Stampa questa pagina XII Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 27.6.2012

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2012 - 2013

 

XII Domenica

24 giugno 2012 - B - IV Sett.
 

«Tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo»
 


Breve lettera del Parroco

 

solennità in onore del Precursore è di origine romana e la sua collocazione nel calendario dipende dalla data del Natale secondo la cronologia del Vangelo che pone l’annunciazione nel sesto mese dal concepimento di Giovanni. L’imperatore Costantino (+ 337) dedicò al Battista il noto battistero romano che in seguito identificherà la cattedrale di Roma dedicata al Salvatore. La solennità si diffuse rapidamente nella Chiesa al punto che ci restano ben undici sermoni di sant’Agostino per questa ricorrenza. Lo stesso Agostino fa notare che la Chiesa celebra soltanto due giorni natalizi secondo la carne: quello di Gesù e quello di Giovanni. Per la stretta relazione del Battista con Cristo e per l’antichità della festa, la riforma liturgica ha voluto conservare la ricorrenza con il grado di solennità, per cui essa prende il sopravvento sulla Domenica del Tempo Ordinario.
Luca racconta, all’inizio del suo Vangelo, come nel tempio, durante il servizio di Zaccaria, si compiano le attese dell’umanità: un grande profeta viene annunciato, colui che porrà decisamente fine al tempo delle profezie per introdurci nella realtà straordinaria di Dio in procinto di visitare il suo popolo.
Giovanni, chiamato dai Sinottici “il Battista”, darà origine ad uno dei tanti movimenti di conversione che a quel tempo irrigavano l’arida terra di Israele, dominata dai Romani; e dai suoi discepoli Cristo stesso attingerà i primi apostoli. Lungo le rive del Giordano, nei luoghi dove l’acqua scorre abbondante, un segno sarà indice di conversione: l’immersione nell’acqua. Ma Colui che si reca da lui per farsi battezzare, a suo tempo, avrà con sé anche lo Spirito di Dio e non chiederà soltanto una conversione austera, ma opererà la conversione della storia: a lui gli esseri umani guarderanno d’ora innanzi, non più al tempio, e al suo servizio; la sua parola ascolteranno, non più la parola di predicatori ispirati da Dio; nel suo corpo d’uomo abiterà la divinità, non più in qualche luogo di pietra. E la storia tornerà a camminare verso il Regno di Dio.
Il nome di Giovanni indica il suo stesso programma di vita. Il significato, “Dio fa grazia”, è già l'annuncio della presenza di Dio che sceglie un uomo per renderlo strumento della sua azione: Giovanni è venuto nel mondo per guidare alla grazia della conversione e, soprattutto, per mostrare che la grazia di Dio si fa persona in Gesù Cristo, che egli riconosce come il Messia atteso e l'Agnello che sarà immolato. La vicenda del nome di Giovanni, che rompe la tradizione familiare ed è fermamente voluto dai genitori contro le pressioni dei parenti, pone ancora in evidenza che questo bambino va oltre i confini della sua famiglia per essere un segno di Dio per l'intero popolo e per tutta la famiglia umana. Egli fa parte di quel progetto più grande che è la storia di salvezza di Israele e dell'umanità intera, per il quale Dio chiama e manda.
Dovremmo riprodurre anche noi l’esperienza di Giovanni: indicare Gesù presente nel mondo, nel deserto delle nostre città. Non siamo noi a salvare il mondo, ma possiamo indicare al mondo dove trovare la salvezza. Con la nostra fede e con la nostra presenza rendiamo visibile oggi la presenza di Gesù: è lui la nostra purificazione, a lui dobbiamo rivolgere il nostro sguardo e a lui convertirci. Non bastano i segni, le parole, i misteri celebrati. Occorre dare la vita per far posto al Signore: come farà Giovanni al termine del suo mandato. La testa mozzata è il segno della sua estrema testimonianza: veramente è diminuito, perché lui crescesse. Ha pagato con la sua vita. E’ scomparso perché comparisse il Salvatore del mondo. E noi riusciremo a far accogliere Cristo, a sconfiggere l’egoismo e la grettezza degli Erodi appollaiati nelle case dei nostri quartieri? A raccogliere attorno all’Eucaristia i nostri vicini e tutti gli abitanti delle nostre regioni per gioire della nascita d’una speranza che ha nome Cristo? Non si chiama più con un nome qualunque come ogni bambino appena nato. Ma si chiama Gesù. E’ lui che vogliamo indicare al mondo. E’ in lui che vogliamo trovare la salvezza in compagnia dei contemporanei. E’ il suo nome che vogliamo incidere sulla tavoletta della nostra esistenza.

