Stampa questa pagina VII Domenica di Pasqua
 
Pubblicata in data 7.6.2011

Comunità in Cammino …

Foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.
Cava de’ Tirreni (Sa) Arcidiocesi di Amalfi - Cava de' Tirreni

 

Anno Pastorale 2010 - 2011
 

Domenica 5 giugno 2011

 

SETTIMA DOMENICA DI PASQUA - Anno A

III Del Salterio

 


Breve lettera del Parroco

 

La solennità dell’Ascensione, che oggi celebriamo, è come l’ultima e più grande manifestazione di Gesù Risorto, fondamento della nostra fede. Non si tratta di pensare a un Gesù che solcando verticalmente lo spazio, scompare in Dio, ma di affermare la presenza definitiva di Gesù nel mondo di Dio.

La presenza di Gesù significa che il Figlio di Maria, Colui che gli Apostoli e le folle di Palestina avevano visto, toccato, amato, contestato, crocifisso, sepolto, proprio quell’uomo, con la sua natura umana, è in Dio ed è Dio.

San Luca ci ha lasciato due racconti dell’Ascensione, che presentano lo stesso avvenimento in una luce diversa: nel Vangelo il racconto costituisce quasi una dossologia: il finale glorioso della vita pubblica di Gesù; negli Atti, l’Ascensione è vista come il punto di partenza dell’espansione missionaria della Chiesa (questa è pure la prospettiva degli altri due sinottici: Mt 28 e Mc 16).

L’insieme delle letture invita ad andare al di là dell’avvenimento dell’Ascensione descritto in termini spazio-temporali: l’elevazione al cielo del Signore risorto, a “quaranta giorni” dopo la Pasqua, sono solo un modo per indicare la conclusione di una fase della Storia della Salvezza e l’inizio di un’altra. Quel Gesù con il quale i discepoli hanno “mangiato e bevuto” continua la sua permanenza invisibile nella Chiesa. Essa è chiamata a continuare la missione e la predicazione di Cristo e riceve il compito di annunciare il Regno e rendere testimonianza al Signore. Per questo gli angeli, dopo l’Ascensione del Risorto, invitano gli apostoli a non attardarsi a guardare il cielo: l’avvenimento a cui hanno assistito non coinvolge solamente loro; al contrario, da esso prende il via un dinamismo universale, salvifico e missionario che sarà animato dallo Spirito Santo (cfr. Prima Lettura, v. 5). Per la forza di questo Spirito, il Cristo glorificato e costituito Signore universale (cfr. Seconda Lettura), capo del Corpo-Chiesa e del Corpo-umanità, attira a sé tutte le sue membra perché accedano, con lui e per lui, alla vita presso il Padre. Anzi, egli stesso anima questi uomini nella loro ricerca di libertà, di dignità, di giustizia, di responsabilità; il loro desiderio di “essere di più”, la loro volontà di costruire un mondo più giusto e più unito. Così, la Comunità dei credenti, consapevole di aver ricevuto un potere divino, piena di slancio missionario e di gioia pasquale, diventa nel mondo testimone della nuova realtà di vita realizzata in Cristo Signore.

Anche se in maniera sintetica, cerco oggi di presentare il gruppo catechistico.

Il Catechista è un cristiano testimone e partecipe del mistero dell'Amore di Dio, che vive e sente la gioia di comunicarlo agli altri con umiltà e gioia.

Il catechista ha avuto,con il Battesimo il dono gratuitamente della fede e si impegna di accoglierla comprenderla e tenere sempre viva, in una ricerca senza fine. La testimonianza della propria vita è elemento essenziale nel momento in cui, si deve instaurare una relazione comunicativa con i ragazzi. Non solo le parole del catechista, ma ogni sua azione, ogni suo gesto, anche il più inavvertito, comunica un messaggio ai ragazzi, è importante la relazione educativa che si riesce a instaurare, perché è il tramite della loro sintonizzazione con Dio.

Il catechista è chiamato, a far incontrare i ragazzi con una persona vivente, Gesù Cristo, per condurli alla comunione con Lui. Lo scopo definitivo della catechesi è di mettere qualcuno non solo in contatto, ma in comunione, in intimità con Gesù Cristo. Non basta però che il catechista sia in buona relazione con i ragazzi con la sua azione deve curare che essi siano in un rapporto di amicizia, di comunione e di condivisione fra di loro, che cioè facciano gruppo, e facendo gruppo impariamo a fare esperienza di Chiesa. Perché la fede la riceviamo da Dio attraverso la Chiesa e la viviamo nella Chiesa. Ogni suo atto deve perciò essere orientato a promuovere una profonda interazione fra i suoi ragazzi e la comunità, in modo che essi imparino a vivere in essa.

