Stampa questa pagina XXIX Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 23.10.2011

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2011 - 2012

 

DOMENICA 16 Ottobre 2011- XXIX Tempo Ordinario

 

Anno A - I settimana del Salterio

«Ipocriti, perché volete mettermi alla prova?
Mostratemi la moneta del tributo»
 

 


Breve lettera del Parroco

 

La Liturgia di questa Domenica orienta la Comunità cristiana all’ascolto del Signore in relazione con la storia umana: quale presenza vive in essa? Come interpretare, alla luce della fede cristiana, lo sforzo organizzativo politico in fatto di identità e di integrazione culturale? Quando si è minoranza e in diaspora, dentro grandi strutture sociali e culturali, è inevitabile porsi simili questioni e cercare delle risposte adeguate. Forse non lo è altrettanto per chi, all’in­terno delle grandi strutture, si trova condizionato da una ideologia (o da un leader) che esonera dal cercare una propria strada di autonomia persona­le e di responsabilità! Non fu questa la condizione del mondo ebraico in tutta la sua vicenda secolare di minuscola realtà culturale e civile dell’antico Vicino Oriente, e tanto meno quando esso finì disperso e in servitù lungo i fiumi di Babilonia.

Situazioni di diaspora e minoranza furono anche quelle in cui Gesù di Nazareth progettò la sua Chiesa, inviandola missionaria fra le genti: egli chiese però ai suoi discepoli di essere presenza discreta ma positiva, non “ghetto” e fuori della storia umana. Con il suo parlare simbolico Gesù aveva espressamente impegnato i suoi ad essere «sale della terra e luce del mon­do» (cfr. Mt 5,13-16)!
Diverse e talora divergenti sono le interpretazioni date alla celebre frase-risposta di Gesù a coloro che volevano tendergli una trappola: una frase ad effetto, quasi una “scappatoia” con la quale Gesù risponde senza sbilanciarsi; una risposta ironica, come se Gesù volesse dire: solo quando c’è da pagare le tasse tirate fuori il problema della coscienza; una precisa definizione dei limiti di campo e dei rapporti reciproci fra Stato e Chiesa.

Spesso il brano odierno viene usato per riaffermare e per dare un fondamento biblico, rivelato, alla distinzione e reciproca autonomia tra Chiesa e politica. Molto probabilmente la risposta di Gesù non aveva questa intenzione: sia per il contesto del racconto, che non esigeva un pronunciamento su questo problema; sia per il contesto storico dei suoi tempi, nei quali non si distingueva ancora tra potere politico e religioso. Ma la risposta di Gesù è ugualmente illuminante perché indica una direzione.

La parola di Gesù richiama la nostra riflessione su uno dei problemi più importanti e cruciali dei cristiani oggi. L’uomo moderno ha la profonda convinzione di avere un compito storico da svolgere sulla terra, un compito che è proporzionato alle sue possibilità sempre maggiori e che implica un reale dominio sull’universo. Il fine è questo: la promozione della comunità umana nel seno di una “città” sempre più fraterna. Questa presa di coscienza si accompagna talvolta a una critica amara nei confronti della religione, che viene considerata la responsabile della secolare alienazione degli uomini.

Nella preghiera di oggi deve trovare posto la supplica per i governanti della nostra Nazione e dei popoli del mondo, perché siano promossi il bene, la giustizia, la pace e tutti si adoperino a sconfiggere la fame, la sete e l’ignoranza, per liberare ogni uomo in ogni luogo della terra.

Tutto il mese di ottobre ha una caratterizzazione missionaria e questa Domenica precede la Giornata Missionaria Mondiale. Siamo consapevoli che anche la nostra situazione italiana richiede un annuncio cristiano in stile catecumenale e ciò fa sentire l’importanza della missione nel nostro contesto. Il sostegno alle Chiese nei territori lontani dall’Europa è anzitutto preghiera e attenzione e si sviluppa nella condivisione di ri­sorse economiche. La consapevolezza dello sfruttamento del­le risorse mondiali da parte dei Paesi sviluppati deve far sen­tire il sostegno economico alle attività missionarie non solo come un gesto di benevolenza gratuita, ma come un dovere derivante dalla giustizia per permettere ad ogni essere uma­no di avere i mezzi di sussistenza ed essere riconosciuto nella sua dignità di persona amata dal Signore.

