Stampa questa pagina V Domenica di Quaresima
 
Pubblicata in data 10.4.2011

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni


Anno Pastorale 2010 - 2011

 

DOMENICA 10 aprile 2011 - V di Quaresima

 

Ciclo A - I settimana del Salterio

 

 


 

Tema della settimana:“Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me vivrà in eterno

Segno: Il giorno del Battesimo i nostri genitori hanno professato la loro fede a nostro nome, impegnandosi a coltivarla in loro e a trasmetterla a noi.

 

Il “segno” di Lazzaro, amico di Gesù, richiamato alla vita, che sta al centro della Liturgia di questa Domenica, ci stimola a guardare oltre l’orizzonte terreno: la vita che Gesù dona non è solo la vita fisica, ma la vita di Dio. E il comando di Gesù, alla fine del racconto, è un invito a collaborare alla sua opera di liberazione dell’uomo dalle forme di morte che gli impediscono la speranza. È un invito a testimoniare con gesti concreti l’impegno per la vita. Coloro che credono nella risurrezione hanno il compito di aiutare l’umanità a vivere, a diventare responsabili della propria e dell’altrui vita, proprio come gratitudine per aver conosciuto il Dio che vince la morte.

I temi delle precedenti Domeniche convergono in felice sintesi nell’odierna celebrazione: Gesù, sorgente dell’acqua viva (III Dom.) e della luce (IV Dom.), è Colui che conferisce la vita a chi crede in Lui. Le tre letture sottolineano la medesima realtà: solo la forza dello Spirito fa rifiorire la speranza, scioglie i legami della morte e restituisce la vita in pienezza. L’uomo è radicalmente impotente di fronte alla forza della morte. Sintomatico è il lamento degli esiliati a Babilonia: «Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è finita» (Ez 37,11). Ma Dio rassicura il suo popolo: questi “conoscerà” il Signore, farà cioè esperienza diretta della sua potenza vivificante (cfr. Prima Lettura), che rigenera a nuova vita.

Il termine “vita” è un termine chiave del vangelo secondo Giovanni, tanto da costituirne un tema dominante. Cristo è la Vita: chi accoglie la sua Parola e aderisce alla sua Persona è in grado di spezzare il dominio della morte. Gesù lo sottolinea nella risurrezione di Lazzaro, segno profetico della sua risurrezione. I diversi attori della scena (Marta e Maria, i discepoli, i presenti) sono condotti da Gesù a compiere il passo della fede, a riconoscere nella sua opera la rivelazione del Dio vivente. Chi ha questa fede possiede già quella vita che si manifesterà in pienezza nella risurrezione finale. Nell’attesa di essere sempre più inseriti come membra vive nel Cristo (cfr. oraz. dopo la com.), i fedeli invocano il «Dio e Signore della vita (che)... con i suoi sacramenti... fa passare dalla morte alla vita» (Prefazio).

Nell’ambito dell’itinerario catecumenale, la Comunità cristiana vede nella risurrezione di Lazzaro il segno profetico del mistero che si attua nel Battesimo. Nella celebrazione, infatti, la Chiesa si rivolge al catecumeno come fa col cristiano caduto nel peccato: «Lazzaro, vieni fuori»; Cristo e la Chiesa dicono: «Scioglietelo e lasciatelo andare»; le bende del peccato cadono alla voce della Chiesa che prega con Cristo davanti all’uomo peccatore, e la sua preghiera lo rende alla vita, immergendolo nelle acque battesimali.

La risurrezione di Lazzaro è ancora segno della realizzazione della nuova creazione e della nuova alleanza promessa da Ezechiele: Gesù freme davanti alla prima creazione, piombata nel disordine, nella morte e nella dissoluzione; la sua passione, morte e risurrezione ad opera dello Spirito, lo proclamerà Signore della morte e della vita. La lettura pasquale del Vangelo di oggi è profetica e attuale per noi che misticamente rinasciamo nello Spirito di Cristo e perciò siamo chiamati a vivere secondo lo Spirito una esistenza nuova: morti al peccato, vivi per Dio (Seconda Lettura).

