Stampa questa pagina IV Domenica di Pasqua
 
Pubblicata in data 13.5.2012

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

Gruppo Liturgico

 

Anno Pastorale 2012 - 2013
Quarta Domenica di Pasqua - 6 Maggio 2012

 

Anno B - I Settimana
Amandoci gli uni agli altri di sincero amore, diventiamo primizie di umanità nuova e portiamo frutti di santità e di pace

 

 


Breve lettera del Parroco

 

La Liturgia di queste Domeniche pasquali, pur essendo l’anno in cui leggiamo l’Evangelo secondo Marco, ci propone brani dal Vangelo secondo Giovanni, in particolare dai discorsi di Gesù nella Cena. Sono testi in cui, a più riprese, Gesù si autorivela: «Io sono...». Di per sé questo è il nome indicibile e santo di Dio e, dunque, Gesù sta rivelando la sua realtà divina. Oggi dice: «Io sono la vera vite». L’immagine è ricorrente nella Scrittura dall’Antico al Nuovo Testamento. La vite e la vigna è il popolo di cui Dio si prende cura amorosa e sempre, anche quando essa non corrisponde alle sue premure. Gesù è la vite che porta frutto abbondante e buono; in Lui anche i suoi fratelli, cioè noi, possiamo portare molto frutto a condizione che “rimaniamo in Lui”.

La Chiesa si costruisce a poco a poco; fa progressi, si moltiplica guidata dallo Spirito. Innestata sulla fede nel Cristo risorto la nuova Comunità, quale vite feconda, estende i suoi rami.

Il cristiano, oggi più che mai, è chiamato a «portare “molto frutto”: nella giustizia sociale, perché essa non sia solo lotta per la conquista di un potere, ma potere di rispetto e di amore per ogni creatura, dal bimbo che fiorisce nel grembo della madre, al vecchio che avvizzisce nella carne, all'ombra di un cronicario e nella solitudine; nella promozione umana, dove l'uomo non è solo il protagonista di una storia senza significato che si ripete all'infinito, ma il figlio e il fratello che nella storia trova la sua strada che conduce al cuore del Padre; nella comunione personale e comunitaria con la persona di Gesù  che, se vive nella comunità dei credenti, tuttavia la trascende nella sua pienezza di amore personale.

In questo vivere dinamicamente la fede, non solo è glorificato il Padre, ma quella gloria si riversa sul volto dell'uomo dove i tratti della fatica e del dolore non assumono più i segni di una condanna, ma diventano il preludio della vita» (G. Sacino).

Ogni crescita è sempre accompagnata da tensioni, da squilibri. Questo nel campo fisiologico, in quello sociale, politico, religioso. Le tensioni che oggi attraversa la Chiesa possono rivelarsi feconde e costruttrici a condizione che siano vissute nell'amore, fuori di ogni risentimento, di ogni nuovo integrismo. «Le tensioni attuali diventano illegittime quando si trasformano in settarismo. Lo stesso ardore che i cristiani mettono nella lotta contro tutte le discriminazioni razziali, etniche, ideologiche, nazionali, deve riscontrarsi, per evitarle, nell'ambito del popolo di Dio. Sappiamo, purtroppo, che non è così. L'intolleranza e la scomunica reciproca infieriscono troppo spesso; come infieriscono i rifiuti, pratici o sistematici, di comunione con gli altri fratelli cattolici che non condividono la stessa opzione politica o che non appartengono alla stessa categoria sociale o culturale. Questa reale contraddizione fra il comportamento interno e il comportamento esterno dei cattolici deve essere eliminata, sotto pena di menzogna, di contro-testimonianza e d'inefficacia» (M. Roy). Parliamo molto di pluralismo, ma non abbiamo ancora capito che il pluralismo è più difficile dell'unità monolitica, esige maggiore maturità, maggiore capacità di dialogo, maggior rispetto e amore. Per questo è più fecondo.



Sabato 19 e domenica 20 maggio 2012

Passeggiando per Santa Lucia

Via A. Lamberti - Località Costa

 


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

“In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto” (Gv 15,8a): Dio attende da noi un frutto. In questo sta la sua gloria: nel frutto che noi possiamo e dobbiamo portare. S. Ireneo di Lione lo dice con altre parole: “La gloria di Dio è l’uomo vivente”. Il concetto è lo stesso: un uomo vive, vive veramente, quando la sua vita è feconda di frutti.

