Stampa questa pagina XXIX Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 21.10.2012

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2012 - 2013

 

XXIX Domenica del Tempo Ordinario
21 ottobre 2012 - B - I Sett.

 

LXXXI Giornata Missionaria Mondiale:


«Chiamati a far risplendere la Parola di verità » (Porta fidei, 6)
 


Breve lettera del Parroco

 

Nei tempi passati, quando la pedagogia usava spesso il rigore e non raramente la sferza, si usava nella scuola riservare l’ultimo banco agli scolari poco volonterosi o poco capaci. L’ultimo posto era classificato “il banco degli asini”. Oggi fortunatamente tale prassi è superata, semplicemente improponibile. Nessuno vuole l’ultimo posto, almeno nella vita. Tutti ci diamo da fare, qualcuno anche “lavorando di gomiti” per avanzare, primeggiare, mettersi in mostra. Anche su questo aspetto il Vangelo viaggia in controtendenza.

I valori che mette in luce sono tanti e difficilmente sintetizzabili. Alcuni di essi si comprendono subito e appartengono ai desideri, reconditi o espressi, di ogni persona. Chi non valorizza e non vorrebbe avere la generosità, la verità, l’altruismo, la discrezione e tante altre virtù? Sorprende invero di trovare tra il numero delle qualità richieste al cristiano la disponibilità a servire, disinteressatamente, in pura gratuità. Riesce difficile svolgere un ruolo anche importante, senza voler mettersi in mostra, e, più ancora, senza far pesare la propria autorità. La ricerca dell’ultimo posto stenta a trovare adepti.
Gesù non fa mistero di ciò che l’attende. Egli va liberamente e con piena coscienza incontro al suo destino di morte. Lo illumina però con il bagliore di un dono di amore, un servizio per il bene degli altri. Devono ben capirlo e impararlo i discepoli che vogliono seguirlo sulla strada verso il Regno. Invece di accaparrarsi posti prestigiosi e spadroneggiare sugli altri, possono imparare dal loro Maestro a mettersi al servizio degli altri, perché il servizio è una privilegiata espressione dell’amore (Vangelo).

A partire dal Medioevo, la teologia e la predicazione, presentando l'opera redentiva di Cristo, hanno messo in rilievo soprattutto l'idea di soddisfazione. Ma lungo i secoli e anche in tempi a noi vicini essa è stata mal compresa ed espressa in termini non adeguati che possiamo riassumere come segue: il Padre era stato offeso, l'ordine della giustizia perturbato; ci voleva una pena e questa si abbatté sul Figlio. Così fu ristabilito l'ordine della giustizia. Questo modo di presentare le cose urta fortemente contro la visione di Dio-Amore e contro la sensibilità e la concezione dell'uomo moderno. Tale modo di pensare, infatti, muove da una nozione alquanto unilaterale: è l'idea medievale secondo la quale il delitto e il peccato distruggevano un ordine giuridico. Punizione e pena potevano ristabilirlo. Si tratta, per noi, di ri-esprimere la verità della Redenzione con un altro linguaggio. Per l'uomo d'oggi non è tanto l'ordine che conta, ma la persona. È la persona al centro della sua attenzione, non un ordine giuridico. Non viene offeso un ordine giuridico, ma una persona subisce un torto. Non si ripara con il dolore e con la punizione, ma col chiedere perdono, con le opere e con l'amore. Anche la concezione della Bibbia è orientata verso questa direzione, nonostante la terminologia che può suggerire una concezione di tipo giuridico. La Redenzione recata da Gesù viene considerata prima di tutto non nella sofferenza che egli ha sopportato, per ristabilire un ordine giuridico, ma nella disponibilità al servizio (Vangelo) e nella bontà della sua vita, che riparano  per noi.

La Liturgia odierna mette in luce l’identità del vero discepolo di Cristo: l’essere servo. Discepolo è colui che si fa servo nella concretezza delle situazioni della vita, ad imitazione del Maestro che è venuto a dare la sua vita e si è chinato per lavare i piedi all’umanità. Questo discorso è duro: lo prova l’arrivismo e l’ambizione dei discepoli che discutono tra loro chi è il più grande e ambiscono i primi posti. Ma la Chiesa, per essere fedele al suo fondatore, non ha altra strada da percorrere: quella del servizio e non quella del potere.

