Stampa questa pagina XXXIV Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 21.11.2011

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2011 - 2012

 

DOMENICA 20 Novembre 2011
XXXIV Domenica del Tempo Ordinario
e ultima dell'Anno Liturgico 2010/2011

 

Anno A - II settimana del Salterio

«Quando il Figlio dell'uovo verrà nella sua gloria..."
 

 


Breve lettera del Parroco

 

L'ultima domenica dell'anno liturgico, la XXXIV del Tempo Ordinario, ci riporta all’inizio e alla fine della nostra fede. Celebriamo, infatti, oggi la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell'Universo. Tutta la liturgia della Parola e la stessa liturgia eucaristica, che costituiscono i due momenti essenziali della Messa, ci fanno gustare la bellezza e l’importanza di questa festività. Il clima di questa bellissima festa del Sovrano dell’universo che chiude l’anno liturgico riempie i nostri cuori di amore verso questo Re che ha talmente amato il mondo da dare la propria vita per tutta l’umanità.

Le letture di oggi riprendono una delle immagini dell’Antico Testamento dove Dio si prende cura del suo popolo che era disperso per la schiavitù egizia e che lui ha radunato proprio come un pastore che raduna il proprio gregge separando pecore da capri. Gesù in questa parabola si attribuisce il titolo di “figlio dell’uomo”. Ciò significa che egli, che si è fatto uomo come noi, riceve dal Padre la gloria divina. Si paragona al pastore che seleziona il suo gregge, selezione che avverrà, dice Gesù, alla fine della storia, quando tornerà glorioso, per condurci tutti con lui separando chi ha accolto le richieste d’aiuto dei propri fratelli e chi le ha rifiutate. Se durante la vita non siamo attenti alle necessità delle persone, egli con le sue parole ci sorprenderà. Gesù alla fine della storia si manifesterà come giudice/pastore che porta con sé le pecore fedeli. L’incontro con Gesù alla fine del mondo sarà festa e gioia se avremo amato non soltanto i nostri cari, ma chiunque abbia bisogno del nostro aiuto, della nostra compagnia, della nostra fraternità. E’ quanto ha fatto Madre Teresa di Calcutta che ha amato Gesù aiutando i più emarginati ed è questa l’unica via che conduce a Dio e alla salvezza eterna, perché Gesù ritiene che quello che facciamo al più piccolo inteso come povero o bisognoso di amore lo facciamo a lui.

 


Domenica 27 novembre 2011

Giornata della Comunità

Colle Sant’Alfonso e Basilica di Santa Lucia in via Caracciolo

Prenotazioni presso l’Ufficio Parrocchiale ogni mattina ore 9.30—12.00

 


 

Riflessione sulla Parola di Dio

 

La solennità che sigilla il mistero di Cristo celebrato nel corso dell’Anno liturgico si focalizza sulla figura del Re-pastore. In verità, quando Pio XI istituì tale solennità (1925) mirava a proporre, nella sequenza dei regnanti terreni (per lo più dittatori), Cristo come unico vero Re, sebbene di differente natura rispetto agli altri (cfr. Gv 18,36). Lo testimonia il prefazio, che, pur precisando l’autentica identità del Regno divino, tuttavia non manca di una certa enfasi, per esaltare la grandezza di tale regalità: «Assoggettate al suo potere tutte le creature, offrì alla tua maestà infinita il regno eterno e universale...».

