Stampa questa pagina Domenica della Divina Misericordia
 
Pubblicata in data 19.4.2012

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

Gruppo Liturgico

 

Domenica della Divina Misericordia


15 aprile 2012

 

Anno B - II Settimana

 

«Rendere testimonianza della Sua Resurrezione»

 

 


Breve lettera del Parroco

 

Nella storia della Chiesa, la Seconda Domenica di Pasqua è stata chiamata per lungo tempo «in albis depositis» o semplicemente «in albis». Tale denominazione deriva dalla tradizione di far indossare ai neofiti la veste bianca (o alba) durante le riunioni di preghiera o di catechesi della prima settimana dopo il battesimo, avvenuto nella notte di Pasqua; l’ottavo giorno la veste bianca veniva deposta. Cominciavano a crescere, nutriti dalla Parola, coloro che erano nati alla fede nel Battesimo. Così canta l’antifona d’ingresso «Come bambini appena nati, bramate il puro latte spirituale, che vi faccia crescere verso la salvezza» (cfr. 1 Pt 2,2).

«Otto giorni dopo» quella sera di Pasqua in cui aveva alitato il suo soffio vitale sui suoi, radunati nel cenacolo pieni di timore, Gesù risorto si fa nuovamente presente al gruppo dei discepoli e Tommaso è con loro. Queste apparizioni di Gesù, il primo giorno dopo il sabato o l'ottavo giorno della settimana, sono a fondamento della Domenica, Giorno del Signore risorto, che noi celebriamo come “Pasqua settimanale”. Ottavo e primo giorno sono attributi di un tempo che dev'essere considerato oltre questo nostro tempo. È un tempo fuori del tempo, un anticipo dell'eternità o del mondo della risurrezione già cominciato.

L'assemblea eucaristica, Comunità pasquale, continua a condividere di Domenica in Domenica i doni del Risorto e del suo Spirito: si riunisce per celebrare Cristo sempre vivo e presente in mezzo al suo popolo; per “fare Chiesa” attorno a lui; per condividere, “come Chiesa”, l'ascolto della Parola e la mensa del Pane di vita. Tutto questo è, nello stesso tempo, segno e realtà: realtà che stiamo già vivendo; segno di ciò che dobbiamo continuare a diventare. 

L’esperienza dei primi cristiani è indicata come modello per tutte le Comunità cristiane. La fede nel Risorto unisce, supera le distinzioni, crea fraternità e condivisione. Certo, viene tracciato un ideale, il quale si incarna nella storia solo con molte difficoltà e sempre in forme imperfette. Ma questo ideale indica la direzione dì marcia, diventa spinta e stimolo a rialzarsi dopo ogni fallimento della comunione, a superare divisioni, senza perdersi mai d’anima.

Il vangelo di Giovanni racconta due apparizioni del Signore risorto: una la sera stessa del giorno di Pasqua, «il primo dopo il sabato» (= il primo della settimana); l’altra «otto giorni dopo». Il ritmo settimanale delle apparizioni di Gesù, il suo presentarsi con i segni gloriosi della passione in mezzo ai discepoli riuniti, creano un contesto fortemente liturgico. Il giorno delle apparizioni del Signore fu ben presto indicato dai cristiani con un nome nuovo: “Giorno del Signore”; e fin dagli inizi della Chiesa venne considerato come il “segno” settimanale della Pasqua che veniva celebrata dai fedeli riuniti in assemblea. «Secondo la tradizione apostolica,… in questo giorno i fedeli devono riunirsi in assemblea per ascoltare la parola di Dio e partecipare all’Eucaristia, e così far memoria della passione, della risurrezione e della gloria del Signore Gesù e rendere grazie a Dio che li «ha rigenerati nella speranza viva per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti» (1 Pt 1,3). Per questo la Domenica è la festa primordiale che deve essere proposta e inculcata alla pietà dei fedeli» (SC 106).

Il Cero pasquale, segno di Cristo-luce, rimane collocato, ben visibile, presso l’altare ed ornato con i fiori. Il Cero rimanere acceso in tutte le celebrazioni liturgiche del tempo di Pasqua (Eucaristia e altri Sacramenti, Liturgia delle Ore) fino alla Domenica di Pentecoste.