Un grande vescovo, quale è stato don Tonino Bello, ha dipinto l’immagine più bella della Chiesa: «La Chiesa del grembiule è il ritratto più bello della Chiesa, quello del servizio. La Chiesa che si piega davanti al mondo, in ginocchio; che diventa povera; povera di potere. Pauper (povero) in latino non si oppone a dives (ricco), si oppone a potens (potente). Perché il grembiule è l’unico paramento sacerdotale registrato nel Vangelo, per la Messa solenne celebrata da Gesù nella notte del Giovedì santo, non parla di casule, né di amitti, né di stole, né di piviali… Parla solo di questo panno rozzo che il Maestro si cinse ai fianchi».


Avvisi Importanti
Mercoledì 24 ottobre 2012
- Inizio novena di Preghiera per i Defunti, Celebrazione Eucaristica ore 6.00

Martedì 31 ottobre 2012 - Pellegrinaggio a piedi al Cimitero
- Ritrovo in Chiesa e partenza per il Cimitero ore 14.30,
- Celebrazione Eucaristica nella cappella centrale del Cimitero in suffragio di tutti i Luciani

Giovedì 01 novembre 2012 - Solennità di tutti i Santi - Giornata della Santità
- Celebrazione Eucaristica Comunitaria ore 10.30 in piazza F. Baldi e inizio delle attività pastorali con la presenza di tutti i gruppi e le responsabili di zona. A seguire pranzo comunitario presso il Centro Pastorale, basta portare un secondo piatto, dare l’adesione all’Ufficio Parrocchiale ogni mattina dalle ore 9.30 - 12.00 (Tina)
 

 

 


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

Oggi la parola di Dio contenuta nelle pagine bibliche che ascoltiamo ci costringe a superare l’idea che spesso può nascere nella nostra coscienza di un Dio “ragioniere”.

Quando sentiamo l’espressione: “quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione” (I lettura), come la intendiamo, di solito? Che vuol dire nella vita cristiana “riparazione”? Forse un po’ ingenuamente, siamo abituati a concepirla come una sorta di breve e facile compensazione: ho sentito una bestemmia, e allora dico un Ave Maria, e così riparo alla bestemmia pronunciata. Ci sono i peccatori? E allora io mi faccio la comunione per loro. Visto che c’è un peccato, e un peccatore, allora io cerco di compensare con un’azione buona, o con una preghiera. Così, alla fin dei conti, lo scontrino finale è di segno positivo. Una visione di questo tipo è stata capace di inventarsi una sorta di algebra divina. Tanto di negativo e tanto di positivo, tanti meno, e tanti più. E Dio alla fine, quando lo troveremo alla cassa, farà il conto finale.

Ma le cose stanno proprio così? Basta questo tipo di concezione per comprendere che cosa sia la riparazione, in senso cristiano? Come per ogni cosa, è a Gesù che dobbiamo guardare. Del resto l’espressione ascoltata oggi, lo sappiamo bene, è contenuta in un testo che è una profezia della vicenda di Cristo, e i cristiani intravedono nella vicenda di quest’uomo misterioso, senza nome, che la fede del profeta chiama “il servo di Jahvé”, quanto molti secoli dopo avverrà al Messia, a Gesù di Nazaret. È guardando a lui che possiamo comprendere che cosa voglia dire “sacrificio di riparazione”. Guardando alla sua passione, ma anche alla sua vita.

E se allora volgiamo lo sguardo a Gesù nel racconto evangelico di oggi, che cosa possiamo imparare sul modo che Gesù aveva di “riparare”? C’è una situazione, segnata da un limite che rischia di rovinare tutto: nella comunità di Gesù c’erano delle forti ambizioni. I due fratelli vogliono fare carriera. E c’erano incomprensioni e lacerazioni provocate da questo atteggiamenti dei due: gli altri si indignano con loro, litigano. Che cosa fa Gesù di fronte a queste due situazioni? Ripara! E cioè: sta con loro, rimane con loro anche se si rende conto che c’è qualcosa che non va, parla, spiega, cerca di far fare loro un cammino perché la loro situazione cambi.

