Stampa questa pagina Solennità della Pentecoste
 
Pubblicata in data 12.6.2011

Comunità in Cammino …

Foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.
Cava de’ Tirreni (Sa) Arcidiocesi di Amalfi - Cava de' Tirreni

 

Anno Pastorale 2010 - 2011
 

Domenica 12 giugno 2011

 

Pentecoste

 

 

IV Del Salterio
 

 


Breve lettera del Parroco

 

Promesso da Gesù, lo Spirito Santo viene donato come guida e anima della Chiesa e della vita dei cristiani. Lo Spirito di Gesù apre i cuori all’accoglienza del suo messaggio, aiuta a fare nostro lo stile di Gesù e a renderlo trasparente con uno stile di vita corrispondente. Lo Spirito Santo stimola la Chiesa ad aprire le sue porte a tutti, ad abbandonare sentimenti di paura per annunciare al mondo il progetto di Dio sull’umanità. La Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, può essere anche oggi anima della storia, non nel senso di un esercizio di potere, ma quale mediatrice della pace messianica, la pace annunciata dai profeti e promessa da Gesù: una umanizzazione della terra, una riconciliazione tra i popoli, un’armonia con il creato, fino a che Dio sia tutto in tutto.

La Pentecoste segna il punto di arrivo della Pasqua. Risurrezione, Ascensione e Pentecoste sono i tre momenti di un unico evento salvifico che oggi si celebra nel compimento del Mistero pasquale. La Chiesa per la sua missione e ogni cristiano per la propria esistenza ricevono vigore grazie al dono dello Spirito: il Paraclito, l’avvocato, colui che guida i credenti alla scoperta della verità. E’ il maestro interiore che insegna, fa ricordare, testimonia, convince il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio, guida alla verità tutta intera e annuncia le cose future, glorifica il Cristo.

Durante il tempo pasquale la Liturgia ci ha fatto meditare sulla presenza del Risorto nella Chiesa, sul dono dello Spirito, sulla Chiesa in quanto segno e annuncio della vita nuova nata dalla Pasqua del Signore. In questa solennità di Pentecoste, la Prima Lettura (Atti) e il Vangelo di Giovanni, pur narrando lo stesso evento con procedimenti letterari e prospettiva teologica diversi, presentano la nuova realtà della Chiesa, frutto della risurrezione e del dono dello Spirito.

Presento brevemente una delle realtà, poco visibile, nell’ambito della vita Parrocchiale, in quanto non fa “niente di apparente”, non organizza corsi, gite, feste ecc… ma promuove una cosa importantissima la preghiera. Questa domenica parliamo dell’ Apostolato della Preghiera.

L' Apostolato della Preghiera (AdP) è un servizio alla Chiesa diffuso in tutto il mondo, compatibile con tutti i tipi di associazioni e movimenti, che propone la spiritualità del Cuore di Gesù per aiutare tutti i membri della Chiesa a vivere pienamente il Battesimo e l'Eucaristia nello spirito del sacerdozio comune dei fedeli.

L’AdP è una catena di preghiera ininterrotta che nel mistero della Comunione dei Santi, rende i suoi aderenti “sacerdoti laici” nella scia del Concilio Vaticano 2°, mentre l’offerta quotidiana agganciata al Sacrificio Eucaristico rende addirittura corredentori con Gesù.

E’ presente nella nostra parrocchia da alcuni anni. Per appartenere a questo gruppo l’ impegno è minimo richiesto è di vivere la dimensione apostolica della preghiera ed il culto dell’amore di Gesù, ma in forma associativa può essere un servizio di apostolato (animatori, diffusione dei foglietti mensili, contatti regolari fra gli iscritti e con il promotore regionale e annualmente nazionale ecc.) Gli impegni si riassumono in 3 tappe progressive : Offerta quotidiana, Consacrazione, Riparazione.

C’è anche il corrispettivo giovanile MEG ( Movimento Eucaristico Giovanile), non presente in parrocchia, di cui si auspica prossimamente l’introduzione, perché permetterebbe di avviare le nuove generazioni alla riconoscenza per l’immenso sacrificio di Gesù, ad una migliore comprensione Eucaristica ed alla disponibilità verso il prossimo nello spirito di impetrazione e riparazione.

Inoltre, attraverso l'invito a pregare e a riflettere mensilmente sulle intenzioni del Papa e dei Vescovi, offre un collegamento tra la vita spirituale di ciascuno e la realtà delle “gioie e delle speranze, delle tristezze e delle angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono...” (GS, 1).