La catechesi dunque in nessun modo può essere ridotta a pura trasmissione di informazioni. Viene osi decisamente superato il modello educativo di azione catechistica come dimensione scolastica del puro insegnare, per aprirsi a un modello che tende ad aiutare, cioè a rendere significativa la fede per la propria vita e dunque a prendere posizione dando la propria risposta.

Nell'educare alla fede i nostri ragazzi ci è di modello Gesù: egli educò i discepoli alla fede con infinita pazienza amorosa. Insegnò loro a conoscere il Padre , ad amarlo , a contemplarlo e a celebrarlo vivendo da fratelli secondo la legge dell'amore. Lì mando in missione e infuse il loro la passione per la diffusione del Regno di Dio nel cuore di tutti gli uomini. Essere catechista è riuscire a trasmettere gratuitamente con la gioia nel cuore il valore più grande della vita l'amore , è buttare quel piccolo seme su un terreno che forse non subito , ma a suo tempo darà sicuramente i suoi buoni frutti . Lo sguardo fisso di Gesù aiuterà ogni catechista nella sua missione di educatore della fede, oggi particolarmente difficile.


Riflessione sulla Parola di Dio

Oggi la Parola ci chiama ad un cammino di luce e di gloria, per farci “comprendere a quale speranza” siamo stati chiamati, siamo anzi continuamente chiamati, in quel ripetersi incessante del dinamismo pasquale nella nostra vita di credenti. Oggi la Parola ci indica con chiarezza “il tesoro di gloria” che ci attende come eredità, ben più prezioso di tutti i beni terreni che quotidianamente scorrono sotto i nostri occhi. Oggi la Parola ci dimostra “la straordinaria grandezza della potenza” di Gesù verso di noi, quella potenza tante volte da noi invocata in aiuto alla nostra debolezza.

Tutto questo ci viene consegnato nel momento in cui Gesù si sottrae alla nostra vista. Il mistero di luce che gli apostoli stavano celebrando attraverso le ripetute apparizioni del Risorto viene oggi avvolto da una nube. E Gesù li lascia.

Gli apostoli gli hanno appena rivolto una domanda, quella domanda che continua ad abitare la loro mente, che nemmeno l’esperienza sconvolgente della Pasqua è riuscita a cancellare: “Ma allora, Gesù, quando verrà il tuo regno? Siamo finalmente arrivati al momento tanto atteso in cui regnerai da re su Israele?”. Ancora cercano un re… Ormai dovrebbe essere chiaro per loro che il vero re di Israele è un Re crocifisso, che il suo trono è la Croce, suo scettro le ferite nelle mani, nei piedi e nel costato, suo diadema la corona di spine. Dovrebbe essere chiaro che così Gesù vince e regna, che nella debolezza della sua umanità si rivela tutto lo splendore della gloria della sua divinità.

Ma essi, ancora “stolti e lenti di cuore” (Lc 24,25), faticano a capire. Manca ancora un tassello perché il mistero sia svelato nella sua pienezza.

Gesù consegna loro un mandato: “Riceverete forza dallo Spirito Santo, e mi sarete testimoni fino ai confini della terra”. Alla loro domanda risponde con una consegna: “Non cercate di capire… andate, siate miei testimoni”. Detto questo, li lascia. E svela così l’ultimo tassello del disegno. Come se dicesse: “Ora tocca a voi”.

Ora tocca a noi. Abbiamo partecipato ai momenti drammatici della consegna di Gesù, della sua straziante passione. Abbiamo contemplato stupefatti e pieni di gioia il suo Corpo glorioso venirci incontro il mattino di Pasqua. Abbiamo mangiato e bevuto con Lui, alla mensa del suo Corpo e del suo Sangue, lungo tutto il cammino di questo tempo pasquale. Gesù è stato sempre con noi. Ci è stato sottratto solo nei tre giorni in cui ha riposato nel sepolcro – ma anche allora c’era, era sceso a raggiungerci nella desolazione dei nostri inferi, là dove nessuno può entrare se non Lui, e da cui solo Lui è potuto tornare, per ridonarci la gioia della sua presenza. Dopo questa esperienza così ricca della sua umanità, ci chiede ora un passo ulteriore: “Ora tocca te, e io resto nella misura in cui tu saprai rendermi visibile ai fratelli, saprai farti trasparenza di me”.

