Stampa questa pagina V Domenica di Pasqua
 
Pubblicata in data 1.5.2013

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

Gruppo Liturgico

 

Domenica 28 aprile 2013

V Domenica di Pasqua

Anno C - I Settimana

 

«Vi do un comandamento nuovo»

 

 


Breve lettera del Parroco

 

Al comandamento dell’amore è correlativa, per i cristiani, una situazione e una realtà nuova, una “città” nuova: la Chiesa, nuova terra, nuova Gerusalemme, dimora di Dio con gli uomini. Non è da credere che la visione di Giovanni nell’Apocalisse si riferisca ad una realtà proiettata nel futuro idealizzato. La “città che scende dal cielo”, la “terra nuova” dalla quale è scomparso il mare (simbolo delle forze dei male), indicano che la nuova creazione, inaugurata dalla vittoria pasquale di Cristo, è già in opera nei battezzati. La “sposa adorna per lo sposo” è la nuova umanità liberata dal peccato, santificata da Cristo e splendente della sua gloria e della sua bellezza. La Gerusalemme dei cielo, dunque, è coestensiva a quella della terra ed è in costruzione fino alla fine dei tempi. Una tale costruzione avviene lentamente e, misteriosamente; la “novità” scaturita dalla Pasqua del Signore glorioso non esclude una situazione di prova, fra “lutti, lacrime e affanni”, finché la Chiesa è ancora pellegrina sulla terra.
L’amore è il cuore del Vangelo. Anche se la nostra società in alcuni casi lo strapazza, esso resta sempre la bandiera emblematica del cristiano. C’è oggi una varietà d’amore: l’amore ballato, l’amore comprato, l’amore tradito, l’amore contrabbandato... tutte deformazioni; e nessuna di queste può sostituire la forza dirompente della carità. Lo proclama Cristo stesso: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli se avete amore gli uni per gli altri». Va da sé che, perché un amore sia tale, richiede che sia vissuto come Cristo lo ha realizzato. Per questo risulta “nuovo”: perché la sua radicalità, conseguenza della sequela di Cristo, è inedita rispetto all’etica corrente, è esclusiva al di là di ogni logica di appartenenza, è totale nella sua universalità. È in questa prospettiva che l’amore può compiere meraviglie, può creare stupore perché non riproduce gli schemi umani, ma introduce nella storia il mistero di Dio che, nel dono della vita del Figlio, ha realizzato l’opera della nostra redenzione.
La novità è il frutto saporoso dell’amore: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Sappiamo che al vertice del Vangelo pulsa una formidabile forza di vita, di novità, che Cristo esprime nell’amore reciproco: «Vi do un comandamento nuovo». Dentro questa prospettiva della novità si capisce come davvero la via che intercorre tra la tomba vuota e l’alba della Pasqua è una via nuova perché porta all’eternità. Celebrare la Pasqua è vivere questa novità secondo la logica del Salmo: «Cantate al Signore un canto nuovo…» (antifona d’ingresso).
Per tale motivo nella celebrazione il rito è sempre uguale e nel contempo nuovo. Fare memoria del Cristo risorto non è tanto un ripetere ogni giorno eventi passati, ma celebrare l’evento misterico mediante il quale il Signore vive nell’oggi della nostra vita aprendo lo spazio infinito dell’amore. Solo dentro questa pienezza la speranza ci aiuta a riconoscere il Risorto come l’Emmanuele perché è il Dio-con-loro. Proprio questo Dio-con-noi rende possibile il passaggio dal limite alla pienezza: «E non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno». Infine, in questa prospettiva sta la novità della vera evangelizzazione che da verbale diventa fattuale: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli (faranno riferimento a Dio): se avete amore gli uni gli altri».
L’apertura è una delle caratteristiche della Pasqua. Si apre la tomba che lascia il posto alla vita nuova; si aprono i cuori che riconoscono il Vivente; si apre alle nazioni pagane la porta della fede: «Riunirono la Chiesa e riferirono come Dio avesse aperto ai pagani la porta della fede», si aprono i cieli, così che Giovanni può testimoniare: «Vidi un cielo nuovo e una terra nuova». A Pentecoste lo Spirito porterà a compimento queste aperture attraverso l’impegno, affidato ai discepoli, di testimoniare nelle relazioni interpersonali questo amore fino agli estremi confini della terra. Sarebbe interessante chiederci se le nostre assemblee domenicali, se le nostre Comunità parrocchiali, se i nostri gruppi ecclesiali riescano a vivere questa apertura voluta dal Risorto per il bene di tutti. Il vivere insieme deve diventare un con-vivere nell’amore anche se spesso può risultare difficile, poco producente, raramente gratificante. Ma noi dobbiamo insistere, perché solo nel terreno buono dell’amore la Parola seminata può produrre frutti insperati.
Al cuore di questa Domenica c’è il “testamento” che Gesù affida ai suoi, mentre sta per andare verso la morte: «Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34). Il frangente in cui sono pronunciate queste parole conferisce loro una serietà ed una consistenza particolari: il modo in cui Gesù ha amato i suoi non si è risolto in un’aura sentimentale, ma si è manifestato come dono di sé fino alla morte per i propri amici. Ciò che precede queste parole, cioè il gesto della lavanda dei piedi, offre un orizzonte interpretativo alle stesse. Non si tratta di entrare in un’atmosfera di affetti e di emozioni, ma di assumere l’impegno di “lavarsi i piedi gli uni gli altri”.


