Stampa questa pagina XXX Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 23.10.2011

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2011 - 2012

 

DOMENICA 24 Ottobre 2011- XXX Tempo Ordinario

 

Anno A - II settimana del Salterio

LXXXV Giornata Missionaria Mondiale:
«Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,21)
Ti amo, Signore, mia forza
 

 


Breve lettera del Parroco

 

Bisogna allontanarsi dagli uomini per trovare Dio? E chi ha trovato Dio può ancora ritornare verso gli uomini e vivere con loro, interessarsi di loro e lavorare con loro e per loro? In altre parole, l’amore di Dio e l’amore degli uomini sono compatibili o, al contrario, l’uno esclude l’altro in modo che bisogna assolutamente operare una scelta? Ognuna di queste domande ha ricevuto da Gesù una risposta essenziale: il primo comandamento è di amare Dio, e il secondo, che gli è simile, è di amare gli uomini. Non si può, dunque, pensare che l’entrata di Dio in una coscienza provochi l’esclusione dell’uomo (Vangelo).

«Amerai...». Come ricorda anche papa Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est, questo verbo pone un vero dilemma. Da una parte il termine “amore” oggi è diventato una delle parole più usate e anche abusate (n. 2), alla quale annettiamo accezioni del tutto differenti. Dall’altro, «Dio è amore» esprime la centralità della fede cristiana, che ha accolto il nucleo della fede di Israele e al contempo ha dato a questo nucleo una nuova profondità in Cristo. Il divario tra il linguaggio comune e il linguaggio della fede obbliga il credente a non accontentarsi di generali e ambigue affermazioni sull’amore. E’ fondamentale che egli assuma tale termine nella ricca accezione biblica, scoprendo il cuore di Dio entro le azioni e le parole della Storia della Salvezza. L’amore cristiano ha nell’amore di Dio la propria origine, forza e riferimento, e questo è lontano da ogni retorica sentimentale e mal sopporta generiche esortazioni. Al centro ha, infatti, l’evento sconvolgente della morte di Cristo, sacrificio di perenne valore e totale donazione, croce che dice amore salvifico e di perdono, amore creatore e libero.

 


Avviso Importante

Lunedì 24 ottobre 2011
- Inizio novena di Preghiera per i Defunti, Celebrazione Eucaristica ore 6.00

Martedì 01 Novembre 2011

Solennità di tutti i Santi - Giornata della Santità
- Celebrazione Eucaristica Comunitaria ore 10.30 in piazza F. Baldi e inizio delle attività pastorali con la presenza di tutti i gruppi e le responsabili di zona. A seguire pranzo comunitario presso il Centro Pastorale, basta portare un secondo piatto, dare l’adesione all’Ufficio Parrocchiale ogni mattina dalle ore 9.30—12.00 (Tina)


Per gli operatori pastorali, tutti quelli che fanno parte di qualsiasi gruppo parrocchiale, questa domenica, è l’occasione per una verifica sulla loro unione e comunione che permette di rendere testimonianza in mezzo ai fratelli. Occorre che ognuno lavori su sé stesso, magari con l’aiuto di un direttore spirituale che lo accompagni, senza mai sostituirsi nelle sue scelte e risposte al Signore. Il carattere di ciascuno dev’essere lavorato, limato, sino ad assomigliare davvero a Gesù buon pastore, mite e umile di cuore. Tutto ciò va unito con la preghiera assidua e quotidiana, con la frequenza ai Sacramenti, con la pratica della lectio divina, ad esempio sul Lezionario del giorno, dedicando del tempo alla sana lettura, all’ascolto, alla preghiera.

Una volta un maestro nella Scrittura, parlando a un folto gruppo di operatori di diverse Parrocchie, disse: «Il cristiano deve pregare almeno un’ora e mezza al giorno!». Alcune catechiste, uscendo, commentavano: ma forse lo ha detto per le suore! No, lo aveva detto davvero per tutti! Ma dove e come trovare il tempo in famiglia, con il lavoro e tutti gli altri impegni? E’ tanto necessaria la preghiera che è davvero opportuno trovare degli spazi, magari levandosi prima al mattino, trovando qualche ritaglio di tempo nel pomeriggio o alla sera. Bisogna che ognuno trovi il ritmo e programmi questo impegno come gli altri; la ripetitività, cioè la stessa ora, lo stesso luogo, lo stesso tempo, diventerà respiro indispensabile. Tali momenti servono anche per mettere ordine nella propria vita; si farà fronte a tutti gli impegni e rimarrà del tempo anche per soccorrere i bisognosi.