 


Riflessione sulla Parola di Dio

 

Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Leggendo il vangelo di questa domenica le nostre attenzioni si concentrano subito su questa famosissima risposta di Gesù, per cercare di coglierne il suo senso profondo: ma cosa voleva dire Gesù? Divisione tra i beni temporali e quelli spirituali? L’autonomia tra lo Stato laico e la Chiesa? Ecc. ecc. Penso invece che questa frase sia l’apice di tutta una serie di aspetti che non possiamo assolutamente tralasciare per la nostra riflessione. Innanzitutto è importante individuare il contesto di questo episodio: Ci troviamo nel Tempio di Gerusalemme e, dopo aver scacciato i venditori di animali e i cambiamonete, Gesù “subisce” un confronto molto duro con le autorità religiose del tempo: capi dei sacerdoti, anziani del popolo e farisei, e proprio quest’ultimi sono i registi di questa trappola che cercano di tendere a Gesù. A quei tempi la situazione in Palestina era molto infuocata. L’occupazione romana si faceva sempre più opprimente con il continuo aumento delle imposte, provocando così un crescente malcontento della popolazione che spesso sboccava in rappresaglie partigiane contro i romani e chi si era messo dalla loro parte. La situazione quindi era davvero molto delicata, ed esporre apertamente la propria “opinione politica” diveniva molto rischioso. Ed è proprio questo nelle intenzioni dei farisei: mettere in un vicolo cieco Gesù chiedendo l’aiuto agli erodiani (talvolta il male unisce più del bene…) gruppo della dinastia di Erode che si facevano volentieri portavoce di eventuali ostilità contro le autorità romane. Ecco dunque il quadro nel quale si pone la questione a Gesù: “E lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”.

La risposta di Gesù non è rivolta direttamente a chiarire la sua posizione riguardo i romani, l’autonomia del potere politico, ecc. ma a smascherare il comportamento ipocrita dei suoi interlocutori ed emissari. E’ l’ipocrisia dei farisei il primo obiettivo di Gesù con la sua risposta. Gesù non ama fare delle dottrine di pensiero ma ciò che vuole è quello di portare alla verità gli uomini che ha di fronte. Ipocriti! È la durissima risposta di Gesù che inchioda anche noi alla verità della realtà. Il problema non è innanzitutto la condanna del potere economico, politico, spesso corrotto e tiranno, la condanna è come, i farisei e ognuno di noi, si pone dentro questa realtà. Gesù chiede una moneta, segno del potere in vigore, e i suoi avversari ne hanno, e ne vorrebbero avere di più! Guardo al mio portafoglio e anch’io avrei da porgere qualche euro a Gesù se oggi me lo chiedesse. Tutti noi, con più o meno scrupoli, con più o meno attaccamento, impastiamo la nostra vita con il potere economico nel quale viviamo, e certo non ci chiediamo sempre da dove provengono i soldi che abbiamo in tasca.

L’ipocrisia sta tutta qui: evitare di affrontare l’evidenza della realtà! E l’evidenza a cui Gesù ci richiama è che spesso la nostra preoccupazione più grande è soltanto quello di “trasformare tutto in Cesare”, di idealizzare e camuffare anche la nostra fede in una forma di potere che per forza di cose va difeso e imposto, vestito spesso di sentimenti di carità, di solidarietà e di giustizia che non servono altro se non a coprire la più maliziosa delle intenzioni: difendere il nostro interesse, giustificare le nostre porcherie non solo a livello economico ma anche a livello di relazione con gli altri! Difendere la nostra fede con le stesse armi di quelle del potere! O peggio ancora quando rifiutiamo di condannare qualsiasi forma di ingiustizia nel nome del rispetto dell’autonomia della politica e dell’economia.