Riflettiamo sulla Parola di Dio

Ogni anno celebriamo la Pasqua. In queste domeniche del tempo di Pasqua, ci stiamo chiedendo che significato ha ripetere ogni anno la celebrazione della Pasqua, e poi della Pentecoste. Non è forse vero che questi eventi sono accaduti nella storia di Gesù e degli apostoli una sola volta, e in questo modo non si ripetono più? Tuttavia quello che si ripete, o meglio, che accade sempre di nuovo, è la nostra vita, sono le esperienze felici e tristi che la costituiscono, sono le storie delle nostre famiglie, è la costruzione di una vita bella, per noi e per tutti.
In queste domeniche stiamo facendo l’esperienza che la celebrazione della Pasqua non è per nulla la ripetizione di qualcosa di “già passato”, ma un cammino nuovo, aperto davanti a noi, un cammino per vivere sempre di nuovo la scelta radicale del nostro battesimo (in questo paese la vita cristiana è scelta da una piccola percentuale di persone e il battesimo è celebrato in età giovanile o adulta!). Celebrare la Pasqua significa credere che Gesù passa in mezzo a noi, e ci invita a seguire il suo cammino (lo abbiamo sentito, dopo la risurrezione, rinnovare agli apostoli la chiamata a seguirlo e a continuare la sua missione). Gesù nella sua vita mortale è passato dal voler fare la sua volontà, al fare la volontà del Padre; dal pensare solo a se stesso al pensare a tutti noi, dalla paura alla fiducia, dalla vita secondo la carne alla vita secondo lo spirito. E per questo motivo alla fine è passato dalla morte alla vita, da questo mondo al Padre. Ecco il cammino della Pasqua, in cui siamo chiamati a entrare: allora ben venga la Pasqua ogni anno, perché abbiamo bisogno che Lui ci inviti sempre di nuovo in questo cammino, perché spontaneamente ne scegliamo altri, senza capire perché ci sentiamo soli e senza entusiasmo.
Vista così, la Pasqua che celebriamo quest’anno (l’anno della fede!) non solo non è una vuota ripetizione di riti, ma è un passo in un cammino lungo, che dura tutta la vita: il cammino per umanizzare sempre di più la nostra vita. Noi non nasciamo “già fatti” nella nostra umanità, ma ci facciamo piano piano. La Pasqua di Gesù ci chiama a umanizzare la nostra vita in famiglia, la nostra vita al lavoro, a scuola, nel quartiere: essere cristiani, incontrare Gesù resuscitato significa in concreto essere capaci di diventare sempre più uomini, sempre più belli, lasciando da parte ciò che ci fa brutti e disumani. Per questo possiamo dire non retoricamente che se celebriamo la Pasqua nei riti della liturgia, è poi nella vita quotidiana che la viviamo, a contatto con le questioni umane che ogni giorno ci chiedono una risposta di uomini e donne maturi.
In questo percorso di umanizzazione della nostra vita camminiamo insieme a tutti, e sappiamo bene che sono sempre meno quelli che partecipano alla vita di una comunità cristiana (celebrando l’Eucaristia, meditando la Parola di Dio, approfondendo le ragioni della propria fede). Se è vero che ciò che conta, che il punto di arrivo della fede è umanizzare la vita di ogni giorno e ogni ambiente, viene da chiedersi: a che serve frequentare la comunità cristiana? Andare in Chiesa? Serve perché Gesù ci rivela il cammino per umanizzare il mondo: seguendo il suo passaggio pasquale, possiamo anche noi imparare a donarci, ad offrirci, senza calcolare se ci conviene, se l’altro ci dà qualcosa in cambio. La morte e resurrezione di Gesù ci salvano dal pericolo di perdere la nostra umanità (questo in fondo è il peccato!), quando siamo preoccupati solo per noi stessi e per i nostri interessi, al punto di non accorgerci che vicino a noi c’è qualcuno che soffre, ci sono bambini che non hanno famiglia e affetto, ci sono giovani che si perdono nell’alcool e nella droga, ci sono anziani abbandonati, famiglie divise dall’egoismo.
La questione vera della fede, che la Pasqua ci fa percepire, non è andare o non andare in Chiesa, ma essere o no veramente uomini; la questione dell’anno della fede non è di contare quanti vanno in Chiesa, per vedere se stanno diminuendo e aumentando, ma è come stiamo umanizzando il mondo per consegnarlo bello e umano ai nostri figli. Quante preoccupazioni e difficoltà creiamo solo perché siamo egoisti! Vogliamo solo per noi e non ci importa degli altri! E quanta pace e serenità quando riusciamo a fare qualcosa per puro amore, per carità.
Celebrare la Pasqua, dopo aver ripetuto in Chiesa i riti che ci fanno “vedere” i gesti di Gesù, è questo: morire un po’ di più al nostro egoismo e vivere un po’ di più de amore. Questo cammino, fatto di piccoli e continui passaggi, è cominciato con il nostro battesimo: a partire da lì abbiamo riconosciuto in Gesù il cammino da seguire; con l’eucarestia ci alimentiamo per camminare. E vogliamo continuare fino alla fine della vita, fino all’ultimo e definitivo passaggio, quello della morte, quando lasceremo tutto quello che è limitato e entreremo nell’abbraccio eterno di Dio, portando null’altro che i nostri gesti di vero amore e chiedendo perdono per le nostre tante mancanze di amore.
L’obbedienza a questo nuovo comandamento ha portato i discepoli a dedicare la vita all’annuncio di Gesù. Alla fine del percorso dell’umanità ci sarà un incontro di amore, in cui il male e la sofferenza saranno vinti per sempre.


