Stampa questa pagina II Domenica di Avvento
 
Pubblicata in data 9.12.2010

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2010 - 2011

 

DOMENICA 5 dicembre 2010 - II Domenica di Avvento

 

Anno A - II settimana del Salterio


«Raddrizzate vostri sentieri» 

 


Breve lettera del Parroco

 

Nella Seconda Domenica di Avvento la Liturgia ci propone, quale modello di attesa e di preparazione alla venuta del Signore, la figura di Giovanni il Battista. Giovanni invita a esprimere, attraverso il segno del battesimo, la decisione di conversione che deve caratterizzare il tempo nuovo. Per il cristiano, nel ricordo del proprio Battesimo, proprio la scelta di credere rappresenta questa decisa svolta. Noi, dunque, invochiamo da Dio la forza per ri-orientare la nostra vita verso di Lui.
Il Signore viene continuamente in mezzo a noi. Egli può alimentare la nostra speranza di salvezza, di vita riuscita. Lo possiamo rifiutare o accogliere. Lo si accoglie nella sua Parola e nei fratelli che ci pone accanto, soprattutto in quelli che più interpellano, nella loro miseria, la nostra volontà buona. Diventare cristiani è il nostro compito, vale a dire aprirci alla salvezza che Cristo ci dona.
Dio viene, portatore e operatore di salvezza per tutti. Il messaggio che accompagna la sua venuta parla di pace e di riconciliazione. Simbolica è quella presentata da Isaia (Prima Lettura) tra nemici “naturali” che lottano per la sopravvivenza; reale e simbolica nello stesso tempo quella presentata dall’apostolo (Seconda Lettura) tra nemici “culturali” che si oppongono per diversa religione. La riconciliazione, avvenuta nelle Comunità cristiane, tra credenti che provenivano dall’ebraismo e dal paganesimo, è sempre soggetta alla provvisorietà, all’equilibrio instabile: esiste nel presente, ma si affida per il domani alla speranza. Essa è, tuttavia, il segno di un mondo riconciliato in Cristo, dove non contano i privilegi di razza («siamo figli di Abramo»: Vangelo) e tutto ciò che separa, ma conta, invece, l’unica cosa che unisce: la fede nel Cristo Salvatore.
La salvezza significa, dunque, rompere tutte le barriere, uscire da sé per incontrare gli altri, aprirsi alla rivelazione reciproca, perdonarsi e amarsi come persone, come figli di Dio. Così ha agito con noi il Signore Gesù, rispettando le attese e le possibilità di dialogo di ciascuno: nel passato, accostandosi agli Ebrei come realizzatore della “fedeltà” di Dio e ai pagani come portatore di un amore gratuito; oggi, e sempre, suscitando in ciascuno (persona, popolo, generazione...) una risposta originale che diventi poi ricchezza comune. Non è, quindi, un’utopia sperare in un’umanità riconciliata, nonostante le attuali guerre e divisioni, nonostante gli squilibri e le discriminazioni, perché la salvezza definitiva è opera del Signore che viene e che verrà, e chiede ai suoi amici di collaborare perché il suo progetto divenga sempre più realtà effettiva. Questo significa accettare il messaggio del Battista, che oggi è quello della Chiesa e dei suoi vescovi, degli uomini più lucidi e impegnati che sono i profeti del nostro tempo, e produrre frutti di penitenza e di conversione. Il giudizio che ci attende lo prepariamo con le nostre mani.
Accettarsi reciprocamente è un invito che ci viene rivolto dalla Chiesa. La coesistenza dei cristiani di origine giudaica e di quelli di origine pagana non è sempre stata facile nelle Comunità primitive. Conosciamo le riserve che avevano i primi verso i secondi e le divisioni suscitate. Ma le parole di Paolo valgono anche per le Comunità oggi. Il cristiano tende spesso a considerare la sua appartenenza al popolo di Dio come un privilegio che lo separa dagli altri, una specie di marchio di qualità; molti cristiani sono inseriti in gruppi o istituzioni di ordine sociale, politico, economico, culturale... con notevoli possibilità di operare per un superamento di blocchi ideologici o di qualunque divisione. L’Eucaristia offre ai cristiani l’occasione di provare il loro universalismo e di rifiutare una separazione fra i deboli e i forti, poiché a questa mensa il Signore si offre per tutti. E' il “vincolo dell’unione”: unione con i fratelli, unione con Dio in Cristo.