Stiamo ancora celebrando il tempo pasquale, che è per eccellenza il tempo della vita, perché Gesù ha vinto la morte e ci ha donato l’accesso alla vita nuova e definitiva, quella vita che più non muore. Le porte della vita adesso sono spalancate per tutti, Gesù è morto ed è risorto per questo: per fare di noi un popolo di “viventi”, perché di questo il Padre si compiace e in questo trova la sua gloria. Ma varcare le porte della vita sta a noi, dipende dalla nostra libera volontà, perché l’“uomo vivente” di cui parla Ireneo è l’uomo che liberamente sceglie e liberamente decide cosa fare di se stesso.

Allora: la nostra vita è davvero viva solo se portiamo frutto, quel frutto che solo dà gloria a Dio, e quel frutto dipende da noi. Il Padre, da esperto vignaiolo, cura la sua vigna con intenso e tenero amore e tutto predispone perché porti frutto. I tralci siamo noi, e ora a noi è chiesto di portare frutto, pena il nostro essere tagliati, il nostro inaridire e seccarsi, fino ad essere bruciati come sterpaglia inutile.

Per non finire così, chiediamoci quale può essere il frutto che dobbiamo portare e come fare a portarlo. Non è un discorso da poco, perché c’è di mezzo la vita eterna, quella vita che inizia fin d’ora e durerà per gli infiniti secoli, quella vita in cui è il segreto della gioia, della pace, della luce… tutto ciò che continuiamo affannosamente a cercare: la Pasqua ce lo ha regalato, la Pentecoste ce lo confermerà, a noi però sta il viverlo.

Quale il frutto?

Ci viene in aiuto S. Giovanni, non solo nel brano della sua prima lettera che oggi è proposto alla nostra meditazione, ma in tutto il suo insegnamento: il frutto è l’amore. E un amore concreto, visibile: non costruito attraverso discorsi, attraverso il risuonare di parole vuote, ma attraverso fatti. Saranno i fatti a garantire la verità del nostro essere tralcio vivo e fecondo, saranno i fatti a rassicurare anche noi stessi, il nostro cuore, e a fugare ogni scrupolo di coscienza.

Il nostro Dio è un Dio concreto, la Pasqua che stiamo celebrando ce lo dimostra con evidenza: Gesù non ci ha amato a parole, ma attraverso il fatto più concreto e certo che si potesse immaginare. Una mistica francescana del XIII secolo, la beata Angela da Foligno, riceve questa parola da Gesù: “Non ti ho amato per scherzo”. Amare nei fatti significa accettare di sacrificarsi per amore, di donare ciò che abbiamo di più prezioso: tempo, energie, beni, doni di grazia e di natura, affetti… tutto mettere a disposizione del fratello, fino al punto di mettere in gioco per lui anche la propria vita.

Come portare frutto?

Anche qui ci viene in aiuto S. Giovanni: “Chi rimane in me e io in Lui, porta molto frutto” (Gv 15,5b). Per portare frutto ci vuole fede, perché questo significa “rimanere”: restare in un’adesione di fede sincera e profonda, ancorati alla persona del Signore Gesù, “vera vite”, da cui sola possiamo ricevere la linfa per vivere. Concretamente: custodire in noi il suo esempio e il suo insegnamento, fare del vangelo la nostra “regola e vita”, come prescrive ai suoi frati Francesco d’Assisi in apertura alla sua Regola. Anche la fede deve essere concreta, come ci ricorda Gesù stesso nel discorso di Cafarnao. Alla folla che chiede: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio”, egli risponde con chiarezza: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato” (cf. Gv 6,28-29).

La fede è dunque un fatto, è l’opera prima, da cui tutte le altre opere scaturiscono. L’amore stesso nasce dalla fede: chi si è trovato ad amare in situazioni difficili, ostili; chi ha dovuto vivere quella parola tanto esigente del vangelo che ci chiede di amare coloro che ci perseguitano, accusano, incolpano, calunniano, di amare insomma i nemici (cf. Mt 5,44), sa bene che non si può amare senza fede. Perché la fede ci attacca stabilmente a Colui che è lo stesso Amore, a Gesù, da cui attingere l’amore da riversare intorno a noi, quell’amore che da noi stessi non saremmo capaci di donare. Davvero senza di Lui non possiamo far nulla (cf. Gv 15,5b).

