Stampa questa pagina XXVIII Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 10.10.2010

 

Comunità in Cammino …

foglio di informazione settimanale Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Cava de’ Tirreni (SA) - Diocesi di Amalfi - Cava de’ Tirreni

 

Anno Pastorale 2010 - 2011

 

DOMENICA 10 Settembre 2010 XXVIII Tempo Ordinario

 

Anno C - IV settimana del Salterio

 

«Considerate, fratelli, la vostra vocazione (1Cor 1, 26a)» 

 


Breve lettera del Parroco

 

«La tua fede ti ha salvato»: è il messaggio che risuona oggi nel Vangelo e che porta all’azione di grazie, all’Eucaristia. Al tempo di Gesù i lebbrosi erano il simbolo dell’esclusione sociale. Ma l’esclusione, esercitata verso altri di cui si ha paura o che non interessano, è un atteggiamento che può tentare anche molti cristiani di oggi. Eppure Dio offre la sua salvezza a tutti gli esseri umani. La salvezza, infatti, è dono gratuito e non conquista umana; e a questa offerta tanti possono rispondere con la loro fede, aldilà di ogni schema sociale o religioso.

L’annuncio del regno di Dio è annuncio di salvezza fatto non soltanto con la parola ma anche con azioni. I miracoli suggellano il trionfo dello Spirito su satana, ed è per questo che Gesù, investito dallo Spirito, entra in lotta con satana nel deserto. Il Cristo è l’uomo forte che, con dura lotta, estirpa allo spirito del male ciò che ha usurpato. Gesù inaugura il regno messianico distruggendo l’impresa del suo avversario. I miracoli s’iscrivono, dunque, nella prospettiva dell’inaugurazione del regno messianico. Per il suo contenuto, il miracolo è una anticipazione del regno escatologico. Questo sarà definitivamente rivelato quando l’ultimo nemico, la morte, sarà vinto. I miracoli che sono, a parte alcune eccezioni e per ragioni che è facile capire, delle vivificazioni, profetizzano la vivificazione definitiva: la vita eterna. Per mezzo del miracolo, la potenza vivificatrice di Dio fa irruzione nel tempo. Essa s’inserisce in un mondo che declina verso la morte. Il miracolo è una rottura nell’orientamento normale delle cose, e questa rottura ci tocca come il segno di una trascendenza. I miracoli, nel tempo intermedio, sono i pegni della realtà futura. Essi sottolineano concretamente l’efficacia invisibile della Parola di Salvezza. Manifestano la essenziale gratuità; dicono in forma evidente che la salvezza non è una conquista umana, ma un dono di Dio; mirano a suscitare la fede per la persona di Gesù e a far prorompere l’azione di grazie.

La Celebrazione Eucaristica non manca di esprimere le ragioni del ringraziamento, anzi, è “il” rendimento di grazie per eccellenza; tuttavia, alcune parti sottolineano meglio questo aspetto: si pensi al Gloria, al prefazio e, soprattutto, alla Preghiera Eucaristica. C’è piena partecipazione alla Messa se si è capaci di rendere grazie. E nell’Eucaristia lo facciamo a nome di tutti gli uomini. Partecipando all’Eucaristia dobbiamo sentirci come Naaman e i dieci lebbrosi. Veniamo per incontrare il Signore riconoscendoci peccatori. Solo questa attitudine iniziale rende possibile la vera esperienza di salvezza e di liberazione. Il cristiano maturo può, dovrebbe, essere una “Eucaristia vivente”: tutto consegnato, tutto dono. È il segreto della gioia vera, l’anticipo della felicità del cielo, perché il cielo comincia sulla terra quando si è contenti di Dio e si obbedisce filialmente a lui perché è nostro Padre, Padre di Gesù, Fratello nostro.

 


Attenzione Attenzione- Attenzione - Attenzione

da Giovedì 14 ottobre 2010 riprende:

1) L’Adorazione Eucaristica ore 9.00 - 12.00 e 17.00 - 19.00
2) La presenza di P. Mosè per le Confessioni
dalle ore 17.00 - 19.00


Riflessione sulla Parola di Dio

 

Questa domenica si tocca un nervo scoperto in quasi tutti noi, perché si parla della sofferenza, della malattia, e di come Gesù agisca.

