Stampa questa pagina III Domenica di Quaresima
 
Pubblicata in data 7.3.2013

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2012 - 2013

 

Domenica 3 marzo 2013

III Domenica di Quaresima -

 

 


 

 

Tema della settimana:“Eccomi!”
Segno: Fuoco -
"Ecco io vengo! Sul rotolo del libro di me è scritto che io faccia il tuo volere: Mio Dio, questo io desidero. La tua legge è nel profondo del mio cuore. Salmo 40,8-9

 

 

Quaresima è tempo di deserto e noi, come il popolo d’Israele, continuiamo il nostro cammino e ci mettiamo in ascolto di Dio come Mosè.

Attraverso il fuoco del roveto, Dio si rivela a Mosè come Salvatore del suo popolo oppresso, gli manifesta il suo Nome e si fa conoscere come il Dio infinito e trascendente che ci coinvolge nelle vicende del suo popolo.

Anche noi, nel deserto della vita, mettiamo in gioco la nostra libertà di vivere o di lasciarci vivere, di essere persone che condividono le condizioni dell’umanità. A volte sarebbe più semplice lasciar pensare gli altri al nostro posto e seguire le mode e costumi che ci rendono più accettabili agli altri.

Quaresima allora è: cogliere l’occasione, giocarsi bene la libertà, vivere bene il tempo che ci è dato, e pensare con la nostra testa.

Quando Mosè si avvicina e vede il roveto che arde e non si consuma, capisce di essere alla presenza di Dio, di Un Dio che conosce le sofferenze del suo popolo e si rivela come il liberatore.
Ogni battezzato nel popolo di Dio, che è la Chiesa, deve ricordarsi del roveto, il cui fuoco, che è la presenza di Dio, cambia la vita, salva, libera e guida.

Da qui il nostro impegno ad annunciare e testimoniare che Dio non è lontano, è tra noi, interviene nella nostra vita. Sta a noi renderLo vicino a tutti, soprattutto a quelli che soffrono e lo cercano.

All’inizio del nostro racconto abbiamo accennato che Dio si è rivelato a Mosè in modo straordinario. La prima lettura di questa domenica ci presenta proprio questo episodio: il roveto ardente. E proprio da quel roveto Mosè fece la conoscenza di un DIO che lo chiamava per nome, che aveva bisogno di lui per liberare il suo popolo oppresso dalla schiavitù.

La Bibbia ci dice che addirittura Mosè si lasciò prendere dalla paura, dalla fifa e che trovò tante scuse: Ciò che Mosè disse al Signore è un discorso pressappoco così: ”Mio Signore, ma non vedi che sono una frana…..lasciami in pace. Cercati un altro uomo migliore di me e più coraggioso. Arrangiati.”

E invece cosa pensate che Dio abbia fatto? Secondo voi lascerà perdere Mosè per rivolgersi a qualcun altro?

Dio non ha nessuna intenzione di mollare, Dio vuole proprio lui, Mosè e lo rassicura dicendogli che sarà al suo fianco per insegnarli quello che dovrà dire e fare. Mosè capì che doveva abbandonare le sue idee e lasciarsi guidare da Dio. Scoprì che Dio gli era vicino e si sentì all’improvviso più forte.

La missione di Mosè anticipa dunque la missione ben più importante e definitiva di Gesù. Mosè libererà Israele dalla schiavitù del faraone; Gesù libererà gli uomini dalla schiavitù del peccato, dell'egoismo, della violenza, dell'odio, della morte e accenderà nei nostri cuori il fuoco della fede.

Il fuoco arde il roveto senza consumarlo; anch'io voglio tenere acceso questo fuoco. Nel giorno del battesimo per me è stata accesa una candela, simbolo della fede. Voglio ricercare dentro di me il fuoco della fede per rispondere con convinzione il mio "eccomi" al Signore ed ai fratelli.