La chiave pastorale, già presente nella pagina di Ezechiele (Prima Lettura), si connette a una missione di tutt’altra indole: radunare le pecore, andare a cercare quelle perdute, fasciare quella ferita e curare la malata… insomma, un’opera che sarà tipica di Cristo, il quale non farà che adempiere in pienezza la pagina profetica di Ezechiele. Pure il celebre affresco del cosiddetto “giudizio universale”, tratteggiato da Matteo (Vangelo), indirizza altrove la “pretesa” regale, proprio nel momento più elevato di sovranità per un regno, quello del giudizio. Il criterio è posto non in una fedeltà dottrinale, in un assenso totale a un magistero, ma in quello che si è compiuto all’anonimo fratello affamato, assetato, nudo, forestiero... Senza encomi, senza lapidi, senza titoli particolari... Anzi, a fondamento di tale giudizio sta lo stupore degli interessati, riassunto nell’interrogativo: «Signore, quando ti abbiamo visto?». Un interrogativo che trova una risposta ben precisa: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

In altre parole, Cristo continua a regnare nella storia, assumendo il volto di tutti i sofferenti e i bisognosi. Tale paradossale condizione è così riassunta dalla Lumen gentium, relativamente ai laici, cioè a tutti coloro che sono stati innestati in Cristo mediante la chiamata battesimale, divenendo in tal modo dono e impegno nello stesso tempo: «Cristo, che si è fatto obbediente fino alla morte e perciò è stato esaltato dal Padre, è entrato nella gloria del suo regno; a lui sono sottomesse tutte le cose, fino a che egli sottometta al Padre sé stesso e tutte le creature, affinché Dio sia tutto in tutti. Questo potere egli l’ha comunicato ai discepoli, perché anch’essi siano costituiti nella libertà regale e con l’abnegazione di sé e la vita santa vincano in sé stessi il regno del peccato, anzi servendo a Cristo anche negli altri, con umiltà e pazienza conducano i loro fratelli al re, servire al quale è regnare. Il Signore infatti desidera dilatare il suo regno, regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, d’amore e di pace» (n. 36).

Cristo Gesù configurò più volte la sua identità e la sua missione fra gli uomini ricorrendo al modello pastorale. È sufficiente scorrere certe pagine dei vangeli, là dove Gesù di Nazareth si presenta come “pastore”, per giustificare il suo interessamento e la sua ricerca delle persone lontane o marginali rispetto alla comunità sociale e religiosa del suo ambiente palestinese. Si ricordi al riguardo la pagina di Lc 15,1-7: «Si avvicinarono a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano... Allora egli disse loro questa parabola: Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una ...»; altrove, richiamato dal Vangelo secondo Matteo (9,36) e secondo Marco (6,34), si ricorda il fatto che Gesù si “commuove” vedendo la folla che lo cercava e lo seguiva: perché erano come pecore senza pastore. Espressione riassuntiva della preghiera a Dio in favore di Israele, da parte di Mose nel deserto (cfr. Nm 27,15-17). In tempo di protagonismo umano è sempre più difficile accorgersi e ri­conoscere il dinamismo provvidenziale che ha origine dal Signore che si è rivelato vicino, a tal punto da commuoversi per la fragilità e i fallimenti dell’uomo. Ma già prima di Gesù di Nazareth, i profeti svelavano a Israele l’appassionata relazione che il Dio dell’alleanza sinaitica cercava con Israe­le: cfr. Os 11; Ger 31; Ez 34 (Prima Lettura odierna); o ancora, lo stupendo Salmo 22/23 (proposto in questa Liturgia). E il Vangelo, oggi proclamato, ci ricorda che il Signore è pastore della Chiesa, e che il giudizio finale dei popoli rivelerà come egli sia reperibile ogni volta nell’uno o nell’altro dei suoi fratelli più piccoli.