Attraverso l'intensa attività degli animatori alla diffusione capillare dei Biglietti Mensili, l’AdP rappresenta uno strumento valido per la Nuova Evangelizzazione e per il rinnovamento profondo delle parrocchie secondo le prospettive del Concilio Vaticano II. Il bigliettino mensile può esse3re richiesto alla responsabile del gruppo la Signora Lina Medolla.


Riflessione sulla Parola di Dio

Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Eccoci ad una nuova Pentecoste, “alta” come la Pasqua di quest’anno. Già c’è aria di estate ormai vicina; sono chiuse le scuole, qualcuno già parte, e le nostre comunità si apprestano a vivere le esperienze di questo periodo, tra centri estivi, campi scuola e pellegrinaggi. Cambiano le attività, ma per la Chiesa, grazie a Dio, non esistono periodi “morti”. C’è una vitalità che affonda le radici nella festa di oggi…

Sono passate sette settimane dalla Pasqua. Nella “memoria” matematica il risultato della moltiplicazione di un numero per se stesso è uno dei ricordi più semplici. Nella “memoria” biblica il 7 moltiplicato per 7 dà una “pienezza” per una “pienezza” e al 49 si aggiunge 1, una nuova domenica, un compimento che dà il numero giubilare di “50”.

Sì, per iniziare a capire la Pentecoste bisogna “dare i numeri”. Gli apostoli da nove giorni sperimentavano un vuoto da riempire. Pur consapevoli della forza della Pasqua e della bellezza dell’incontro con il Risorto, la sua ascesa al cielo li aveva lasciati un po’ spiazzati. Erano nel cenacolo, con Maria, l’unica garante di cosa significa essere ricolmati di grazia, in attesa di una pienezza.

Anche noi oggi riviviamo quell’evento. Anche noi ci mettiamo in attesa di una rinnovata Pentecoste, consapevoli che non c’è Pasqua che non trovi pienezza nella Pentecoste. Se non “diamo i numeri”, facendo follie per il Signore, come hanno fatto gli apostoli (di cui sospettavano fossero addirittura ubriachi alle 9 del mattino) e come hanno fatto i santi, non possiamo dirci veri testimoni del Risorto.

Pentecoste significa apertura di porte: per fare entrare il vento dello Spirito; per uscire a testimoniare il vangelo al mondo. Pentecoste vuol dire vincere le nostre chiusure, le nostre paure, entrando così nella dinamica stessa dello Spirito Santo che è un “far respirare” l’Amore.

È quello che era già avvenuto, secondo l’evangelista Giovanni, nella sera stessa di Pasqua: Gesù si presenta al centro della sua comunità. Egli è il crocifisso risorto. Le mani e il costato sono segni evidenti della sua morte in croce. Quel costato era stato aperto, diventando la fonte del sangue e dell’acqua, segni sacramentali di salvezza. Dalla croce Gesù aveva già dato lo Spirito. ora, di nuovo, egli soffia il suo alito di vita. Con questo gesto, la sera di Pasqua, in questa “pentecoste giovannea” Gesù inaugura una nuova creazione. Infatti il richiamo è alla prima creazione, quando Dio alita sull’uomo plasmato con la polvere del suolo (Cfr. Gn 2,7). Come allora, ora c’è nuovamente un soffio vitale, di cui i discepoli sono i primi protagonisti : essi ora vivono già da risorti, comunicando alla forza prorompente della resurrezione. Un altro richiamo biblico è la visione che ha Ezechiele delle ossa aride che riprendono vita grazie al soffio dello Spirito di Dio. (cfr. Ez 37,9). I discepoli, afflitti per Gesù morto, riprendono vita dalla visione del Risorto.

Ora non temono più nulla, pur consapevoli che dovranno ricevere in modo potente lo Spirito dall’alto, per essere ulteriormente rafforzati in vista della testimonianza.

Nella Pentecoste gli apostoli si aprono alla forza dello Spirito che è Signore e dà la vita: comprendono cosa significhi entrare nella relazione stessa del Padre e del Figlio, un Io e un Tu che sfocia nel “Noi” di Dio che rende anche i credenti, pur così diversi, un “Noi”: una comunità, la Chiesa.