Due fatti di cronaca (alcuni morti in una rivolta contro i Romani e l’improvviso cedere di una torre che seppellisce alcuni cittadini) offrono a Gesù l’occasione per un appello alla conversione. Il contesto immediato del brano evangelico (a partire da Lc 12,35) insiste sul tema della vigilanza e sulla lettura dei segni dei tempi, per cui vi è logica connessione tematica. Gesù da una parte vuole sfatare il pregiudizio che lega la sventura terrena a colpe personali o collettive, dall’altra dichiara che la vera disgrazia è l’impenitenza, il rifiuto della conversione.

I fatti della vita, compresa la morte, sono un linguaggio di Dio che bisogna saper interpretare, un provvidenziale avvertimento a rinnovare l’esistenza in questo tempo che è il tempo della pazienza divina. «L’anno di attesa (cfr. Vangelo) è l’intera vita dell’uomo prima del giudizio. Dio ce la dà come il nostro tempo di conversione. Ma non intende dire: c’è sempre tempo per convertirsi; vuol ricordare invece: ogni giorno dell’anno è tempo di conversione» (CdA, p. 57).

L’urgenza della conversione in vista dell’approssimarsi del giudizio di Dio che i segni dei tempi continuamente ci richiamano è la nostra risposta all’esperienza di un Dio che viene per farci uscire dall’Egitto, che viene ad aiutarci a ritrovare la nostra identità di uomini. Egli sente il grido del suo popolo e manda Mosè a “liberarlo dalla mano dell’Egitto e farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso” (Prima Lettura). Un popolo liberato è un popolo in conversione. Una conversione continua. Come al popolo d’Israele non fu sufficiente passare il Mar Rosso, cibarsi della manna e dissetarsi all’acqua della roccia per essere fedele a Dio (insorsero, infatti, contro di lui e furono castigati), così al nuovo popolo di Dio, a noi, non basta essere battezzati e aver partecipato alla mensa del corpo e sangue di Cristo per entrare nel Regno della promessa (Seconda Lettura). La vita del popolo nel deserto al tempo di Mosè, ammonisce Paolo, è scritta a nostra correzione.

La Parola di Dio vuol provocarci, pertanto, alla conversione e l’urgenza di questo appello assume in Cristo una tonalità particolare: egli è la misericordia del Padre, occasione “nuova” e “definitiva” offerta all’uomo per fare penitenza. Il tempo di Cristo è il tempo della pazienza del Padre. Dio non impone scadenze fisse. Un lungo passato di sterilità non impedisce, quindi, a Dio di dare possibilità di riuscita al fico. Non si tratta di debolezza, ma di amore.
Il rischio è di sottovalutare le esigenze di tale atto e di confinarlo in gesti che solo superficialmente ci toccano, ma in realtà lasciano intatto il fondo della nostra vita. Conversione è una profonda verifica di sé e della direzione che ha assunto la propria vita. Implica un “cambio di direzione”. Conversione è un passaggio da una fede accettata passivamente (fede-eredità) a una fede attivamente conquistata, come risposta al dono di Dio e all’intervento dello Spirito nella nostra vita. Conversione è rottura di una mentalità orientata verso il peccato, verso valori puramente umani, verso l’autosufficienza e l’orgoglio, per aderire ai segni di penitenza che non siano soltanto rituali. Conversione è adesione al Regno che viene e impegno per esso; è atteggiamento di povero, di piccolo, di servo, di figlio; è autenticità di comportamento contro ogni dissociazione tra fede e vita. Dio ci attende a questo istante decisivo. Aspetta dalla nostra fede un atto coraggioso e nessuno può farlo al nostro posto, neppure Dio.
Il cammino di conversione può e deve portare a scelte strazianti e sconvolgenti. Ci sono situazioni in cui non è facile agire o da cui è ormai impossibile tornare indietro: scelte come quella di chi ha divorziato, di chi ha rotto con la Chiesa, con la vita religiosa..., non si possono facilmente modificare; un concubinaggio con figli che non può risolversi col matrimonio; una improvvisa e non voluta maternità; una impreparazione psicologica ad accettare un figlio; un drogato “assuefatto”;  una forte ingiustizia patita; un comportamento abituale di diffidenza tra marito e moglie, tra genitori e figli; la lotta che coinvolge famiglie; una vendetta che è andata oltre i propri intenti. Eppure per tutto è valido sempre l’appello alla conversione. E’ un cammino lungo e difficile.
Un cammino che strazia la carne e che esige il rispetto e l’aiuto di tutta la Comunità. Esige la comprensione di chi sa che certe scelte non sempre dipendono dalle persone e che certe situazioni possono verificarsi per ognuno di noi. Cristo non ha permesso di sradicare una pianta a prima vista improduttiva. Un germe di vita nuova è possibile ad ogni primavera.

