Stampa questa pagina SS. Trinità
 
Pubblicata in data 10.6.2012

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2012 - 2013

 

SS. Trinità - 3 giugno 2012
 

Anno B - I settimana del Salterio

 

«La Trinità delle Persone, l'unità della natura, l'uguaglianza nella maestà divina» 

 


Breve lettera del Parroco

 

Nella professione di fede cristiana riconosciamo che tutto ci viene dal Padre, attraverso Gesù Cristo, nello Spirito Santo. E anche la nostra lode orienta tutto al Padre, per Cristo, nello Spirito. In questo modo professiamo la nostra fede nell'unico Dio, conosciuto e vissuto come “comunione d’Amore”. Attraverso la vita, la parola e l'opera di Gesù noi accogliamo la presenza di Dio che si fa vicino all'umanità quale “comunione d’Amore”: egli si fa conoscere a noi come Sapienza creatrice, come Parola rivelatrice, co­me Amore vitale.

Il termine “Trinità” fu coniato da Tertulliano (160-220 d.C.) per facilitare la comunicazione del concetto che altrimenti richiedeva più parole: “tre” più “unità”, cioè “Trinità”. Sebbene tale parola non compaia mai nella Bibbia, troviamo però il contenuto che va delineandosi progressivamente fino a raggiungere una essenziale chiarezza: un unico Dio in tre persone uguali e distinte, il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo.

Il cammino della Rivelazione è distribuito nel tempo e segue la legge pedagogica dell’insegnamento progressivo. Dapprima Dio chiama il popolo ebraico a percepire l’esistenza di un unico Dio, trascendente, con esigenze morali che prendevano il nome di santità. Con questo popolo stringe un’alleanza che ha, tra l’altro, il compito di salvaguardare l’unicità di Dio in mezzo a popoli politeisti (Prima Lettura). Con il Nuovo Testamento i tempi sono maturi per la rivelazione piena. Sarà Gesù che, convalidando l’idea del monoteismo, fa capire che tale unicità viene dalla comunione di Padre e Figlio e Spirito Santo. Così la Trinità diventa il patrimonio teologico e spirituale dell’uomo che riceve il Battesimo ed entra nella Comunità cristiana (Vangelo). Affermare il dato biblico della Trinità non significa penetrarne il Mistero, che rimane superiore alla nostra intelligenza. Perché allora Dio ci rivela qualcosa che noi non possiamo capire? Perché non si tratta di capire, ma di vivere nella Trinità (Seconda Lettura).

Raggiunta la  vetta, se la giornata è limpida, si guarda tutto il cammino percorso, per misurarne l'ampiezza, per contemplare nel suo insieme l'immenso panorama che prima si  è ammirato nei particolari. È un simbolo di ciò che la solennità della  Santissima Trinità ci chiama a fare,  a  conclusione della  celebrazione  del Mistero e della Redenzione.  Dio è il protagonista della Storia della Salvezza; ma non un Dio astratto, solitario: è il Dio “comunione di Amore”, Padre e Figlio e Spirito Santo.

Da  sempre Dio ci ha scelti, ci ama, ci parla; è vicino a noi, è con noi; egli prosegue il suo piano di salvezza, è fedele e chiede agli uomini fedeltà. Sono i temi, della prima presa di  coscienza che Israele fa della storia della sua salvezza: «Dal giorno in cui Dio creò l'uomo sulla  terra...» (Prima Lettura).  Israele, salvato dalla schiavitù, educato dalla parola di Dio, si è sentito oggetto della sua elezione, ha ricevuto da Dio una legge di saggia convivenza umana e di intimità con lui; ripensando a tutto questo, Israele intuisce che dalle origini la sua storia è  nelle mani di Dio, che Dio vi interviene per salvare il suo popolo e condurlo a una  patria di benessere e di felicità. Questa è anche la nostra storia: dobbiamo prenderne coscienza. Dio si è impegnato per noi, ci ha dato la sua parola, ci mette in mano dei fatti, ci dà garanzia nel suo amore e nella sua elezione, perciò chiede  fiducia e fedeltà, perché  egli stesso mostra fiducia nell'uomo e gli è  fedele. Se vi pensassimo, ci renderemmo conto di tutto questo, sentiremmo che Dio con la sua forza di salvezza si mette alla radice degli avvenimenti, per orientarli al bene, nonostante gli uomini troppo spesso li volgano al male, anzi proprio per questo.