E le potature? Sono solo un intervento della sapienza del Padre, che vuole che portiamo molto frutto, come si diceva, perché in questo trova la sua gloria; le potature sono un suo dono d’amore. Certo, sono tagli e i tagli fanno male: quando si viene potati si avverte tutto il dramma di una sofferenza. Anche questo è il momento della fede: se viene potato un tralcio sterile, meglio così; se viene potato un tralcio fecondo, è per una vita più piena. Di fatto, il male è solo momentaneo, transitorio, la sensazione di morte è destinata a passare: ogni taglio è per la vita!


AVVISI

Lunedì 7 maggio 2012

  • Visita alle famiglie con benedizione - zona Fiume; Palazzine Via P. Di Domenico ore 15.30 - 18.30

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro di formazione Biblica ore 20:00 Cava – Curia: “Seguire Gesù fino a Gerusalemme” a cura di don Antonio Landi

  • Pellegrinaggio Madonnina di Fatima nelle zone di via Michele Baldi presso la Fam Vitale Aniello ore 20.00 Santo Rosario e celebrazione del Vespro

Martedì 8 maggio 2012 - Supplica alla Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei.

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima ore 16.30 – 18.00

  • Recita del Santo Rosario ore 11.30, supplica alla Madonna di Pompei ore 12.00.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Pellegrinaggio Madonnina di Fatima nelle zone di via Michele Baldi presso la Fam Bisogno Lucia ore 20.00 Santo Rosario e celebrazione del Vespro

Mercoledì 9 maggio 2012

  • Visita alle famiglie con benedizione - zona Fiume; Palazzine Via P. Di Domenico ore 15.30 - 18.30

  • Incontro Caritas Parrocchiale ore 16.00 Centro Pastorale

  • Corso di preparazione pasta fatta in casa, ore 15.30, centro pastorale.

  • Incontro del Gruppo Lettori ore 18.15 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • incontro Catechiste ore 19.30 centro pastorale.

  • Incontro prove di canto gruppo adulti ore 20.00

  • Gruppo liturgico ore 20.30

  • Pellegrinaggio Madonnina di Fatima nelle zone di via Michele Baldi presso la Fam Apicella Concetta ore 20.00 Santo Rosario e celebrazione del Vespro

Giovedì 10 maggio 2012

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Tempo per le confessioni dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Incontro Ministranti ore 16.30 Centro Pastorale.

  • Adorazione comunitaria e celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Prove di canto coro dei Ragazzi ore 19.30

  • Prove di canto coro dei Giovani ore 20.30

  • Pellegrinaggio Madonnina di Fatima nelle zone di via Bagnara presso la Fam Ferrara franco di Antonio ore 20.00 Santo Rosario e celebrazione del Vespro

  • Incontro comitato festa ore 20.00 Centro Pastorale.

Venerdì 11 maggio 2012

  • Visita alle famiglie con benedizione - zona Fiume; Palazzine Via P. Di Domenico ore 15.30 - 18.30

  • Pulizia della Chiesa gruppo: “Ministri straordinari Eucarestia”

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di prima, seconda, quinta elementare e prima media, ore 16.00 - 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Pellegrinaggio Madonnina di Fatima nelle zone di via Michele Baldi presso la Fam Lamberti Giovanni ore 20.00 Santo Rosario e celebrazione del Vespro

Sabato 12 maggio 2012

  • Corso Cresima Adulti ore 16.00 Centro Pastorale

  • Incontro anziani Centro “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Recita S. Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Pellegrinaggio Madonnina di Fatima nelle zone di via Michele Baldi presso la Fam Di Marino - Campo sportivo ore 20.00 Santo Rosario e celebrazione Eucaristica

Domenica 13 maggio 2012 - Festa della mamma.

  • Celebrazione delle Lodi mattutine ore 9.30

  • Celebrazione Eucaristica ore 10.00, 11.15 e 19.00.

  • Festa di auguri per tutte le Mamme, sale teatro Reginella ore 19.30.


Con vera gioia comunico che l’iter per l’approvazione del progetto per costruire la nuova scuola materna parrocchiale, il museo, gli spazi per i ragazzi e i giovani procede. Invito tutti a fare uno sforzo comune e devolvere il 5x1000 alla nostra Parrocchia. Se riusciamo a raccogliere fondi, saranno destinati per i lavori.

Chiedi al tuo commercialista di inserire il codice fiscale della Parrocchia nella prossima dichiarazione dei redditi.

Non ti costa nulla e puoi aiutare la tua Parrocchia

Codice Fiscale 800 24 38 06 53


 

 

 

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