Così si è espresso Papa Benedetto: In Gesù Cristo Dio stesso si è fatto uomo e ci ha concesso, per così dire, di gettare uno sguardo nell'intimità di Dio stesso. E lì, vediamo una cosa del tutto inaspettata: in Dio esiste un Io e un Tu. Il Dio misterioso e lontano non è un'infinita solitudine, Egli è un evento di amore. Se dallo sguardo sulla creazione pensiamo di poter intravedere lo Spirito Creatore, Dio stesso… adesso veniamo a sapere: lo Spirito Creatore ha un cuore. Egli è Amore. Esiste il Figlio che parla col Padre. Ed ambedue sono una cosa sola nello Spirito che è, per così dire, l'atmosfera del donare e dell'amare che fa di loro un unico Dio. Questa unità di amore, che è Dio, è un'unità molto più sublime di quanto potrebbe essere l'unità di un'ultima particella indivisibile. Proprio il Dio trino è il solo unico Dio.

L’apostolo Paolo parlando ai Corinzi lo conferma: alla radice di tutto e di tutte le diversità c’è lo Spirito Santo che si manifesta dando a ciascuno un dono particolare per l’utilità comune. Lo Spirito quindi è artefice di unità e di comunione, mai di divisione. “Tutti ci siamo abbeverati ad un solo Spirito”: le vie dove scorre l’acqua sono diverse, ma unica è la fonte.

Respirare e far respirare l’Amore, entrare nell’atmosfera del donare: questo è il frutto della Pentecoste. Il miracolo delle lingue diverse con cui parlano e si fanno capire gli Apostoli è infatti il miracolo quotidiano di chi vive la pienezza dell’Amore. Per chi ama non esistono stranieri, lontani, nemici. Quando si annuncia l’amore tutti comprendono. Tutti sono chiamati a far parte di questo “Noi” della Chiesa nel “Noi” di Dio.

Abbiamo iniziato dando i numeri, concludiamo dando colore. La Pentecoste dona alla liturgia il rosso. È il segno dello Spirito, fuoco d’amore. È segno della vitalità del sangue e dell’effusione dello sangue nella passione di Cristo e nel martirio di innumerevoli testimoni.

Oggi la Chiesa, alle soglie dell’estate, si vuole ricolorare di fuoco, attingendolo al Sole dell’amore: è questo il “surriscaldamento” che non temiamo, anzi, di cui abbiamo bisogno. Siamo chiamati di nuovo a dare il sangue per il Signore e per il mondo. Affidiamoci di nuovo a Lui, perché con il suo Spirito d’Amore possa, attraverso di noi, infiammare la terra.


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 13 giugno 2011 - Sant'Antonio da Padova

  • Recita del Santo Rosario ore 19.00

  • Celebrazione Eucaristica nella Cappella di Sant’Antonio in località Sant’Antonio ore 19.30.

Martedì 14 giugno 2011

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Mercoledì 15 giugno 2011

  • Saggio d’inglese degli alunni della Scuola Materna Parrocchiale “R. Baldi” ore 10.30 Centro Pastorale.

  • Incontro Caritas Parrocchiale ore 16.00 Centro Pastorale.

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro gruppo lettori ore 18.45 Centro Pastorale

Giovedì 16 giugno 2011

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30. - Adorazione 9.00 – 12.00; 17.00 – 19.00.

  • Ritiro di Prima Comunione per i ragazzi che faranno la prima comunione domenica 19 giugno, partenza ore 9.00 per il Convento dei Padri Cappuccini a Cava, rientro per le 17.00.

  • Tempo per le confessioni per le famiglie delle Prime Comunioni, ore 17.00 -19.00, sarà presente in chiesa P. Mosè.

Venerdì 17 giugno 2011

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • La Caritas Parrocchiale organizza un corso rivolto alle ragazze per insegnare loro a tagliare, cucire e confezionare un vestito, ore 16.00 Centro Pastorale.

  • Santo Rosario ore 18.30, - Celebrazione del Vespro ore 19.00

  • Pulizia della Chiesa, gruppo: Oratorio

Sabato 18 giugno 2011

  • Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Domenica 19 giugno 2011 - SS. Trinità

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.00

  • Celebrazioni Eucaristiche 9.30, 10.30 (Prime Comunioni), 19.00

  • Sarà presente in Parrocchia l’Associazione “Progetto Famiglia” per raccogliere fondi per sostenere progetti in Burkina Faso.


 

 

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