25 agosto - 1 settembre 2012
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Hotel COSTA ELISABETTA, una settimana intera compreso il viaggio e la
pensione completa €. 385,00. Prenotazioni presso l’Ufficio Parrocchiale

 

 


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

Dopo aver percorso le tappe principali della vita di Gesù, dalla nascita, alla vita pubblica, alla passione, morte e resurrezione, fino al ritorno a Padre insieme al quale invia ai suoi discepoli lo Spirito Santo, in questa domenica siamo invitati dalla liturgia della “Santissima Trinità” (per non essere astratti dovremmo meglio dire “trinità di Dio”) a contemplare in un unico sguardo il mistero di quel Dio che la storia di Gesù ci ha fatto conoscere: è un Dio unico, e al tempo stesso è un mistero costituito da tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Proponendoci questa festa dopo aver concluso il tempo pasquale, la liturgia ci ricorda che abbiamo scoperto questo “nome di Dio” grazie alla vita, morte e risurrezione di Gesù, cioè grazie alla sua storia concreta, alle sue parole e gesti, al suo insegnamento che si è tradotto in gesti concreti, fino a quello supremo di donare la sua vita per noi.

Per celebrare bene questa festa non è necessario preoccuparsi di spiegare il fatto “strano” che Dio è uno solo e in Lui esistono tre persone. Questa festa piuttosto ci aiuta a stare vicini al mistero da cui veniamo e verso cui andiamo: il mistero dell’amore che per esistere deve scambiarsi, deve uscire e entrare, deve perdersi per trovarsi. Siamo come coloro che si mettono a parlare dell’aria: la possono studiare, per capirla meglio e rispettarla di più, ma il presupposto perché possano fare ciò è che l’aria esista, perché loro vivono grazie ad essa.

Così è per noi in rapporto alla Trinità di Dio: se ci pensiamo bene, tutto quello che facciamo come cristiani ha a che vedere con la trinità di Dio: il segno della croce, con cui iniziamo e concludiamo ogni nostra preghiera; la benedizione con cui invochiamo su di noi la protezione di Dio; il battesimo che ci introduce nella vita di Dio; il matrimonio con cui benediciamo il patto di vita e di amore tra un uomo e una donna; il gesto ultimo con cui affidiamo alla terra il corpo dei nostri cari defunti. Tutti questi gesti di fede dicono una cosa sola: il nostro desiderio di entrare nel mistero di Dio, di appartenere a lui, di vivere della sua stessa vita, perché sentiamo che dentro questo mistero la nostra vita diventa vera e piena.

È in questa prospettiva che possiamo meditare sulla Parola che la liturgia di questa festa ci propone: non come una “spiegazione” della Trinità di Dio, ma come una strada per entrarvi.

Nella pagina di Deuteronomio Mosè invita il popolo a prendere coscienza della straordinaria novità del Dio che si è fatto conoscere liberandolo dalla schiavitù e facendo con Israele un patto di fedeltà. Ecco: riflettendo e meditando su questa storia concreta di salvezza si giunge a comprendere che solo questo “Signore” merita di essere Dio. È un “Dio unico” nel senso che gli altri dei che i popoli adorano non entrano nella storia in favore dei loro popoli; come dice il salmo, hanno occhi e non vedono, mani e non palpano. La risposta attesa da parte di Israele è l’obbedienza alle leggi, che sono le clausole del patto siglato, e sono condizione per poter vivere bene e a lungo nella terra in cui Israele sta per entrare.

Gesù ha compiuto la promessa di fare entrare il popolo nella terra, non quella fisica di una regione determinata, ma la terra del “Regno di Dio”, che ha annunciato e aperto a tutti. Per questo al momento di tornare al Padre (come dice la pagina conclusiva del Vangelo di Matteo) affida agli apostoli la missione di fare di tutte le nazioni dei discepoli, di incamminarle nella strada della sequela di Gesù, che loro per primi hanno iniziato e non ancora concluso. Un modo per fare ciò, in un certo senso il primo passo, è di battezzare “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Questa espressione trinitaria, che viene dalla matura fede della Chiesa di S. Matteo, significa che il battesimo fa entrare il cristiano nell’ambito di influenza di Dio, che si è fatto conoscere nella storia come Padre, come Figlio e come Spirito, con azioni proprie di ciascuna di queste persone. La missione della Chiesa consiste nel fare entrare tutti gli uomini nell’abbraccio di Dio, sottraendoli all’influenza di altre forze che li fanno allontanare dalla loro vera identità.