La preghiera personale garantisce l’efficacia delle stesse azioni liturgiche, ne è come la preparazione e il prolungamento. Essa ha lo scopo di cambiare noi, non tanto di ottenere qualche cosa da Dio. Amiamo e frequentiamo Dio non perché ci deve qualche cosa, ci ha già dato tutto, ma perché è Dio. La preghiera è gratuita e occorre che l’operatore pastorale diventi tutto preghiera, come Gesù. Solo così la nostra vita diventa un culto a Dio reso nello Spirito e nella Verità. La mia vita, la mia esistenza, ciò che sono e ciò che opero, è la mia liturgia che trova la sua sorgente e il suo punto d’arrivo nelle azioni liturgiche, sommamente nell’Eucaristia. Una vita tutta carità è proprio il senso delle parole di Gesù: fate questo in memoria di me, cioè prendete la vostra vita e consumatela nella carità, accompagnandola con la preghiera. Allora saremo tutti donati al Padre e diventeremo quel pane buono offerto per la vita dei fratelli.

Oggi la Chiesa celebra la 85ª Giornata missionaria mondiale. Il tema scelto da Santo Padre Benedetto XVI è: «Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,21).


 

Riflessione sulla Parola di Dio

 

Il codice di leggi dettagliate che nel libro dell’Esodo accompagnava il patto di alleanza tra Dio ed il suo popolo, prescriveva di rispettare e proteggere l’immigrato, la vedova, l’orfano ed il povero. Il motivo fondamentale dei comportamenti che la Bibbia chiede all’uomo è l’imitazione di Dio: come Dio si comporta nei nostri confronti così noi dobbiamo comportarci nei confronti dei fratelli. Tu “non maltratterai lo straniero perché anche tu sei stato straniero in Egitto finché Dio ti ha liberato”. Egualmente quando si prende a pegno il mantello del povero il testo sacro rammenta: “glielo renderai al tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando invocherà da me l'aiuto, io ascolterò il suo grido, perché io sono pietoso”. Coloro che sono legati in alleanza con Dio debbono comportasi come Lui. La legge biblica invita ad imitare Dio, rafforzando la comunione vivente con Lui. L’Alleanza infatti non è un concetto astratto, ma estremamente concreto, significa comunione di vita con Dio e quindi anche comunione di comportamenti e di valori di riferimento.
Con il suo atteggiamento verso i destinatari della lettera Paolo ha tentato di rispecchiare l’amore di Dio. Possano i Tessalonicesi imitarlo a loro volta! Diventino un modello di fede e di amore per tutti quelli che li circondano. Liberati dagli idoli alienanti, volti verso il vero Dio, lavoreranno per l’avvento del Regno, dove sarà loro concesso di vivere per sempre. Questo è il Vangelo, cioè la buona notizia, che Paolo ha annunciato loro.
In questa domenica la parola di Dio ci richiama ciò che è essenziale nella vita. La prima lettura lo riassumeva nell’obbedire alla Legge data da Dio al suo popolo nell’incontro al monte Sinai. Col passare del tempo, però, i comandamenti e le leggi si erano moltiplicati, era sempre più arduo fissare ciò che era essenziale. Nelle scuole rabbiniche si discuteva su quale fosse il comandamento più grande. Ecco che un fariseo, un dottore della legge, vuol coinvolgere Gesù in questa discussione accademica, per metterlo in imbarazzo. Gesù risponde invece con grande sicurezza ed autorità saldando assieme il precetto dell’amore di Dio e quello dell’amore del prossimo. Nella legge di Israele questi due comandamenti erano invece distinti ed accostati con una certa indifferenza a vari altri. Gesù con pochi tratti fa una cosa nuova: isola dalla folla dei precetti questi due comandi divini, li pone al centro dell’attenzione affermando che in realtà costituiscono una cosa sola, un solo comandamento. Anzi arriva a dire che l’unione di questi due comandi costituisce la sintesi e la chiave di lettura di tutta la rivelazione divina: la legge ed i profeti. Nell’unione di questi comandamenti c’è la Parola fondamentale sui valori e sull’agire, che Dio vuol comunicarci.
In questa lettura unificante, non si perde forse il senso della importanza di Dio? Non c’è troppo orizzontalismo nel mettere l’amore del prossimo accanto a quello di Dio? Una risposta molto chiara giunge dalla prima lettera di san Giovanni che riesce a bilanciare magistralmente quanto i due amori siano intimamente legati: “Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”(1Gv 4:20). E più avanti continua: “Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti” (1Gv 5:2).
Spesso si usa l’espressione, che può risultare ambigua, “amare l’altro per amore di Dio”. Essa può nascondere un profondo disprezzo per l’esistenza altrui. “L’altro è così infido che solo per amore di Dio posso stargli accanto!”. Si può invece amare l’altro perché Dio lo ha amato, perché lo si guarda con lo stesso sguardo di Dio. Dio ha donato bellezza nel creare ogni essere umano e conosce la sua opera fin nel profondo, per questo è capace di amare tutti gli esseri che ha fatto. Dio restaura la bellezza deturpata dal peccato, attraverso la redenzione ed il suo costante perdono. Amare è cogliere quest’opera di Dio.
E’ quanto dice con la solita chiarezza e poesia Jean Vanier: «Amare da cristiani è accogliere le persone che hanno sofferto e dire loro attraverso gli occhi, i gesti, la parola: “Sono contento che tu esista”. Perché questa è la Buona Novella: “Sono felice che tu esista”».