Riflettiamo sulla Parola di Dio

 

In questi giorni i giornali e le tv di tutto il mondo stanno rivelando la grande fuga di notizie, pubblicata da Wikileaks: rapporti di ambasciate varie e di funzionari dei servizi segreti descrivono i “nemici” nelle loro abitudini, dossier riservati espongono i pericoli nei rapporti tra stati e disegnano scenari di conflitti, in cui è molto importante cercare di conoscere in anticipo l’altro per neutralizzarlo, per difendersi da lui, per impedirgli di nuocere.
Così funziona la diplomazia: dietro i sorrisi ufficiali esiste tutto un mondo di sospetti e di tecniche che hanno come scopo la prevenzione, la difesa dall’altro.
Le letture di questa seconda Domenica di Avvento sembrano disegnare, invece, in contrasto con ciò che sta accadendo oggi attorno a noi, uno scenario opposto: il rapporto con l’altro viene descritto come liberato dal sospetto e purificato alla radice, grazie all’intervento di Dio. Quelle che potremmo definire “difficoltà naturali di relazione” vengono presentate nella liturgia odierna come superabili, con la grazia di Dio. È interessante osservare come le categorie in “difficoltà naturale di relazione” sono tratteggiate, nelle tre letture odierne, su tre livelli differenti e ascendenti. La prima categoria è quella del rapporto conflittuale tra animali. La seconda categoria è quella del rapporto conflittuale tra gli uomini. La terza categoria è quella del rapporto conflittuale tra gli uomini e Dio.

La riconciliazione tra “nemici naturali”
Nel mondo animale esiste la lotta per la sopravvivenza: la catena alimentare fa sì che il lupo sia nemico dell’agnello, che il leopardo sbrani il capretto, che il leone uccida il vitello, l’orsa insidi la mucca. Eppure il profeta Isaia, in una delle sue pagine più belle, ci presenta un messaggio di pace e riconciliazione quasi surreale: la venuta di Dio fa cessare questi conflitti naturali e realizza ciò che è impossibile sul piano della sola natura.
La riconciliazione presentata dal profeta è chiaramente simbolica: non dobbiamo fermarci sul dettaglio singolo, ma cercare di cogliere la prospettiva d’insieme: è una visione di fede, che ci parla di una novità straordinaria. La venuta del germoglio, che spunta dal tronco di Iesse, figura del Messia che discende dalla dinastia di Davide, inaugura un nuovo rapporto nella natura: la Grazia entra nel mondo e lo raggiunge in tutte le sue dimensioni, compresa la materia e il mondo animale.
La violenza, il “saccheggio”, la legge del più forte, l’aggressività, cominciano a perdere la loro forza naturale e lasciano spazio al rispetto per la natura, alla convivenza pacifica, alla mitezza. Il Papa, nella Spe salvi ci ha ricordato con forza che credere nell’utopia della pace, come frutto dell’intervento di Dio nella storia, non è un atto di ingenuità.
Certo, in questo mondo non sarà possibile vedere realizzata subito e in pienezza la profezia di Isaia, ma il germoglio sul tronco di Iesse ha inaugurato un tempo nuovo, che troverà la sua pienezza nella riconciliazione universale, alla venuta di Cristo.
In questo tempo di Avvento sforziamoci di guardare Gesù come Colui che possiede in pienezza lo Spirito, con i suoi sette doni: è il Cristo della fede!
La sua venuta nella nostra natura porta con sé i doni della sua divinità e inaugura gli ultimi tempi.

La riconciliazione tra gli uomini
La lettera ai Romani ci descrive una capacità di accoglienza soprannaturale tra nemici “culturali”, che si oppongono a causa della appartenenza a diverse tradizioni religiose.
“La riconciliazione, avvenuta nelle comunità cristiane, tra credenti che provenivano dall’ebraismo e dal paganesimo, è sempre soggetta alla provvisorietà, all’equilibrio instabile: esiste nel presente, ma si affida per il domani alla speranza. Essa è tuttavia il segno di un mondo riconciliato in Cristo, dove non contano i privilegi di razza («siamo figli di Abramo»: Vangelo) e tutto ciò che separa, ma conta invece l’unica cosa che unisce: la fede nel Cristo Salvatore” (cf. sito maranatha.it).
Quando noi cristiani preghiamo perché l’umanità possa essere riconciliata, in tutto il mondo, non stiamo seguendo solo un progetto impossibile. È vero, esistono guerre e divisioni, squilibri e discriminazioni, ma noi crediamo che la salvezza definitiva è opera di Dio che viene e che verrà. La parte nostra consiste nell’offrirci come collaboratori in questo progetto di pace, che ha Dio come artefice e ispiratore. Torma anche qui il motivo della speranza: “in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture”. Il tempo di Avvento è tempo di attesa e speranza, ma anche tempo in cui incrementare la fiducia in Dio.