Il brano è interessante perché mostra il punto di vista del malato, in questo caso addirittura lebbroso, ma anche quello di Dio: e questo non è affatto scontato. Cominciamo dai malati (perché è un plurale, addirittura sono 10, una cifra tonda che significa “proprio tanti”) che cercano la salvezza; i verbi sono interessanti: gli vanno incontro, fermatisi a distanza, alzarono la voce, andavano, furono sanati. Verbi descrivono i tratti di queste persone: andare incontro significa cercare, questa non è gente che sta seduta all’angoletto a piangersi addosso, al contrario ci provano a credere, per cui nell’andare incontro c’è tutto quello che esprime la ricerca di Dio (la nostra preghiera, i voti, i pellegrinaggi, ecc.).

Stanno a distanza perché lo status di lebbroso gli impediva di avvicinarsi ai “sani”, ecco perché gli stanno lontani; quindi erano rispettosi delle regole. Potremmo dire che certamente sono comportamenti da brave persone che, senza alcuna colpa, si trovano a fronteggiare qualcosa di molto più grande di loro, insomma, non se lo meritavano affatto. Alzano la voce perché vogliono essere ascoltati da Gesù, è la loro ultima spiaggia: la loro storia non li ha ancora piegati.

Ricevuta la risposta di Gesù, gli danno retta, quindi senza aggiungere altro si dirigono dai sacerdoti (era stabilito dalla Legge che quando un uomo fosse casomai guarito dalla lebbra, i sacerdoti ne dovevano stabilire la guarigione e poi riammetterlo nella società); notiamo che meglio di Naaman (I lettura) non fanno storie, ubbidiscono, forse è segno di fede oppure solo di opportunismo.. sia come sia intanto si mettono in viaggio. Giunti a questo punto è chiaro che se anche noi avessimo questo livello di fede, “staremmo a cavallo” e, per inciso, il miracolo poi avviene; quindi lieto fine ? … forse. Ma Gesù come vede tutto questo? È strano che parli di salvezza solo a quello che è tornato … forse è proprio vero che i pensieri di Dio sono così distanti dai nostri, sono imperscrutabili. Se solo quello che torna a ringraziare viene rassicurato riguardo alla salvezza (grazie alla sua fede), allora significa che è necessario riconoscere la gratuità del dono. Agli occhi di Dio noi siamo e rimaniamo sempre figli suoi, è vero che ci confrontiamo con gioie e dolori, con la salute e la malattia, ma noi non siamo le nostre croci o i nostri corpi malati; c’è qualcosa di eterno in noi. Il samaritano (giudicato eretico dagli altri ebrei) è quello che si rende conto di aver incontrato il Messia, il che è infinitamente più importante di tutto il resto. Sei salvo non quando il tuo corpo guarisce, perché tu non sei solo il tuo corpo, ma quando incontri Dio; allora sai che la tua vita è indissolubilmente legata a Lui, che qualsiasi cosa dovrai vivere la vivrai con Lui “se dovessi passare per una valle oscura, Tu sarai con me”. La fede funziona quando mi sento con Dio anche nella sofferenza, perché ho ben presente che sono stato fatto per l’eternità, è il paradiso che mi aspetta: per questo il samaritano è salvato, perché ha riconosciuto il suo Signore, si sente alla presenza di Dio. Ecco perché passa in secondo piano anche la sua guarigione fisica e la riammissione tra gli altri. Ma se è proprio così, perché allora Gesù fa il miracolo anche agli altri 9? Perché con l’incarnazione Gesù ci ha insegnato che Dio sa chinarsi su ciascuno di noi e cammina al nostro passo, parla la lingua che noi possiamo capire per spiegare quello che – per le nostre paure - tante volte non vorremmo ascoltare, perché magari ci sembra un'acqua troppo profonda per nuotare. Quando nella seconda lettura S. Paolo dice che se anche noi manchiamo di fede, Lui rimane fedele per sempre, ci dice appunto che Dio non molla, che non ci lascia sperdere in questo mondo, brancolando in balia di noi stessi e del mondo; ma che instancabilmente prova a farci sollevare lo sguardo da questa terra al cielo, la nostra casa.

