Stampa questa pagina XXXIII Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 20.11.2012

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2012 - 2013

 

Domenica 18 novembre 2012

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario
Anno B - I Sett.

 


«Egli è vicino, è alle porte»
 


Breve lettera del Parroco

 

Incamminati verso la conclusione dell’Anno, la Liturgia ci orienta verso le "ultime realtà", non per riempirci di angoscia, ma per illuminare la nostra esistenza di speranza, che è una dimensione fondamentale dell'esperienza di fede cristiana. Questa speranza dà significato al presente. Tutto l'annuncio cristiano e tutta l'esistenza dei cristiani sono caratterizzati da questa tensione verso il Regno, verso quei cieli e terra nuovi promessi da Dio nella risurrezione di Gesù.
La Parola di Dio ci invita a prendere atto di due realtà inseparabili tra di loro e indispensabili per noi: la fedeltà di Dio agli uomini e la fedeltà degli uomini a Dio. Guardando al momento finale del nostro cammino di fede e di speranza, la Liturgia odierna ci ricorda che Dio non abbandona alla morte i suoi figli, perché la vita eterna a noi promessa è il segno pieno e perfetto della carità di Dio per noi. Perché questo evento di grazia non sia solo enunciazione superficiale ma si manifesti come evento vitale, è opportuno recuperare i fili conduttori delle tre letture.
Gli avvenimenti ultimi della storia dell’uomo e del mondo intero sono legati al mistero di Dio e del suo Cristo: il Signore è il primo e l’ultimo, il principio e la fine. Le realtà celesti fanno irruzione nella storia fin dal primo momento della rivelazione e sempre sono presenti. Sarà la venuta di Cristo a porre fine alle cose corruttibili e a deporre il germe di immortalità. Questa prenderà forma piena e definitiva con il ritorno glorioso del Signore alla fine di questo mondo. Nell’attesa, la Comunità cristiana, lungi dall’allentare l’impegno nelle realtà umane (lavoro, politica, società e famiglia), si immerge in esse al fine di elevarle e di trasformarle in “cieli nuovi” e “terra nuova”.
II cristiano è un pellegrino su questa terra. Non è un cittadino, ma un esule in marcia verso la vera “Patria”. Egli considera la terra non come una dimora permanente, ma come la tappa di un viaggio. Per questo non vi costruisce una casa di solida pietra, ma solo una tenda, come il viandante che sosta nel deserto. Una interpretazione unilaterale ed ingiusta delle realtà umane (favorita, peraltro, da certa predicazione altrettanto unilaterale e miope) ha fatto sì che molti uomini del nostro tempo guardino con diffidenza alla religione cristiana, quasi fosse nemica del mondo, della vita, del progresso, dell'impegno umano; una religione di evasione, di disimpegno, di rinuncia passiva e vile; l'oppio che addormenta l'uomo e lo distoglie da ogni interesse verso la città terrena, facendogli balenare la promessa di un aldilà felice e illusorio. Diverso è, invece, il compito del cristiano nel mondo: «Il cristiano non è un evaso, al contrario un impegnato come persona nell’incremento, nella riuscita, nella salvezza del mondo. Sa che l'universo intero ha un solo principio di consistenza, di movimento, di fine: Cristo, perché “per mezzo di lui sono state fatte tutte le cose e in lui trovano la loro consistenza” (Col  1,16-18). Cristo è in tal modo il grande “Adunatore” che lavora nell'intimo delle anime e delle cose a tutto santificare, a tutto unire, a tutto consacrare alla gloria di Dio. Il cristiano si impegna volontariamente a questa gigantesca impresa, al suo posto, a suo tempo, con le proprie risorse. Non lavora da solo: collabora... Lavora con coraggio, perché la fatica è dura; con fede, perché il compito è misterioso e senza proporzione con le forze umane; lavora a far crescere l'universo e a far spuntare la nuova creazione attraverso il tra vaglio caotico e doloroso, pieno di speranza e di affanni, travaglio che non è, però, quello di un'agonia, ma di un parto» (J. Mouroux).