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

Il vangelo di Giovanni racconta due apparizioni del Signore risorto: una la sera stessa del giorno di Pasqua, «il primo dopo il sabato» (= il primo della settimana); l’altra «otto giorni dopo». Il ritmo settimanale delle apparizioni di Gesù, il suo presentarsi con i segni gloriosi della passione in mezzo ai discepoli riuniti, creano un contesto fortemente liturgico. Il giorno delle apparizioni del Signore fu ben presto indicato dai cristiani con un nome nuovo: “Giorno del Signore”; e fin dagli inizi della Chiesa venne considerato come il “segno” settimanale della Pasqua che veniva celebrata dai fedeli riuniti in assemblea. «Secondo la tradizione apostolica,… in questo giorno i fedeli devono riunirsi in assemblea per ascoltare la parola di Dio e partecipare all’Eucaristia, e così far memoria della passione, della risurrezione e della gloria del Signore Gesù e rendere grazie a Dio che li «ha rigenerati nella speranza viva per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti» (1 Pt 1,3). Per questo la Domenica è la festa primordiale che deve essere proposta e inculcata alla pietà dei fedeli» (SC 106).

Gli Atti degli Apostoli presentano l'unità come caratteristica della prima Comunità cristiana dove «la moltitudine... aveva un cuore solo e un'anima sola... e ogni cosa era fra loro comune» (Prima Lettura). È un'immagine, per così dire, idealizzata, teologica, che coglie ed esprime l'essere profondo della Comunità dei credenti; la realtà per la quale aveva pregato Gesù nell'ultima cena: «Che siano tutti una cosa sola... affinché il mondo creda» (Gv 17,21). La realtà esistenziale non trova pieno riscontro in questa immagine. “Se non vedo”

Povero Tommaso! Lungo i secoli è passato come la persona incredula, piena di dubbi, che ha bisogno di conferme per la sua fede, insomma come figura da non seguire. Ma è forse cosi? Mi chiedevo questi giorni: ma in fondo dove ha sbagliato Tommaso? O se volete: ha proprio sbagliato? Certo, dalla risposta di Gesù si può, da una parte capire che qualcosa nell’atteggiamento di Tommaso non era il massimo, ma d’altra parte, quando dice “beati quelli che pur non avendo visto crederanno”, di sicuro non si riferisce agli altri discepoli. E poi non diciamo noi che gli apostoli sono quelle persone che hanno fatto esperienza dal vivo di Gesù risorto? Allora perché etichettare Tommaso quale figura dell’incredulo? E gli altri apostoli? Certo, loro credevano … ma credevano perché lo avevano visto! Pensate a Pietro e Giovanni che, quando la Maddalena annuncia loro che Gesù è risorto, mica credono subito; anzi, vanno alla tomba, vedono e credono. Pensate ai due discepoli sulla via di Emmaus: anche a loro le donne e addirittura “alcuni dei nostri” (= discepoli) era stato detto che Gesù era risorto, ebbene nemmeno loro hanno creduto alle “cose sentite, dette”, finché non lo riconoscono “nello spezzare del pane”. Allora perché pretendere a Tommaso di credere senza vedere? Perché lui dovrebbe fare eccezione? Pertanto, bisogna riconoscere che la fede ha bisogno di conferme, più o meno forti, evidenti.

Siamo sinceri: quante volte anche noi ce la prendiamo con Dio perché la nostra fede è assalita dai dubbi e lui … anziché confermarla (magari facendosi vedere a noi), ci chiede la fede, ci chiede di credere senza vedere. Non è questo troppo? Perché altri lo hanno potuto vedere, e noi no? Ecco allora domande valide: il bisogno di vedere Dio, di fare esperienza della sua presenza è profondissimo, è naturale … è giustificato. Tutto l’Antico Testamento ha come sfondo questo: ricordate il versetto del Salmo: “Mostrami Signore il tuo volto”; Mosè, Elia, Davide ecc: tutti i grandi personaggi di grande fede, tutto hanno invocato Dio per sperimentare la sua presenza, quindi la sua esistenza. E perché per Tommaso no? Perché Tommaso doveva fare quel salto immenso di qualità e credere che qualcuno era risorto senza che lui lo avesse visto di persona?