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 29 aprile 2013

  • Visita alle famiglie con la benedizione delle case in Via G. Vitale - Gescal - Prefabbricati ore 16.00 - 18.00.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro genitori scuola materna R. Baldi ore 19.30 Centro Pastorale

Martedì 30 aprile 2013

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Corso di preparazione pasta fatta in casa, ore 15.30, centro pastorale.

  • Caritas Parrocchiale: Corso di taglio e cucito ore 17.30

  • Incontro del Gruppo Lettori ore 18.45 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

Mercoledì 1° maggio 2013 - Festa del Lavoro

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00

Giovedì 2 maggio 2013

  • Celebrazione delle Lodi mattutine ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Tempo per le confessioni ore 17.00 -19.00

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Prove di canto coro dei Ragazzi ore 20.00

Venerdì 3 maggio 2013

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di 1, 2, 5 elementare e 1media, ore 16.00 - 17.00

  • Pulizia Chiesa gruppo: Oratorio

  • Incontro Ministranti ore 17.30 Centro Pastorale.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione del Vespro ore 19.00

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.00

Sabato 4 maggio 2013

  • Incontro di Catechismo per i ragazzi della 3 e 4 elementare ore 16.00

  • Incontro Centro Anziani “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Corso cresima adulti ore 17.00 centro pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

Domenica 5 maggio 2013

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00

  • Inizio del pellegrinaggio Madonnina di Fatima nelle zone della Parrocchia ore 20.00

  • “Abbiamo tanti progetti appesi ad un filo”: Giornata di raccolta dei telefonini usati per finanziare casa famiglia e alcune cucine solari in Ciad e Kenya (Ufficio Migranti e Caritas in collab. con il Magis )


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