Il samaritano si è guardato, si è riconosciuto guarito e ha tratto le sue conclusioni. Guarda cosa Dio ha fatto per te e scopriti guarito, riconosci le tante volte che Ti è stato a fianco per aiutarti e apri il tuo cuore alla lode, ringraziaLo per quanto ti è stato fedele “e non essere più incredulo ma credente.”

 

Preghiera

No, non è il miracolo che risulta decisivo:
tutti e dieci i lebbrosi sono stati guariti dalla loro malattia.
Determinante, tuttavia, per un incontro vero con te, Gesù, è stata la fede, la fede di quel samaritano che è tornato indietro,
che si è messo a lodare Dio a gran voce, che si è prostrato ai tuoi piedi per dirti tutta la sua gratitudine.
Ed è proprio questa fede che l’ha salvato perché, grazie ad essa, egli è entrato in relazione con te e non si è lasciato guarire solo il corpo, lacerato dalla malattia, ma ha accettato di essere trasformato interamente dal tuo amore, dalla tua misericordia.
La storia continua a ripetersi anche ai nostri giorni, Gesù.
Tu accogli le invocazioni che salgono a te dalle regioni desolate e sconsolate dei nostri molteplici bisogni.
Tu sei pronto a guarire le nostre ferite più profonde, a farci ritrovare la nostra dignità di figli, la pace del cuore. Ma tutto questo può accadere solo se ti accogliamo nella fiducia e nella gratitudine, disposti a lasciarci cambiare dal tuo amore.

 


AVVISI

Lunedì 11 ottobre 2010

  • Inizio attività termali organizzate dal gruppo anziani “Anni Verdi” partenza per Castellamare ore 8.00.

  • Liturgia della Parola ore 18.00

Martedì 12 ottobre 2010

  • Catechismo ragazzi della Cresima ore 16.15 Chiesa

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

Mercoledì 13 ottobre 2010

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • Incontro gruppo Lettori ore 18.45 centro pastorale.

  • Incontro catechiste ore 18.30 centro pastorale.

  • Prove di canto “Coro dei Ragazzi” ore 19.00 in chiesa.

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.30.

Giovedì 14 ottobre 2010

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30, adorazione Eucaristica ore 9.00 - 12.00.

  • Riprendono gli incontri del Movimento Pro Sanctitate ore 9.00 centro pastorale.

  • Tempo per le confessione ore 17.00 con la presenza in chiesa di P. Mosè.

  • Adorazione Eucaristica silenziosa ore 17.00 - 19.00.

  • Vespro e benedizione Eucaristica ore 19.00.

  • Incontro di formazione per gli uomini presso il Centro Anziani “Anni Verdi” ore 19.00.

Venerdì 15 ottobre 2010

  • Pulizia della Chiesa gruppo: Apostolato della Preghiera.

  • Catechesi per i Ragazzi di 1; 2; 5; elementare, 1 media, ore 16.00 centro pastorale.

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • Incontro Responsabili dei Gruppi Parrocchiali ore 19.30 ufficio parrocchiale.

Sabato 16 ottobre 2010 - Festa di Santa Margherita Maria Alaacoque

  • Cammino di catechesi ragazzi della III e IV elementare ore 16.00 - 17.30 in chiesa.

  • Incontro Centro Anziani “Anni Verdi”, ore 16.30

  • Incontro ministranti ore 17.00

  • Primo incontro con gli appartenenti all’”Apostolato della Preghiera” ore 17.00 in chiesa.

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00.

Domenica 17 ottobre 2010

  • Celebrazione delle Lodi mattutine ore 9.00.

  • - Celebrazioni Eucaristiche 9.30, 11.00, 19.00

 

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