Tommaso l’incredulo, lo ha chiamato la storia! Io non sarei molto d’accordo e avrei il coraggio di accusare la storia di mancanza di realismo. La vita spirituale – quando è vissuta bene – nel suo ordinario non può non presentare questo grido: “Signore, fatti vedere, fammi sentire la tua presenza, fa che io possa essere saldo nella fede!” Noi siamo persone concrete e le parole si servono, ma non bastano: noi vogliamo vedere l’attuarsi delle parole, vogliamo toccare, vogliamo sperimentare.

Ebbene, è esattamente ciò che Dio vuole fare con gli uomini: vivere in comunione, in interazione … perché Dio è amore, è esperienza. Perciò credo che Dio non accuserà mai nessuno se nel grande amore per il Signore (amore manifestato nel ricercarlo), uno ha dei dubbi su di Lui. Anzi: credo che il dubbio di fede sia un grande segnale del fatto che la nostra fede è viva, dinamica … cerca il vero Dio e non si fa un idea fissa di Dio che presto così diventa un appannaggio di Dio, un idolo. La crescita della/nella fede ha come legge fondamentale la continua ricerca, il rivedere le proprie convinzioni su Dio, sul suo modo di agire e rapportarsi … insomma il dubbio è essenziale della fede. Ovviamente, se crediamo che Dio è il totalmente Altro, l’inafferrabile. Certo, il traguardo del cammino di fede è “credere senza pretesa di vedere”: questo vale qui, sulla terra. Ma pensate che il vero traguardo della fede è…, guarda caso, proprio vedere Dio, fare esperienza di lui nel Paradiso. Allora, viva san Tommaso! viva colui che ha avuto il coraggio di riconoscere anche davanti agli altri di avere bisogno di vedere Gesù, rischiando di passare nella storia come l’incredulo, come il dubbioso, l’incapace di fidarsi di Dio. Ma facendo ciò ci ha fatto un grandissimo servizio: ha provocato Gesù a proclamare beati noi, che non lo abbiamo mai visto in carne e ossa, eppure crediamo in lui. A dire il vero, tra le righe Gesù dice: voi che non mi vedrete così eppure crederete, siete/siate molto più beati di costoro che mi hanno visto! E san Tommaso interceda per noi il dono della fede!

 


AVVISI

Lunedì 16 aprile 2012

  • Visita alle famiglie con benedizione - zona Fiume; Monticello ore 15.30 - 18.30

  • Incontro Ministri straordinari dell’Eucarestia ore 16.00.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.00

Martedì 17 aprile 2012

  • Visita alle famiglie con benedizione - zona Fiume; Monticello ore 15.30 - 18.30

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro con i genitori dei Ragazzi di terza e quarta elementare ore 20.00.

Mercoledì 18 aprile 2012

  • Visita alle famiglie con benedizione - zona Fiume; Monticello ore 15.30 - 18.30

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro del Gruppo Lettori ore 18.15 Centro Pastorale

  • Assemblea delle Caritas Parrocchiali con Mons. Arcivescovo, ore 18.30 Curia – Cava

  • Incontro prove di canto gruppo adulti ore 20.00

  • Gruppo liturgico ore 20.30

Giovedì 19 aprile 2012

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Tempo per le confessioni dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Corso di preparazione pasta fatta in casa, ore 15.30, centro pastorale.

  • Incontro Ministranti ore 17.00 Centro Pastorale.

  • Adorazione comunitaria e celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Prove di canto coro dei Ragazzi ore 19.30

  • Incontro conviviale solo con i partecipanti alla Sacra Rappresentazione della Passione e Morte di Gesù, ore 20.00 centro pastorale.

  • Redazione giornalino Parrocchiale ZOOM ore 20.00 Ufficio Parrocchiale.

  • Prove di canto coro dei Giovani ore 20.30

Venerdì 20 aprile 2012

  • Visita alle famiglie con benedizione - zona Fiume; Monticello ore 15.30 - 18.30

  • Pulizia della Chiesa gruppo: “Lettori”

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di prima, seconda, quinta elementare e prima media, ore 16.00 - 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Sabato 21 aprile 2012

  • Corso Cresima Adulti ore 16.00 Centro Pastorale

  • Incontro anziani Centro “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Recita S. Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Domenica 22 aprile 2012

  • Celebrazione delle Lodi mattutine ore 9.30

  • Celebrazione Eucaristica ore 10.00, 11.15 e 19.00.

  • Cammino in preparazione del matrimonio ore 20.00 centro pastorale.

 

 

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