Andando in libreria mi ha colpito il titolo di un libro che raccoglie alcuni scritti di Don Milani: “A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”. La questione non è capire ciò che dare a Cesare e ciò che dare a Dio, perché se arriviamo a questa domanda significa che abbiamo ridotto la nostra fede ad un potere da contrapporre ad altri, proprio come i farisei. Soltanto il potere infatti ha bisogno di delineare confini, mettere paletti, controllare e difendersi con leggi e precetti. Chiedendo un denaro, Gesù definisce il potere di Cesare delimitato dalla circolazione della propria moneta con la sua immagine sopra, così anche noi cristiani, riconosciamo e stiamo dentro ad un sistema politico economico più o meno giusto, ma la partita più grande si gioca su cosa “rendere a Dio” e qui non abbiamo monete perché Dio in Gesù Cristo ci ha rivelato l’unico suo “potere”: l’amore e la passione per noi, per l’umanità! Questa deve essere la nostra preoccupazione: amare gli altri sapendo vedere in ogni uomo l’immagine di Dio! Guardo a Gesù Cristo: mai un discorso diretto sulla situazione politica del suo tempo, eppure restituisce la libertà di figli di Dio a tutte le persone che incontra; mentre lui viene sottoposto ad un “processo politico” con conseguente condanna in croce. Guardo ancora Gesù, che in ogni situazione ha saputo, senza ipocrisia, guardare alla verità delle cose e scegliere l’unica cosa che conta: l’amore verso l’uomo, restituendogli la sua dignità di figlio di Dio! Se ci preoccupiamo di questo sapremo anche dare a Cesare ciò che si deve dare, anzi sarà lui a cercarci perché ogni forma di potere e tirannia detesta la verità che smaschera l’ipocrisia, odia chi non impugna le sue stesse armi: ricchezza, vanagloria, successo, proponendo l’unica forza che rende l’uomo libero e che non può essere comprata da nessuna moneta di Stato o di Impero: l’amore gratuito che ci ha mostrato Gesù Cristo!


AVVISI

Lunedì 17 ottobre 2011

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Martedì 18 ottobre 2011

  • - Recita del Santo Rosario ore 17.30, celebrazione Eucaristica ore 18.00.

  • - Incontro formativo: “Cristiani non si nasce, ma si diventa” don Giovanni Pisacane, parroco di Sant’Arcangelo , ore 19.00 Centro Pastorale

Mercoledì 19 ottobre 2011

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Giovedì 20 ottobre 2011

  • - Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • - Adorazione silenziosa dalle ore 17.00—19.00

  • - Tempo per le confessioni ore 17.00 - 19.00, sarà presente in Chiesa P. Mosè.

  • - Vespro Comunitario ore 19.00

  • - Veglia Missionaria e mandato ai Catechisti a Cava - Chiesa Con cattedrale ore 19.30

  • - Incontro della redazione del Giornalino Parrocchiale ZOOM ore 20.00 Ufficio Parrocchiale

Venerdì 21 ottobre 2011

  • - Pulizia della Chiesa Gruppo Oratorio

  • - Santo Rosario ore 17.30, celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • - Incontro per le catechiste di 3 e 4 elementare ore 18.00 Centro Pastorale

  • - Incontro formativo: “La chiamata dei primi discepoli” don Mimmo Spatuzzi ore 19.00 Centro Pastorale

Sabato 22 ottobre 2011

  • - Matrimonio Marinaro Egidio e Mannara Angela ore 11.00

  • - Incontro Ministranti ore 17.00 Centro Pastorale.

  • - Incontro diocesano per i Giovani, ore 20.15 Vietri sul Mare - Centro Pastorale, Veglia Eucaristica notturna.

  • - Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Domenica 23 ottobre 2011 - Giornata Missionaria Mondiale

  • - Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.00

  • - Celebrazioni Eucaristiche 9.30, 11.00, 19.00

  • - Incontro formativo per i catechisti ore 16.00 - 18.30 Cava Sant’Adiutore.


 

PREGHIERA

Gesù, non è proprio possibile

travisare la tua parola senza pena:                                                           

è troppo chiara, netta e decisa

per poter essere annacquata.         

Ai discepoli e a me tu chiedi        

un rapporto nitido con l’autorità, 

ci obblighi a riconoscere

quanto lo Stato in cui siamo ci dà,

ci chiedi di fare la nostra parte

per contribuire al bene di tutti

senza scappatoie o sotterfugi,

senza pretesti o addurre scopi

più o meno buoni o degni,

Donaci un rapporto serio con Dio.

Spogliaci di tutto, Signore Gesù,

e rivestici del tuo Amore! 

 

 

Raccolto per la carestia nel Corno d’Africa la somma di €. 400,00

consegnate alla Caritas Diocesana

 

 

 

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