Perché e in che senso Gesù è Re? Perché celebrare il suo essere re? Nel rispondere a Pilato, Gesù fa un’aggiunta che questi non ha chiesto né è in grado di compren­dere: «Io sono Re e per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo, per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce» (cfr. Gv 18,37). Qui Gesù ci spiega perché e in che senso egli è Re! Lui è la Verità di Dio. A volte spieghiamo il senso bi­blico di re con le figure profetiche della Scrittura: Davide, Salomone, Giosia, il Re dei salmi, il Pastore che raduna e dona la vita per il po­polo… Tutto ciò è vero ma, come per ogni profezia, Gesù è il compi­mento anche di queste. Gesù è Re perché è la Verità di Dio: «Chi ha visto me, ha visto il Padre... io sono nel Padre e il Padre è in me» (cfr. Gv 14,9-10). Dio è Re e Signore: egli ha creato tutto, conosce tutto, ha cura di tutte le sue creature, le nutre, le raduna, le conduce, le difende, le ricompra e per tutti e tutto dona la sua propria vita nel Figlio. Non c’è amore più grande. La verità di Dio è l’amore sino al compimento, ecco perché è la croce il trono di questo Re e il luogo della proclama­zione della sua regalità. Quando poi parliamo della regalità di Gesù subito passiamo a dire della regalità del popolo di Dio, della Chiesa e dei singoli battezzati. Che vuol dire per noi, per me, essere re? Se è la partecipazione alla regalità del Capo del Corpo, Gesù, allora ha un senso so­lo: «Amatevi come io ho amato voi» (cfr. Gv 15,12), cioè “siate veri testimoni e sacramento della regalità di Dio nel mondo: date anche voi la vostra vita per Dio e i fra­telli, nella libertà e nell’amore”.

La regalità della Chiesa è dunque la sua carità, quella in cui “fa vedere” la verità di Dio, cioè come Egli è Amore. Nella carità la Chiesa è vera icona del Re, di Dio che si fa vicino ad ogni uomo. Un altro aspetto della regalità di Gesù, della Chiesa e dei singoli cristiani, è la libertà: «La mia vita nessuno me la toglie ma la do io quando voglio» (cfr. Gv 10,18). Il battezzato sceglie di donare sé stesso e in questo modo egli “signoreggia” e “domina” tutte le forze mondane e di peccato. Non è più schiavo ma figlio e perciò libero.

 

 

 


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 21 novembre 2011

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro del Gruppo Liturgico ore 20.30 Ufficio Parrocchiale

Martedì 22 novembre 2011

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima dalle ore 16.00 in poi

  • Corso d taglio e cucito organizzato dalla Caritas Parrocchiale ore 17.30

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro con i genitori dei ragazzi della Terza e Quarta elementare, ore 20.00 Centro Pastorale.

Mercoledì 23 novembre 2011

  • Incontro Caritas Parrocchiale ore 16.00

  • Incontro del Gruppo Lettori ore 18.45 Centro Pastorale

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro Gruppo delle Catechiste ore 19.00 Centro Pastorale

  • Prove di canto coro degli adulti, ore 19.45.

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.30

Giovedì 24 novembre 2011

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • Adorazione silenziosa dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Incontro Pro Sanctitate ore 9.00 Centro Pastorale

  • Tempo per le confessioni delle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione del Vespro ore 19.00

  • Incontro con le Giovani Coppie ore 19.00 Centro Pastorale

  • Incontro con gli uomini presso il Centro Anziani “Anni Verdi” ore 19.00

Venerdì 25 novembre 2011

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di prima, seconda, quinta elementare e prima media, ore 16.00 - 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro per tutti i responsabili dei gruppi parrocchiali ore 19.00 Ufficio Parrocchiale

  • Corso prematrimoniale ore 20.00

  • Pulizia della Chiesa Gruppo: Centro Anziani

Sabato 26 novembre 2011

  • Incontro Centro Anziani “Anni Verdi” ore 16.00

  • Incontro Ministranti ore 17.00 Centro Pastorale.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Domenica 27 novembre 2011 - Prima Domenica d’Avvento - Giornata della Comunità a Colle Sant’Alfonso - Torre del Greco - Presentazione dei Cresimandi alla Comunità Parrocchiale

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.00

  • Celebrazioni Eucaristiche 9.30, 11.00, 19.00


 

Questa notizia è stata letta 1288 volte

Torna indietro