 

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Questa Orario SS. MESSE LUGLIO - AGOSTO
Domenica e giorni festivi ore 10.30 - 20.00

 


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

Oggi commemoriamo il martirio di San Giovanni Battista. Il vangelo riporta la descrizione di come Giovanni Battista fu ucciso, senza processo, durante un banchetto, vittima della corruzione e della prepotenza di Erode e della sua corte.

A causa della prigione e dell’assassinio di Giovanni. Erode era un impiegato dell’Impero Romano. Chi comandava in Palestina, fin dal 63 prima di Cristo, era Cesare, l’imperatore di Roma. Insisteva soprattutto su un’amministrazione efficiente che proporzionasse reddito all’Impero e a lui. La preoccupazione di Erode era la sua propria promozione e la sua sicurezza. Per questo, reprimeva qualsiasi tipo di corruzione. A lui piaceva essere chiamato benefattore del popolo, ma in realtà era un tiranno (cf. Lc 22,25). Flavio Giuseppe, uno scrittore di quell’epoca, informa che il motivo della prigione di Giovanni Battista, era la paura che Erode aveva di una sommossa popolare. La denuncia di Giovanni Battista contro la morale depravata di Erode (Mc 6,18), fu la goccia che fece straboccare il bicchiere, e Giovanni fu messo in carcere.

La trama dell’assassinio. Anniversario e banchetto di festa, con danze ed orge. Era un ambiente in cui i potenti del regno si riuniscono e in cui si formavano le alleanze. La festa contava con la presenza « dei grandi della corte, due ufficiali e due persone importanti della Galilea ». E’ questo l’ambiente in cui si trama l’assassinio di Giovanni Battista. Giovanni, il profeta, era una denuncia viva di questo sistema corrotto. Per questo, lui fu eliminato con il pretesto di una vendetta personale. Tutto questo rivela la debolezza morale di Erode. Tanto potere accumulato in mano di un uomo senza controllo di sé! Nell’entusiasmo della festa e del vino, Erode fa un giuramento leggero a una giovane ballerina. Superstizioso come era, pensava che doveva mantenere il giuramento. Per Erode, la vita dei sudditi non valeva nulla. Marco racconta il fatto dell’assassinio di Giovanni così come è, e lascia alle comunità il compito di trarne le conclusioni.

Tra le linee, il vangelo di oggi dà molte informazioni sul tempo in cui Gesù viveva e sul modo in cui era svolto il potere da parte dei potenti dell’epoca. Galilea, la terra di Gesù, fu governata da Erode Antipa, figlio del re Erode, il Grande, dal 4 prima di Cristo fino al 39 dopo Cristo. In tutto, 43 anni! Durante tutto il tempo in cui Gesù visse, non ci fu cambiamento di governo in Galilea! Erode era signore assoluto di tutto, non rendeva conto a nessuno, faceva come gli pareva. Prepotenza, mancanza di etica, potere assoluto, senza controllo da parte della gente!

Erode costruì una nuova capitale, chiamata Tiberiade. Seffori, l’antica capitale, era stata distrutta dai romani in rappresaglia contro una sommossa popolare. Ciò avvenne quando Gesù aveva circa sette anni. Tiberiade, la nuova capitale, fu inaugurata tredici anni dopo, quando Gesù aveva circa 20 anni. Era chiamata così per far piacere a Tiberio, l’imperatore di Roma. Tiberiade era un luogo strano in Galilea. Era lì dove vivevano i re « i grandi della sua corte, gli ufficiali, i notabili della Galilea » (Mc 6,21). Era lì che vivevano i padrone delle terre, i soldati, la polizia, i giudici molte volte insensibili (Lc 18,1-4). Verso di lì erano canalizzate le imposte e il prodotto della gente. Era lì che Erode faceva le sue orge di morte (Mc 6,21-29). Non risulta nei vangeli che Gesù fosse entrato nella città.