Innanzitutto sta: condivide la loro debolezza, dice la seconda lettura. Per Giacomo e Giovanni la debolezza è la loro ambizione. Gesù non se ne scandalizza, va a raggiungerli lì dove essi sono, non aspetta che essi escano da quella situazione mentale e spirituale sbagliata, pensando che potrà dialogare con loro solo quando ne saranno usciti, ma li raggiunge, e sta con loro. Mantenere la memoria che il Signore è con noi, non ci abbandona, anche mentre stiamo sbagliando, e forse proprio allora più che mai, è davvero una grande consolazione.

Poi Gesù dialoga con loro, cerca attraverso qualche domanda di aiutarli a comprendere che non sanno che cosa stanno dicendo, li aiuta a vivere davanti a Dio quel loro sentimento: lasciate fare a Dio. Evangelizza il loro errore, invitandoli a portare questo pensiero di carriera davanti alla presenza di Dio. Grande è la lezione di Gesù per noi: non dobbiamo aspettare di avere eliminato tutti gli errori per andare verso Dio, ma con i nostri limiti, e anche con i nostri peccati, possiamo e dobbiamo correre davanti a lui!

Infine Gesù, insieme a tutti gli altri nella comunità, prova a mettere in quella situazione un seme diverso: tra voi c’è un altro modo di essere. Parla della logica del servizio. Insomma ripara. E per lui riparare è stare, rimanere, non scappare scandalizzato, non cacciare nessuno, dialogare, provare ad iniziare cammini nuovi.

C’è un’espressione nella I lettura che dice sinteticamente tutto ciò: “si compirà per mezzo suo la volontà del Signore”. La volontà di Dio è ciò che si compie quando si trova una persona, un uomo, una donna, che rimane nelle situazioni problematiche, assumendone anche i limiti, e prova a far iniziare cammini nuovi, nella logica dell’amore e del servizio. Per questo nessuno ha mai fatto la volontà di Dio, il Padre, come Gesù, il Figlio. La perseveranza di Gesù nell’amare tutti e sempre, la sua fedeltà al Padre anche nei momenti difficili, lo ha reso l’uomo della volontà di Dio, colui per mezzo del quale questa volontà di è compiuta definitivamente. Egli ha percorso fino in fondo la strada dell’amore, e così ha riparato il peccato del mondo, stando con i peccatori, rivolgendo loro la Parola, e finalmente indicando una nuova via, aiutandoli a percorrerla insieme a Lui. Da allora, grazie alla volontà di Dio fatta carne, il mondo è riparato.

Non abbiamo bisogno di ragionieri, abbiamo bisogno di riparatori. Che siano capaci di un inarenabile, tenace, inflessibile amore. In ogni situazione della vita, personale e comunitaria.


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 22 ottobre 2012

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro di formazione per tutti gli operatori pastorali, ore 19.300 Centro Pastorale: “La messa festa o teatro?”, riflessione di don Antonio Sorrentino, parroco di San Michele a Mercato San Severino, direttore dell’Ufficio Liturgico dell’Arcidiocesi di Salerno - Acerno - Campagna.

Martedì 23 ottobre 2012

  • Caritas Parrocchiale, corso di taglio e cucito, ore 17.300 centro pastorale.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

Mercoledì 24 ottobre 2012

  • Inizio novena per i Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Preghiera per i defunti ore 19.00

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.30

Giovedì 25 ottobre 2012

  • Novena dei Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 - 12.00; 17.00 - 19.00

  • Tempo per le confessioni ore 10.00 - 12.00; ore 17.00 - 19.00, sarà presente in Chiesa P. Mosè.

  • Adorazione comunitaria con la presenza in chiesa degli abitanti della zona di Via Zarrella, ore 19.00

  • Incontro con i genitori dei Ragazzi della terza e quarta elementare ore 19.30 Centro Pastorale

Venerdì 26 ottobre 2012

  • Novena dei Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Pulizia della Chiesa Gruppo Lettori

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Preghiera per i defunti ore 19.00

  • Incontro per tutti i responsabili dei gruppi parrocchiali ore 20.00

Sabato 27 ottobre 2012

  • Assemblea Centro Anziani ore 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Domenica 28 ottobre 2012

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00, 11.15, 19.00

 

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