 


AVVISI

Lunedì 24 ottobre 2011

  • Inizio novena per i Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Preghiera per i defunti ore 19.00

  • Incontro di formazione Biblica ore 20.00 Cava – Curia: “L’Evangelo delle beatitudini” a cura di don Antonio Landi

Martedì 25 ottobre 2011

  • Novena dei Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Preghiera per i defunti ore 19.00

Mercoledì 26 ottobre 2011

  • Novena dei Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Aspettiamo i Genitori dei ragazzi della 1, 2 e 5 elementare, 1, 2 e 3 media dalle ore 17.00 alle ore 19.00, presso il Centro Pastorale , per l’iscrizione al cammino di Catechesi

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, Preghiera per i defunti ore 18.00

  • Incontro di Formazione: “La Comunità: comune-unione”don Mimmo Spatuzzi ore 19.00

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.30

Giovedì 27 ottobre 2011

  • Novena dei Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Adorazione silenziosa dalle ore 17.00—19.00

  • Tempo per le confessioni ore 17.00 - 19.00, sarà presente in Chiesa P. Mosè.

  • Recita del Santo Rosario ore 17.30, Preghiera per i defunti ore 18.00

  • Incontro di Formazione: “L’importanza dei sacramenti nella vita Cristiana: Eucarestia e Riconciliazione” don Francesco Della Monica, Parroco di S. Maria del Rovo, ore 19.00

Venerdì 28 ottobre 2011

  • Novena dei Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Pulizia della Chiesa Gruppo Movimento Pro Sanctitate

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, Preghiera per i defunti ore 19.00

  • Incontro per tutti i responsabili dei gruppi parrocchiali ore 18.30 partenza per il Convento dei Padri Cappuccini, ceneremo insieme al Convento

Sabato 29 ottobre 2011

  • Novena dei Defunti, celebrazione Eucaristica ore 6.00

  • Incontro Ministranti ore 17.00 Centro Pastorale.

  • Assemblea Centro Anziani ore 17.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Tempo per le confessioni dalle ore 19.00 alle 21.00

  • Serata in allegria, presso il Centro Pastorale, musica e balli di gruppo ore 20.00

Domenica 30 ottobre 2011

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.00

  • Celebrazioni Eucaristiche 9.30, 11.00, 19.00


 

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