Vari anni prima Paolo aveva scritto questa buona notizia ai cristiani di Roma, arrivando al punto centrale della sua opera più organizzata, di cui la liturgia ci propone uno squarcio (Romani 8). Infatti per parlare della trasformazione avvenuta nel cristiano Paolo non può fare a meno di coinvolgere le persone della Trinità. Il cristiano è figlio di Dio, perché è condotto dallo Spirito, la cui missione è renderci capaci di sentire e chiamare Dio con il nome famigliare di “papà”. Per fare questo lo Spirito non deve fare altra cosa se non renderci simili a Gesù, il Figlio amato; questa imitazione ha il suo punto più alto quando soffriamo con Cristo, quando seguire Gesù ci porta ad affrontare nemici interiori e esteriori che ci chiedono il dono totale di noi stessi, come è avvenuto nello scontro tra Gesù e la morte.

Ebbene, percorrendo le pagine della Scrittura ci addentriamo nella storia della salvezza che ci mostra il volto e il cuore delle persone divine. Non siamo più preoccupati di capire come Dio può essere al tempo stesso unico e trino; veniamo invece attratti dal mistero concreto di un Dio che ama il suo popolo uscendo da sé per arrivare fino dove il suo popolo sta, facendosi uomo per sentire ciò che il suo popolo sente: un Dio così quando si dona non si perde, perché donarsi è la ragion d’essere dell’amore.


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 04 giugno 2012

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Confessioni per i Padrini, le famiglie dei giovani che riceveranno la cresima mercoledì 6 giugno. Prove liturgiche per i giovani ore 20.00

Martedì 05 giugno 2012

  • Corso di taglio e cucito ore 15.30 organizzato dalla Caritas Parrocchiale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Mercoledì 06 giugno 2012

  • Ritiro per i bambini che faranno la prima comunione domenica prossima, partenza per il convento dei P. Cappuccini ore 09.00

  • Saggio ginnico dei bambini della scuola materna parrocchiale “R. Baldi” ore 10.30.

  • Corso di preparazione pasta fatta in casa, ore 15.30, centro pastorale.

  • Incontro del Gruppo Lettori ore 18.15 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 19.00, Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo e sacramento della Confermazione per i giovani ore 19.30.

Giovedì 07 giugno 2012

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Tempo per le confessioni dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Incontro Ministranti ore 16.30 Centro Pastorale.

  • Consegna dei vestiti e confessione per le famiglie dei bambini che riceveranno la prima comunione domenica prossima, ore 17.00 - 19.00.

  • Adorazione comunitaria e celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Prove di canto coro dei Ragazzi ore 19.30

  • Prove di canto coro dei Giovani ore 20.30

Venerdì 08 giugno 2012

  • Prove liturgiche ore 17.00 per i bambini che riceveranno la prima comunione domenica.

  • Pulizia della chiesa: Gruppo coro delle sera.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro foraniale con i messaggeri e le Responsabili di zona ore 19.30 centro Pastorale.

  • Commedia presso il teatro “Reginella” O scarfalietto di Eduardo Scarpetta ore 20.00.

Sabato 09 giugno 2012

  • Matrimonio Ruinetti Massimiliano e Lamberti Anna ore 17.00

  • Processione del Corpus Domini a Cava ore 18.00.

  • Recita S. Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Momento conclusivo con i ragazzi del dopo comunione ore 19.30 nel cortile interno della Parrocchia

Domenica 10 giugno 2012 - SS. Corpo e Sangue di Gesù

  • Celebrazione delle Lodi mattutine ore 9.30

  • Celebrazione Eucaristica ore 10.00 (prime comunioni), 11.15 e 19.00.


Giovedì 21 giugno 2012
Pellegrinaggio al Santuario Mariano di Castelpetroso

partenza ore 14.00 da Piazza F. Baldi rientro in serata
prenotarsi presso Il Centro Anziani
 

 

 

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