Se Domenica scorsa eravamo invitati a misurare la nostra relazione con i beni, oggi la Liturgia ci induce a confrontarci con la storia. E lo fa muovendo il nostro sguardo in direzione del compimento. Non per impaurirci, ma per consolarci. Non per farci almanaccare su date e indizi premonitori, ma per farci vivere bene il presente: con la venuta di Cristo è già eternità, anche se il gioco del tempo continua, con regole nuove.
C’è una consolante certezza che ci viene comunicata nella Liturgia di questa Domenica: il Signore, Crocifisso e Risorto, ritornerà nella gloria. A questo scopo potrebbe essere utile collocare un’icona della risurrezione o del ritorno glorioso del Cristo davanti all’ambone e collocarvi alcuni lumi o una composizione floreale adeguata


Avviso importante
 

Domenica 2 dicembre 2012
“ Giornata della Comunità”
Colle Sant’Alfonso - Napoli San Gregorio Armeno
San Giuseppe Moscati
Ritrovo in chiesa e partenza per le ore 8 - Contributo spesa pullman €. 4,00
pranzo al sacco - prenotarsi ufficio parrocchiale

 


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

Se qualcuno che legge credesse nella profezia della fine del mondo, che dovrebbe avvenire tra poco più di un mese, il vangelo di oggi potrebbe essere un punto a favore. E chi fosse appassionato di film o di romanzi apocalittici, potrebbe trovare in queste pagine una conferma. Eppure il vangelo di Marco è stato scritto quasi duemila anni fa è, nonostante tante prove del mondo e della storia, l’apocalisse come l’intendiamo noi non è ancora arrivata e, state tranquilli, non arriverà nemmeno a dicembre. Potremo serenamente preparare e festeggiare il Natale.
Se per molti “Apocalisse” significa “fine del mondo”, noi sappiamo che in realtà significa “rivelazione”: non la fine di tutto, ma il fine di tutto: andare incontro a Dio.
Gli ebrei usavano spesso questo genere letterario, detto appunto apocalittico, per annunciare, attraverso il linguaggio figurato, che si era prossimi a una grande evento: l’imminente venuta di Dio con l’inaugurazione del suo Regno.
E questo è un evento che la Chiesa continua a proclamare in particolare al termine dell’anno liturgico. Ci viene ricordato che siamo chiamati ad essere sempre in attesa di Colui che è venuto secoli fa e che verrà alla fine dei tempi, ma che anche viene ogni giorno, nella mia vita, nel mio oggi.
La questione quindi si sposta non sul “quando” (perché Dio mi raggiunge in ogni istante) ma sul “come”: come attendere la venuta del Regno? Con un senso di paura o con un senso di speranza?
Se ci si ferma alla drammaticità di certe immagini, sembra che debba prevalere la paura. Ma non sarà sfuggita però un’altra immagine di segno opposto: “Imparate dalla pianta di fico: quando il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, voi sapete che l’estate è vicina”.
Da una parte c’è dunque uno scenario di distruzione, dall’altra la promessa di una vita tenera, fresca e nuova. Paura e speranza si alternano sempre nella vita dell’uomo, anche del credente, tanto da formare una situazione ambigua e irrisolta. Pensiamo a tanti passi della Bibbia in cui c’è l’invito a non temere, a non avere paura. Pensiamo a Pietro, che cammina sulle acque incontro a Gesù, ma poi cede alla paura del vento e delle onde e affonda. E si ritrova quella Mano tesa su di lui, che lo rialza, lo perdona, lo rafforza. Uomo di poca fede, perché hai dubitato? Potremmo ripeterlo oggi per noi: uomini e donne credenti, che pregate e cantate, che vi accostate all’eucaristia, perchè dubitate? Perché continuate a vivere nella paura?
Se il tutto della mia vita è il mio aspetto fisico – quindi se anche ho superato i sessanta anni devo tenermi in forma come un ventenne, senza pensare di tenere giovane l’anima - che sarebbe poi affrontate una malattia, una fragilità, se non perdere tutto? Se il tutto è il mio lavoro, la mia carriera, come faccio i conti con le situazioni che cambiano? In questo caso è come se tutto crollasse: il sole, la luna, le stelle. Tutto.
Ma ci sono persone, grazie a Dio, che osano ancora sperare. Sperare, che non è essere ottimisti. L’ottimismo si basa sul temperamento, sul carattere. La speranza è una virtù teologale che ci traduce con la certezza nella fede. Ci sono persone che vivono di questa certezza. Possono trovarsi in situazioni difficili, ma sanno che il futuro avrà un altro volto. A volte hanno l’impressione che tutto crolli di fronte alle tante crisi che riserva la vita - intellettuali, morali, fisiche, del cuore - eppure, con la forza della speranza, guardano avanti. Attorno ci può essere ancora u paesaggio di desolazione, ma lo sguardo coglie la prima gemma sulla pianta, la foglia tenera sul ramo del fico. È un piccolo segno, ma basta per dire: “L’estate è vicina”. Le persone che sperano sanno che nonostante tutto passi - persino il cielo e la terra - c’è qualcosa che non passa mai: la parola di Dio.
Questa è la speranza-certezza del contadino, la speranza di chi sa che, da che mondo è mondo, non è passata notte cui non sia seguita un’alba, né un inverno cui non faccia seguito la primavera. È ragionevole questa speranza? È ragionevole come è ragionevole la fede, perché la speranza si fonda sulla fede, è un altro volto della fede. Per sperare, certo, bisogna avere conosciuto e incontrato il nostro Dio. Proviamo, attingendo al Salmo di oggi, a ricordare almeno questa espressione: “Nelle tue mani è la mia vita”. È uno stupendo atto di fede. “La mia vita”, e ciascuno potrebbe così completarla: “La mia storia, quello che sono stato, sono e che sarò, la mia famiglia, i miei figli, le persone che ho amato e che mi amano, le mie sofferenze e le mie speranze,  le mie qualità e i miei limiti, tutto è nelle tue mani”. Se possiamo dire: “La mia vita è nelle tue mani”, abbiamo vinto la paura. Il cristiano sa, come ogni uomo, che un giorno il sole si spegnerà. Ma la Luce di Dio risplenderà sempre.