 


Scopriamo i segni del nostro Battesimo: Il Fuoco

Che bello scaldarsi vicino al fuoco! È un’esperienza sempre più rara per chi vive in città, ma quando ci capita – in una casa di campagna, al campo dei Lupetti… – ci sembra che si crei subito un’atmosfera di fraternità, di amicizia e anche pregare è più facile!
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere intorno al fuoco, insieme. Dandoci la mano, diciamo ad alta voce il nome del nostro vicino, chiamandolo fratello o sorella: Gianni è mio fratello! Lucia è mia sorella! Per scaldarci al fuoco della fraternità che Gesù ci ha insegnato.

Preghiamo:

Nel racconto della vocazione di Mosè, Dio ha rivelato il suo nome e Mosè ha risposto: Eccomi!
Gesù, Tu sei pronto a sostenermi, purchè io sia disponibile a cercarti, a seguirti e soprattutto a lasciarmi trasformare da Te, perchè il mio "eccomi" sia convinto e sia la base di una fede che non crolla, come fuoco che arde perennemente. Amen


AVVISI PARROCHIALI

Lunedì 4 marzo 2013

  • Incontro Ministri straordinari dell’Eucarestia ore 16.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro con tutti coloro che vogliono partecipare alla realizzazione della Via Crucis, ore 20.00 Centro Pastorale

Martedì 5 marzo 2013

  • Corso di preparazione pasta fatta in casa, ore 15.30, centro pastorale.

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Caritas Parrocchiale: Corso di taglio e cucito ore 17.30

  • Incontro del Gruppo Lettori ore 18.45 Centro Pastorale

  • Incontro di formazione Quaresimale per gli uomini Centro Anziani ore 18.30.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione del Vespro ore 19.00

  • Incontro con i genitori dei ragazzi di terza e quarta elementare ore 20.00

Mercoledì 6 marzo 2013

  • Incontro Caritas Parrocchiale ore 17.00 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro gruppo liturgico ore 20.00 ufficio parrocchiale

Giovedì 7 marzo 2013

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Tempo per le confessioni dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Adorazione comunitaria e celebrazione del Vespro ore 19.00, animata dal gruppo Oratorio con la presenza della zona di Via P. Di Domenico bassa

  • Prove di canto coro dei Ragazzi ore 20.00

  • Adorazione Eucaristica silenziosa ore 21.00 - 22.00

Venerdì 8 marzo 2013 - Giornata di digiuno e astinenza - Festa della Donna

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di 1 - 2 - 5 - elementare e 1media, ore 16.00 - 17.00

  • Pulizia Chiesa gruppo: Coro Adulti

  • Via Crucis in Chiesa ore 17.00 e nelle singole zone secondo orario stabilito dalle Responsabili

  • Incontro Ministranti ore 17.30 Centro Pastorale.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Serata per festeggiare la donna ore 20.00 presso il Centro Pastorale.

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.00

  • Incontro Comitato Festa in onore di Santa Lucia ore 20.00

Sabato 9 marzo 2013

  • Incontro Centro Anziani “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Cammino di approfondimento della fede, ore 17.00 centro pastorale.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

Domenica 10 marzo 2013 - IV Domenica di Quaresima

  • Recita delle Lodi mattutine ore 9.30

  • Giornata di spiritualità con il gruppo degli Animatori dell’Oratorio Parrocchiale partenza ore 8.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00

  • Celebrazione del Vespro ore 18.30

  • Cammino in preparazione al matrimonio ore 20.00 centro pastorale.

  • Il Gruppo Teatrale “Amici di Pregiato” mette in scena la commedia: “La reliquia di Santa Giacinta” ore 19.30 Sala teatro Reginella.

 
 

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