penetra nel cuore dei partecipanti e li trasforma da “auditores Verbi” sempre più in “factores Verbi”. Non c’è una sola parola di tutta la Scrittura che non sia stata scritta per me, per ciascuno di noi… che riguardi me in prima persona, ciascuno di noi!!! Dunque, sta a noi, come un tempo ai Nazaretani, cogliere il dinamismo della salvezza che ci è offerta, per non rimanerne esclusi. Compito nostro è far sì che la parola proclamata nella Liturgia sia l’evento che efficacemente ci interpella in nome di Dio.

Il Vangelo di oggi manifesta le diverse reazioni nei confronti di un Gesù che nella sinagoga del suo paese si è manifestato come Colui nel quale trovano compimento le profezie antiche. Come allora, anche oggi di fronte a lui, a volte la reazione è violenta, è reazione di rifiuto, di non voler riconoscere in lui la presenza di Dio. L’uomo è di fronte a Dio come creatura e Dio è colui che elegge e invia: nella Prima Lettura la scelta e la missione di Geremia quale profeta va di pari passo con la garanzia del sostegno e della vicinanza da parte di Dio. Alla Comunità di Corinto, in cui alcuni sembrano aspirare a dei ruoli per mettere in mostra sé stessi, Paolo, nella Seconda Lettura, indica la strada dell’Amore: solo così il cristiano si pone nella linea del profeta che diventa segno di Dio in mezzo ai suoi.


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

Oggi ci ritroviamo a Nazaret, nella sinagoga, nel punto in cui l’evangelista Luca ci ha lasciati domenica scorsa. È stata come una “puntata” lasciata “in suspense” : Gesù, tra la gente che lo conosceva fin da bambino, ha detto una parola forte, ripresa nel brano odierno: “Oggi si è compiuta questa scrittura”.

Proviamo ad entrare nei pensieri di quegli uomini che ascoltavano Gesù. Proviamo ad immaginare se accadesse nel nostro quartiere o nel nostro giro di amici: improvvisamente, “uno qualunque” diventa un personaggio “famoso”. Gesù infatti era uno qualunque. Tra i pochi abitanti di Nazaret non aveva nulla di speciale rispetto agli altri, sia coetanei che concittadini. Era semplicemente il figlio di Giuseppe il carpentiere. Questo è “il bello”: Dio si è fatto uomo e conduce la vita da uomo, per trent’anni di vita ordinaria. Gesù non andava per le vie di Nazaret dicendo: sono il Figlio di Dio! Ma un giorno era partito, verso il Giordano. Aveva poi iniziato a fare cose di cui si era diffusa subito notizia, anche nella sua città: parole forti e profonde, miracoli inauditi, acqua cambiata in vino… E la reazione, come potrebbe succedere a noi, è uno stupore crescente: “Possibile, si sta parlando proprio di lui?”

Il ritorno a Nazaret quindi è la notizia del giorno, anzi, di quel sabato. Tutti sono curiosi di ri-vederlo. Gli occhi e gli orecchi sono puntati su di lui.

Nel sentimento di stupore dei suoi concittadini emerge però ciò che è insito in ogni uomo: il “diritto di famiglia”, l’essere “paesano” nel senso più negativo, il desiderio di dire “è cosa nostra, approfittiamone! Se è veramente l’uomo dei miracoli, noi siamo i primi raccomandati!” Ma Gesù ci smaschera. In questi giorni di carnevale, tra tanti vestitini di bambini, stelle filanti e coriandoli, la parola di Dio ci riporta alla verità.

Egli rovina le nostre egoistiche illusioni, il nostro mondo di maschere e bugie. Se voglio incontrare Dio devo prima togliermi dalla mente la mia idea di un Dio “aggiusta-tutto”, pronto per ogni evenienza mia a discapito degli altri. Sono chiamato invece ad aprirmi alla novità di un Dio che vuole salvare non solo Israele, la mia cerchia di amici, la mia famiglia, il mio gruppo, la mia parrocchia, ma l’intera umanità. Anche noi, come i nazaretani di allora vogliano i miracoli, un taumaturgo a disposizione, pronto ad ogni dolore, vogliamo dirottare la grazia fra i vicoli del nostro paese.

Vogliamo che i progetti di Dio si adeguino ai nostri progetti, perché in verità preferiamo i miracoli alla parola di Dio.

Il vangelo, grazie a Dio, non segue le logiche umane: viene da altrove; per questo il mondo è solito pensare che non è realistico, non è pratico, ha pretese illogiche, la croce e l’amore sono eccessivi. È il conflitto tra le leggi “di Nazaret” e le leggi del cielo, tra il quotidiano e lo straordinario. Una parte di noi dice: “Questa famiglia, questo lavoro, questo paese, bastano a spiegare tutto. Questo è il senso del vivere. C’è anche una sinagoga e un libro sacro, sono sufficienti; il mondo è questo, non ce n’è un altro. Accontèntati!”

La voce del profeta invece apre delle brecce nelle mura di qualsiasi sistema, poiché ripete: “Non accontentarti, l’uomo non vive di solo pane: la vedova di Sidone e il lebbroso di Siria sono tuoi fratelli; la vostra patria è nel cielo; siate perfetti come il Padre”.

A Nazaret, Gesù è respinto. Forse lo è anche oggi, in tante nostre chiese. Quando pretendiamo che Dio ci faccia le cose che vogliamo noi e noi non siamo capaci di aprirci alla sua volontà che ha un orizzonte molto più ampio e più bello del nostro.