I battezzati, radicati in Cristo “Vita nel mondo”, devono farsi promotori di vita. Con le loro scelte positive contribuiscono, nell’immenso cantiere umano, a spingere la storia verso cieli nuovi e terre nuove. Se la nostra civiltà sembra un’accelerazione verso la decadenza e la dissoluzione, la speranza cristiana afferma la possibilità di un mondo nuovo perché la potenza di Dio si è rivelata vincitrice in Cristo. L’Eucaristia, che è celebrazione di una Vita fatta dono, diventa forza di risurrezione se il cristiano ne assimila i contenuti: farsi, come Cristo, pane spezzato per la vita del mondo.

La Caritas Parrocchiale propone per questa quinta settimana di portare prodotti vari per la tavola dei poveri collocata nel fondo della Chiesa.


 

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In ascolto della Parola

Una domenica di queste, nell’intervallo tra la messa nella chiesa parrocchiale e la messa in una cappella rurale, sono passato a fare una preghiera nella casa di una famiglia conosciuta, in cui il giorno prima era morto un giovane di 30 anni, che si era spostato da poco e che era coordinatore del gruppo dei giovani della sua comunità. Cosa potevo dire ai famigliari che piangevano il loro figlio e sposo? Nulla, se non testimoniare con la presenza la nostra comunione e la fede nel Signore che è più forte della morte.

Durante questa quaresima mi è capitato di vivere varie situazioni di questo genere, nel mio servizio pastorale in parrocchia. Ogni volta mi trovo di fronte a un mistero che mi supera, e di fronte a tanti volti che chiedono spiegazioni e soprattutto consolazione. Ma chi non si è trovato di fronte a situazioni così? Tocchiamo da vicino – in questi momenti – il mistero della vita, che riempiamo di tante cure, preoccupazioni, progetti, ma di cui non possiamo programmare l’origine né la fine (e per questo sentiamo che va oltre la nostra capacità di comprenderla, rimane un mistero).

Il cammino della quaresima, che ci prepara a celebrare ogni anno la Pasqua di Gesù, ci fa entrare oggi in una casa come quella che ho visitato quella domenica: Lazzaro era morto e le sorelle piangevano consolate dai famigliari e amici. Gesù era tra gli amici di quella famiglia (probabilmente quando si recava nella capitale dormiva da loro). Era stato avvisato della malattia grave dell’amico Lazzaro, ma – stando fuori dalla Giudea - non si era messo in cammino subito; aveva invece commentato che la malattia dell’amico non era per la morte ma per la gloria di Dio, ma cosa potevano significare quelle parole per i suoi discepoli e per noi, che sappiamo che una malattia grave non può terminare se non con la morte? Anche quando le spiega, dicendo che Lazzaro dorme e Gesù va a svegliarlo, i discepoli fanno difficoltà a capirlo.

Arrivando a Betania Gesù non entra subito nel villaggio: le sue sorelle gli vanno incontro, per accoglierlo e per esprimere il loro dolore. Questi incontri non ritardano l’incontro di Gesù con Lazzaro, come se avesse difficoltà ad affrontare il problema della morte, ma ci permettono di sentire tutta l’umanità delle sorelle e anche di Gesù, che si commuove vedendole piangere. Al tempo stesso però il dialogo di Gesù con le sorelle ci prepara per il momento in cui Gesù si reca al sepolcro. Gesù annuncia a Marta che suo fratello risusciterà, non solo nell’ultimo giorno, come credeva la fede giudaica, ma in quel preciso momento, per la presenza di Gesù. Qui Egli si presenta come la resurrezione e la vita, e promette che chi crede in lui, pur passando per la morte, vivrà. È l’affermazione più forte di tutto il racconto: è una promessa che chiede fede. Insieme a Marta ognuno di noi che accoglie questa parola è chiamato a rispondere. Senza la risposta della fede potremo anche seguire Gesù che si reca al sepolcro e che chiama di nuovo in vita il suo amico Lazzaro, ma questo non cambierà nulla in noi, come quel giorno non ha cambiato nulla in alcuni dei presenti. È con la stessa fede di Marta e Maria, una fede ancora fragile ma in cammino, che seguiamo Gesù fino al sepolcro e lo sentiamo ringraziare il Padre per averlo ascoltato e ordinare al morto di uscire. E infine vediamo Lazzaro ritornare alla vita.