 

 

 


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 19 novembre 2012

  • Incontro Ministri straordinari dell’Eucarestia ore 16.00.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro Animatori missionari delle Parrocchie – zona Cava ore 19:30 Curia

Martedì 20 novembre 2012

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima ( 2 - 3 media e 1 superiore) ore 16.15 – 17.30 centro pastorale

  • Incontro formativo per la Caritas Parrocchiale: “L’attesa del Signore. Fede e opere per nuovi stili di vita” – Cava sede Caritas ore 18:00

  • Caritas Parrocchiale: Corso di taglio e cucito ore 17.30

  • Incontro gruppo Lettori ore 18.00 centro pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro Genitori 3 e 4 elementare ore 20.00 centro pastorale

Mercoledì 21 novembre 2012

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro dei giovani animato dalla Pastorale Giovanile Diocesana ore 20.00 Centro Pastorale

Giovedì 22 novembre 2012

  • Pellegrinaggio Parrocchiale a San Gerardo partenza ore 8.00 rientro nel pomeriggio.

  • Celebrazione delle Lodi ore 8.30

  • Adorazione settimanale 9.00 – 12.00; 17.00 – 19.00.

  • Incontro movimento Pro Sanctitate ore 9.00

  • Tempo per le confessioni ore 17.00 -19.00

  • Adorazione comunitaria ore 19.00, animata dal gruppo Coro Giovani con la presenza della zona della Citola alta.

Venerdì 23 novembre 2012

  • Corso di pasta fatta in casa ore 16.00 Centro Pastorale

  • Incontro catechesi ragazzi 1, 2, 5 elementare e 1 media,16.00 - 17.00

  • Incontro gruppo ministranti ore 17.30

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Gruppo Liturgico ore 20.00 ufficio parrocchiale

  • Prove di Canto gruppo Giovani ore 20.00

  • Pulizia della Chiesa Gruppo Coro dei ragazzi

Sabato 24 novembre 2012

  • Incontro Centro Anziani: “Anni verdi” ore 16.00

  • Consiglio Centro anziani “ani Verdi” ore 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Domenica 25 novembre 2012 - Festa di Cristo Re

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00. Alla Celebrazione delle ore 10.00 sono invitati tutti i bambini, i ragazzi e i genitori.

  • Corso prematrimoniale ore 20.00

 

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