La via del profeta è già segnata: è la croce. Ma Gesù, “passando in mezzo a loro, se ne andò”: sembra un anticipo di risurrezione. E continua a passare in mezzo a noi, perché ogni strada del mondo è Galilea; continua a ripetere le sue parole perché questa generazione non sia accusata di aver dissipato anch’essa i suoi profeti, sprecato il loro miracolo. Eppure il miracolo grande è già qui, davanti ai nostri occhi: è il Signore!

Ma noi, come gli abitanti di Nazaret, siamo una generazione che ha sperperato i suoi profeti, che ha dissipato il miracolo di tanta profezia che lo Spirito Santo ha acceso dentro e fuori la Chiesa. Anche la Chiesa infatti sembra, a volte, aver ereditato il tragico destino di non capire i suoi profeti. “La Chiesa che preferisce i miracoli alla parola di Dio, che non dà spazio alla Parola, a volte scomoda dei profeti, diventa, prima o poi, vuota di Gesù, come quella sinagoga di Nazaret” (A.Casati). Come ha detto una volta il Papa “la Chiesa non fa se stessa e non vive di se stessa, ma della parola che viene dalla bocca di Dio”. Perciò, “chi si pone all’ascolto della parola di Dio può e deve poi parlare e trasmetterla agli altri, a coloro che non l’hanno mai ascoltata, o a chi l’ha dimenticata e sepolta sotto le spine delle preoccupazioni e degli inganni del mondo” (cf Mt 13, 22). A ragione il Papa si chiedeva se “noi cristiani non siamo diventati forse troppo muti, se non ci manca forse il coraggio di parlare e di testimoniare…”.

La via per riuscire in questa missione ce la dà san Paolo, nel testo tra i più belli e famosi del nuovo Testamento: l’inno alla carità. Posso fare tutte le cose di questo modo, avere la pienezza della scienza, possedere le ricchezze, acquisire una grande fede, ma senza amore non sono nulla.

Proviamo a fare un esercizio: sostituire alla parola “carità” il nostro nome e chiederci a che punto siamo: “sono paziente, benevolo, non invidioso…”?

Abbiamo tanto ancora da camminare. Ma forse anche oggi, tra le vie della mia Nazaret, cioè nella trama del mio quotidiano, posso scoprire che sì, anch’io sono chiamato ad essere profeta, cioè a dare voce a Dio con la mia voce. E Lo Spirito scenderà nel mio quotidiano, farà della mia casa il suo tempio, sarà in tutti i luoghi dove la vita celebra la sua liturgia semplice e perenne, rivela ai piccoli i segreti del regno.

Oggi si celebra la Giornata per la Vita. Oggi è profezia annunciare – come recita il tema di questa XXXV Giornata – che “generare la vita vince la crisi”. In una cultura che dice che non si fanno figli perché si è in crisi, noi diciamo il contrario: si è in crisi perché non si fanno figli. Sembra proprio non casuale a questo proposito la prima lettura di oggi, con la voce del Signore che dice a Geremia che lo conosceva prima di formarlo nel grembo materno. La profezia viene fin da lì, dal grembo di nostra madre e ancor prima, quando qualcuno ha voluto metterci al mondo.

Signore, aiutami, ancora oggi, a raccontare le tue meraviglie.


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 4 febbraio 2013

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Itinerario di Formazione alla Fede con il CCC per tutti gli Operatori Pastorali – “Io credo in Dio” ore 19.00 Centro Pastorale

  • Incontro presso il Centro Anziani “Anni Verdi” per preparare il Carnevale ore 20.00.

Martedì 5 febbraio 2013

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Corso di preparazione pasta fatta in casa, ore 15.30, centro pastorale.

  • Caritas Parrocchiale: Corso di taglio e cucito ore 17.30

  • Incontro del Gruppo Lettori ore 18.45 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro per le famiglie della Forania di Cava Est: “La famiglia all’interno della Sacra Scrittura come progetto divino per l’umanità” ore 19.00 presso la Parrocchia di San Pietro di Cava

  • Incontro genitori dei bambini di terza e quarta elementare ore 20.00 centro pastorale.

Mercoledì 6 febbraio 2013

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro gruppo liturgico ore 20.00 ufficio parrocchiale

Giovedì 7 febbraio 2013

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Incontro movimento Pro Sanctitate ore 9.00

  • Tempo per le confessioni dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Incontro formativo operatori Caritas “La Quaresima, occasione per scelte comunitarie consapevoli”– Consegna sussidi per la Quaresima di carità Cava sede Caritas ore 18:00

  • Adorazione comunitaria e celebrazione del Vespro ore 19.00, animata dal Comitato Festa con la presenza della zona del Centro

  • Prove di canto coro dei Ragazzi ore 20.00

Venerdì 8 febbraio 2013

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di prima, seconda, quinta elementare e prima media, ore 16.00 - 17.00

  • Pulizia Chiesa gruppo: Centro Anziani “Anni Verdi”

  • Incontro Ministranti ore 17.30 Centro Pastorale.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.00

  • Gruppo Anni Verdi serata di animazione e ballo presso la sala teatro Reginella in collaborazione con CSI ore 20.00

  • Fine settimana sulla neve di Campitello Matese per informazioni rivolgersi al Parroco.

Sabato 9 febbraio 2013

  • Incontro Centro Anziani “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Corso cresima adulti ore 17.00 centro pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

Domenica 10 febbraio 2013

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.00

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00

  • Festa di Carnevale organizzata dall’Oratorio Parrocchiale ore 16.00 Centro Pastorale, Venire mascherati

  • Corso prematrimoniale ore 20.00

 

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