Come potremmo altrimenti spiegare la promessa di Gesù: “Ecco, sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”? Promessa che ci regala mentre ci lascia… Giustamente gli apostoli restano a fissare il cielo: cercano il compimento di una promessa. Ci vuole l’invito degli angeli per correggere lo sguardo: proprio loro, abitatori dei cieli altissimi, richiamano gli apostoli alla verità di ciò che sta accadendo: “Non state a guardare il cielo. Gesù tornerà allo stesso modo in cui se ne è andato”. L’hanno visto salire al cielo avvolto da una nube. Ora devono cercarlo attraverso la nube della propria umanità, perché Gesù è vivo in loro e attraverso di loro.

Gesù è vivo in noi e attraverso di noi. Cerca da noi la disponibilità a farci capacità di Lui, perché il mistero della sua Incarnazione abbia pieno compimento. Riceveremo forza dallo Spirito Santo, che tra poco verrà a fecondare di luce la Chiesa, la nostra vita, ognuno di noi. Ma oggi ci viene chiesta la disponibilità del cuore, della mente, di tutta la nostra persona, a dare compimento al mistero.
Vogliamo seguire il nostro Re, sapendo che è un Re crocifisso? Vogliamo combattere con Lui la “buona battaglia” (1Tim 1,18) del vangelo? Accettiamo di accogliere il suo mandato e di essergli testimoni, sapendo che questo significa ripercorrere la sua via di croce e di gloria, o meglio, di quella gloria che è la croce?

Se sì, se accettiamo la sua proposta… allora sì, si schiuderanno per noi i cieli, e potremo contemplare il “tesoro di gloria” promesso e sperimentare “la grandezza della sua potenza verso di noi”. Allora la nostra umanità si spalancherà ad accogliere nel vuoto di sé, quel vuoto che solo una vita veramente evangelica è capace di ottenere, il dono dello Spirito. Allora sarà davvero piena la Pasqua, allora gusteremo quella gioia piena che è riservata ai suoi santi, quell’unica gioia che nessuno potrà mai toglierci (cf. Gv16,23).

 


AVVISI PARROCCHIALI

Lunedì 6 giugno 2011

  • Incontro ministri straordinari dell’Eucarestia ore 16.00

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Martedì 7 giugno 2011

  • Saggio degli alunni della Scuola dell’Infanzia Parrocchiale “R. Baldi” ore 10.30 sala Teatro Reginella

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Mercoledì 8 giugno 2011

  • Recita del Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro gruppo lettori ore 18.45 Centro Pastorale

Giovedì 9 giugno 2011

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30. - Adorazione 9.00 – 12.00; 17.00 – 19.00.

  • Incontro del movimento Pro Sanctitate ore 9.00

  • Adorazione Eucaristica animata dal Gruppo dell’Apostolato della Preghiera ore 10.00

  • Tempo per le confessioni ore 17.00 -19.00 sarà presente in chiesa P. Mosè.

  • Incontro con gli uomini presso il Centro Anziani ore 19.00.

Venerdì 10 giugno 2011

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30

  • La Caritas Parrocchiale organizza un corso rivolto alle ragazze per insegnare loro a tagliare, cucire e confezionare un vestito, ore 16.00 Centro Pastorale.

  • Santo Rosario ore 18.30, - Celebrazione del Vespro ore 19.00

  • Saggio finale degli alunni della Scuola dell’Infanzia Parrocchiale “R. Baldi” ore 19.00 sala Teatro Reginella

  • Pulizia della Chiesa, gruppo: Oratorio

Sabato 11 giugno 2011

  • Incontro del Centro Anziani “Anni Verdi” ore 16.00

  • Celebrazione del Sacramento della prima Confessione per i ragazzi della terza elementare, ore 17.00 Chiesa

  • Catechismo per i ragazzi di terza, quarta, quinta elementare ore 16.30.

  • Santo Rosario ore 18.30, celebrazione Eucaristica ore 19.00.

  • Veglia diocesana di Pentecoste e mandato ai giovani per la GMG, ore 21.00 piazza Duomo Cava

Domenica 12 giugno 2011

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.00

  • Celebrazioni Eucaristiche 9.30, 11.00, 19.00


 

Domenica 26 giugno 2011 - Non Mancate

Dopo il grande successo avuto in Vaticano arriva nell’area Meeting del Santuario

di Pompei il Musical “Maria di Nazaret” Una storia che continua.

Partenza da Santa Lucia in pullman  ore 18.00. Costo spettacolo e pullman € 20.00.

Per iscrizioni e prenotazioni rivolgersi presso l’ufficio parrocchiale

 

Grazie a chi ha contribuito o contribuirà a sostenere le attività

della nostra Comunità Parrocchiale destinandole il 5Xmille del tasse pagate allo Stato. Questo gesto non ti costa nulla, basta dire al tuo Commercialista o al CAF di riferimento di scrivere il Codice Fiscale della Parrocchia 80024380653 nell’apposito riquadro

 

 

 

 

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