Nel vangelo di Giovanni come nel cammino di quaresima siamo ad una svolta: la risurrezione di Lazzaro è per l’evangelista l’ultimo segno compiuto da Gesù, quello che provoca la decisione della sua morte e anticipa il mistero della sua risurrezione. Nel cammino catecumenale della quaresima, dopo le tentazioni e la trasfigurazione, che manifestano l’umanità obbediente di Gesù e la sua divinità nascosta, dopo la samaritana e il cieco nato, che ci presentano i simboli battesimali dell’acqua e della luce, ecco ora il segno di Lazzaro, che ci presenta Gesù come risurrezione e vita, e ci introduce nella settimana santa. Chi crede in Gesù come Messia, Signore della vita, può attraversare la morte senza rimanerne prigioniero, può accompagnare Gesù nella sua passione, confidando come Lui nella potenza del Padre.

La fede nella risurrezione di certo riguarda la sorte dei nostri cari dopo la morte fisica; ma riguarda anche la vita di ciascuno di noi ora, durante la nostra vita in questo mondo. Le prime due letture della liturgia di oggi ce lo confermano e ce lo spiegano. Ezechiele annuncia la risurrezione del popolo che stava in esilio, paragonando questa situazione alla morte e annunciando il ritorno alla terra della promessa. Paolo, scrivendo ai Romani, ci ricorda che chi vive secondo la carne è come morto, mentre chi vive sotto il potere delle Spirito possiede una fonte di vita che produce i suoi effetti di vita già da ora, portandoci a compiere le opere della luce, dand o vita piena al nostro corpo che è mortale a causa del peccato. Vincendo il peccato Gesù ha vinto la morte e ci ha aperto il cammino per la vita in pienezza, che inizia già in questo mondo e continua in Dio.

Un Parroco


AVVISI

Lunedì 11 aprile 2011

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00 e 20.00

Martedì 12 aprile 2011

  • Celebrazione della Parola ore 19.00

  • Incontro di catechismo per i ragazzi della Cresima

  • Incontro per realizzare la Via Crucis, ore 20.30 nella sala teatro “Reginella”

Mercoledì 13 aprile 2011

  • Incontro don le Responsabili di zona ore 17.00 Centro Pstorale

  • Incontro del gruppo Lettori ore 18.45

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro della Famiglie accompagnate dalla Caritas Parrocchiale ore 20.00

Giovedì 14 aprile 2011

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30. Esposizione SS. Sacramento e tempo per l’adorazione silenziosa fino alle ore 12.00. Tempo adorazione

  • Adorazione personale e tempo per le confessioni ore 17.00 – 19.00

  • Incontro con le famiglie della zona di via P. Lamberti e Aspruniata alle ore 17.00 per organizzare la prossima edizione di “Passeggiando per Santa Lucia”, presso il cortile di Mariarosa Vitale.

Venerdì 15 aprile 2011 - Giornata digiuno astinenza

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di prima, seconda elementare ore 16.00 - 17.00.

  • Via Crucis in chiesa ore 17.00 e nella varie zone secondo orario stabilito

  • Pulizia della Chiesa gruppo: Gruppo Lettori

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Sabato 16 aprile 2011

  • Incontro Centro Anziani: “Anni Verdi” ore 16.00

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di prima confessione e prima comunione ore 16.00 - 17.30.

  • Incontro Ministranti ore 17.00

  • Cammino di approfondimento della fede, ore 17.00 centro pastorale.

  • “Forza ragazzi la vita è bella” animazione con tanto divertimento per ragazzi dai 10 ai 14 anni presso il Centro Pastorale

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Serata conviviale con i ragazzi e le famiglie del gruppo sportivo presso il Centro Pastorale, ore 20.00

Domenica 17 aprile 2011 - Domenica delle Palme

  • Recita delle Lodi mattutine ore 8.30

  • Benedizione delle Palme ore 9.00 in via F. Rispoli

  • Celebrazioni Eucaristiche 9.30, 11.00, 19.00

  • Celebrazione del Vespro ore 18.30

  • Cammino in preparazione al matrimonio ore 20.00 centro pastorale.

  • Celebrazione della Compieta ore 20.30

 

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