La riconciliazione con Dio
Il Vangelo della seconda Domenica di Avvento ci presenta la figura di S. Giovanni Battista, il quale invita alla riconciliazione con Dio, tramite la conversione personale e comunitaria. Anche qui ritorna la prospettiva della attesa e della speranza: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”. “Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano” che si recano processionalmente da lui, confessando i propri peccati e ricevendo un battesimo di penitenza, sono immagine della Chiesa che, nel tempo di Avvento, si avvia a ricostruire un rapporto nuovo con Dio, attraverso “un frutto degno della conversione” e un “impegno nel mondo”. Anche Giovanni apre la porta alla speranza, annunciando la venuta di Colui che “vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”: il Cristo, su cui riposa lo Spirito con i suoi sette doni. Il tempo di Avvento è un momento forte per noi, per crescere nel rapporto personale con Dio, attraverso la preghiera e la penitenza, nel rapporto con gli altri, attraverso la riconciliazione e il perdono, e nel rapporto con la creazione, attraverso il rispetto e la pace.

 


AVVISI

Lunedì 6 dicembre 2010

  • Incontro Ministri straordinari dell’Eucaristica ore 16.00.

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00

  • Incontro di formazione biblica animato da don Antonio Landi a Cava presso la Curia Vescovile ore 20.00

Martedì 7 dicembre 2010

  • Incontro di catechismo dei ragazzi della Cresima ore 16.15 - 17.30.

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • Veglia Mariana in preparazione della Festa dell’Immacolata in via P. Di Domenico n° 19, presso la famiglia Oliva Luigi ore 20.00. Al termine riaccompagneremo in processione la statua dell’Immacolata lungo via P. Di Domenico, via G. Lamberti, piazza F. Baldi.

Mercoledì 8 dicembre 2010 - Solennità dell'Immacolata Concezione

  • Celebrazione Eucaristica ore 9.30, 11.00, 19.00.

  • Durante la celebrazione delle ore 11.00 consacrazione a Maria delle Famiglie presenti.

  • Durante la celebrazione Eucaristica delle ore 19.00 i catechisti dell’Iniziazione Cristiana (preparazione al Battesimo, alla Riconciliazione, all’Eucaristia e alla Confermazione) riceveranno il mandato catechistico.

  • Al termine della Celebrazione eucaristica delle ore 19.00 inaugurazione del Presepe realizzato da Armando Lamberti.

Giovedì 9 dicembre 2010 - Inizio triduo in preparazione alla festa di Santa Lucia

  • Celebrazione Eucaristica ore 08.30

  • Adorazione Eucaristica ore 9.00 - 12.00, ore 17.00 - 19.00

  • Incontro gruppo “Pro Sanctitate” ore 9.00

  • Momento di preghiera, per la santificazione dei sacerdoti, animato Apostolato preghiera ore 10.00.

  • Tempo per le confessione ore 17.00 con la presenza in chiesa di P. Mosè.

  • Preghiere alla Santa, celebrazione del vespro con la benedizione eucaristica ore 18.00.

  • Consegna del Credo, ore 19.00, da parte dei genitori, con la presenza dei padrini e delle madrine, ai figli che riceveranno la Confermazione il prossimo 12 dicembre.

  • Incontro di formazione per gli uomini presso il Centro Anziani ore 19.00.

  • Incontro Comitato festa in onore di Santa Lucia ore 20.00.

  • Incontro con i genitori che hanno battezzati i loro figli nel corso dell’anno 2009, ore 19.00 centro pastorale.

Venerdì 10 dicembre 2010 - Triduo in preparazione alla festa di Santa Lucia

  • Catechesi per i Ragazzi di 1; 2; 5; elementare, 1 media, ore 16.00 centro pastorale.

  • Prove liturgiche per i ragazzi che riceveranno la Cresima, ore 17.00.

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00 con la presenza di tutti coloro che partecipano all’iniziativa della sottoscrizione parrocchiale in favore di un defunto.

  • Pulizia della Chiesa gruppo: Coro dei Giovani

  • Incontro del gruppo liturgico ore 20.00 ufficio parrocchiale

  • Corso prematrimoniale ore 20.00.

Sabato 11 dicembre 2010 - Triduo in preparazione alla festa di Santa Lucia

  • Cammino di catechesi ragazzi della III e IV elementare ore 16.00 - 17.30 in chiesa.

  • Incontro ministranti ore 16.00

  • Incontro Centro Anziani “Anni Verdi”, ore 16.30

  • Preghiere alla Santa e celebrazione Eucaristica ore 18.00 con la consegna dell’olio per la lampada che arde davanti a Santa Lucia da parte delle famiglie della zona Citola alta e bassa.

Domenica 12 dicembre 2010 - III Domenica di Avvento

  • Celebrazione Eucaristiche ore 9.30, 11.00, 19.00

  • Durante la celebrazione eucaristica delle ore 19.00 verrà amministrato il sacramento della Confermazione con la preghiera allo Spirito Santo fatta dal nostro Arcivescovo, auguri a tutte coloro che portano il nome di Lucia.

 

 

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