Durante quei 43 anni di governo di Erode, si creò una classe di funzionari fedeli al progetto del re: scribi, commercianti, padroni di terre, fiscali del mercato, pubblicani ed esattori, militari, polizia, giudici, promotori, capi locali. La maggior parte di questo personale viveva nella capitale, godendo dei privilegi che Erode offriva, per esempio l’esenzione dalle imposte. Un’altra parte viveva nei villaggi. In ogni villaggio o città c’era un gruppo di persone che appoggiava il governo. Vari scribi e farisei erano legati al sistema e alla politica del governo. Nei vangeli, i farisei appaiono con gli erodiani (Mc 3,6; 8,15; 12,13), e ciò rispecchia l’alleanza esistente tra il potere religioso e il potere civile. La vita della gente nei villaggi della Galilea era molto controllata, sia dal governo che dalla religione. Era necessario molto coraggio per iniziare qualcosa di nuovo, come fecero Giovanni e Gesù! Era lo stesso che attrarre su di sé la rabbia dei privilegiati, sia del potere religioso come del potere civile, sia a livello locale che statale.

Per un confronto personale

- Conosci casi di persone che sono morte vittime della corruzione e del dominio dei potenti? E qui tra di noi, nella nostra comunità e nella Chiesa, ci sono vittime di autoritarismo e di eccesso di potere? Dà un esempio.

- Superstizione, corruzione, viltà, marcavano l’esercizio del potere di Erode. Paragonalo con l’esercizio del potere religioso e civile oggi, sia nei vari livelli sia della società che della Chiesa.
Preghiera finale

In te mi rifugio, Signore, ch’io non resti confuso in eterno.
Liberami, difendimi per la tua giustizia, porgimi ascolto e salvami. (Sal 70)


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 25 giugno 2012

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro Ministri straordinari dell’Eucarestia ore 16.00.

Martedì 26 giugno 2012

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Mercoledì 27 giugno 2012

  • Pomeriggio - Verifica gruppo catechiste partenza ore 17.00 per il Convento dei Padri Cappuccini.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro Caritas Parrocchiale ore 16.00 Centro Pastorale

Giovedì 28 giugno 2012

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Tempo per le confessioni dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Adorazione comunitaria e celebrazione eucaristica ore 19.00

Venerdì 29 giugno 2012

  • Pulizia della chiesa: Gruppo Oratorio

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Sabato 30 giugno 2012

  • Recita S. Rosario ore 18.30

  • Celebrazione Eucaristica per i defunti della sottoscrizione ore 19.00

Domenica 1 luglio 2012

  • Celebrazione delle Lodi mattutine ore 10.00

  • Celebrazione Eucaristica ore 10.30 e 20.00.

 


AVVISO IMPORTANTE

In settimana i membri del Comitato festa in onore di Santa Lucia vi porteranno il programma dei prossimi festeggiamenti. Nonostante il momento di crisi, il programma è volutamente ricco di momenti per stare insieme. Non servono grandi luminarie o grandi nomi della musica ma solo occasioni per vivere momenti di gioia e di fraternità. Siate generosi e non date offerte se non a persone che voi conoscete, perché da sempre vengono nella vostra zona per la festa.

 


Preghiera

Mi metto in ginocchio, o Signore, mentre nel cuore riecheggia la tua parola:
«Fin dal seno materno mi ha chiamato, fin al grembo di mia madre hai pronunziato il mio nome» e penso… penso ancora una volta a questo dono unico e irrepetibile che sono io per gli altri e gli altri, tutti gli altri, per me.
Tu mi hai chiamato alla vita. Tu, pronunziando il mio nome, mi hai reso unico.
Mistero del tuo amore che non ama la ripetitività, che aborre l'abitudinarietà, che crea ognuno diverso dall'altro.
Grazie davvero di cuore, ma ascoltami ancora un momento: per non deludere le tue attese su di me, fammi capire cosa vuoi che io faccia, il compito umile che mi affidi e donami la gioia di non deluderti mai.

 

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