Stampa questa pagina XIII Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 26.6.2010

Arcidiocesi Amalfi - Cava de' Tirreni

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

P.za Felice Baldi, 18 Santa Lucia di Cava de’ Tirreni 84010 (Sa) Tel. Fax. 089/461416

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Gruppo Liturgico

 

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C

 

Domenica 27 giugno 2010

 

Breve lettera del Parroco

 

Diventare discepoli di questo Dio straordinario, è un impegno che dura tutta la vita, che richiede molta energia, molta verità con noi stessi. La posta in gioco è alta: il senso stesso della vita, il capire, infine, che ci stia a fare su questo pianeta... Eppure Gesù non è un Rabbì bramoso di discepoli, né abbassa il tiro per raccogliere la folla, né cede a compromessi per suscitare consensi.

La Liturgia della Parola ci propone oggi una triplice chiamata: Eliseo, Paolo e i discepoli nel Vangelo. Dio incontra l’uomo nelle situazioni più diverse, nelle sue paure e perplessità e anche nei suoi slanci di generosità, ma chiede comunque di fare un cammino che è al tempo stesso esigente e liberante. Questo ci porta a riflettere sul senso della sequela cristiana: come cristiani siamo chiamati a condividere il destino di Gesù. La fede sta proprio nel riconoscere Gesù e nell’accettarlo con una adesione totale alla sua persona. Da qui allora può nascere un sentimento di gioia interiore.

In tutte le religioni i grandi maestri dello spirito hanno avuto discepoli assidui al loro insegnamento e preoccupati di raccogliere le loro parole. Questo fenomeno lo troviamo anche nella Bibbia (Prima Lettura), quantunque si configuri in modo del tutto particolare vivendo il popolo in un regime di alleanza e di fede. L’alleanza non si fonda su tradizioni da maestro a discepolo, ma su sé stessa. Certo il popolo eletto ha bisogno di guide che lo orientino nella lettura di fede degli eventi. Ma questa necessità è provvisoria e i profeti stessi auspicano un avvenire in cui Dio stesso ammaestrerà i cuori senza la mediazione di maestri terreni (Ger 31,31-34), e tutti saranno discepoli di Dio (Is 54,13).

Gesù durante tutto il suo ministero si presenta come un rabbì, un maestro, che raduna attorno a sé dei discepoli. Il chiamato, per poter collaborare alla missione divina del Messia, deve esser pronto a condividere la vita e il destino di Gesù, riconoscendolo e accettandolo come scelta di vita. Non si tratta, quindi, tanto di aderire a una dottrina, ma di legarsi alla sua persona. La vita in comune col Maestro trasforma il discepolo in collaboratore: Gesù lo prepara a questo compito e lo mette in grado di diffondere con poteri divini il richiamo di Dio ad Israele... I dodici espletano un’altra funzione: sono espressione vivente del richiamo messianico rivolto da Gesù a tutto Israele. L’atto di seguire rappresenta per essi, in certo qual modo, una professione. Per questo devono abbandonare quello che precedentemente esercitavano.

Per Giovanni ciò che definisce il discepolo di Gesù è esplicitamente la fede (Gv 1,41; 2,1-11; 6,6-7). Senza fede anche la comunanza terrena con Gesù avrà rapidamente fine. Un camminare con Gesù basato unicamente su motivi umani conduce fatalmente alla catastrofe della defezione (Gv 6,66). Questa fede trova la sua verifica nell’amore fraterno, che è il distintivo dei discepoli e il vero segno rivelatore per il mondo (Gv 13,14ss). Ma l’elemento specifico dei rapporto del discepolo con Gesù, che lo rende diverso da qualunque altro rapporto fra maestro e discepolo, è un’adesione assoluta, incondizionata e definitiva alla persona di Cristo. Nessun valore, nessuna legge, nessun rapporto umano, per quanto stretto, può essere anteposto a lui. Egli si pone come significato totale della vita. Non chiede tanto l’accettazione di una dottrina astratta, ma la scelta della sua persona.


Ritira in Sacrestia il foglio con tutte le attività estive promosse dall’Oratorio Parrocchiale. Buone vacanze


Spunti per la Riflessione di Dio

Tutti sappiamo che cosa è un contratto: un accordo tra due parti che comporta l’assunzione di un impegno reciproco; forse non tutti sanno che ci sono molti contratti che non richiedono la firma di documenti: ad esempio anche il biglietto del bus è una forma di contratto; anche il pagamento di una merce acquistata è la conclusione di un contratto; alcuni di noi hanno forse fatto l’esperienza spiacevole di aver stipulato un contratto senza aver letto attentamente tutte le clausole e le postille… come succede quando si legge certa pubblicità molto persuasiva con a lato un asterisco che rimanda ad una scritta piccolissima da qualche parte del foglio o del cartellone: se si riesce a leggere cosa c’è scritto, magari con l’uso di una lente d’ingrandimento, si vedrebbero presto che le condizioni, le postille, ridimensionano di molto i vantaggi promessi a caratteri cubitali: sembrava un grande affare e invece… attenti all’inghippo…
* “Ti seguirò ovunque tu vada”: forse è la frase centrale del vangelo di oggi… detta da una persona che deve essere rimasta incantata da Gesù, una frase molto bella, che potremmo fare nostra, ripeterla spesso nella nostra preghiera...
C’è un grande movimento intorno a Gesù, brave persone, affascinate da quest’uomo straordinario, che fa miracoli, che fa bei discorsi, che si interessa dei poveri e degli esclusi, che risponde insomma alle loro attese più profonde… ebbene Gesù - al contrario di quella pubblicità ingannevole - gioca a carte scoperte: ci tiene a far conoscere in anticipo e con tutta la chiarezza quali sono le condizioni per essere davvero suo discepolo; vuole evitare l’equivoco, l’illusione. Lui sta andando verso Gerusalemme; ha preso definitivamente la decisione - in greco letteralmente: “rese duro il volto”, senza ripensamenti; si mette in cammino verso Gerusalemme, cioè verso il suo destino di “passione”, di morte accettata liberamente e per amore.
Questa brava gente che lo segue pensa invece che egli stia andando verso il suo trionfo, verso la rivincita; che finalmente lì nella capitale prenderà il potere, e loro vogliono trovarsi sul carro del vincitore… E che il rischio di illudersi sia più concreto lo si vede già dalla prima parte del vangelo: di fronte al rifiuto di ospitalità da parte dei samaritani, Gesù rimprovera Giacomo e Giovanni che invocano il loro sterminio...
Gesù non usa mai il suo potere per imporsi, tanto meno per punire chi non lo accoglie; lui è venuto per dare la vita, non la morte: andare con lui, essere suo discepolo significa non solo rinunciare all’uso della violenza, ma anche rinunciare alla rivalsa, al giudizio di condanna, ... e non è facile...
Gesù vuole evitare l’equivoco. Per questo dice parole forti. Non vuole illudere nessuno. Lui non fa proselitismo, non ci tiene a sedurre con proposte vantaggiose, non presenta una strada larga e in discesa verso l’applauso e il trionfo terreno; per questo per dire la verità usa parole dure, perfino scandalose: “vuoi seguirmi ovunque io vada?” Se mi vuoi seguire, dice al primo, bisogna che tu sappia che il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo; se perfino gli animali hanno un nido, una tana dove sentirsi al sicuro, comodi e tranquilli, andare con il Figlio dell’uomo comporta l’insicurezza umana, la provvisorietà di ogni luogo o posizione raggiunta...
Il secondo personaggio, disposto ad accogliere l’invito alla sequela, chiede però che prima gli si conceda di compiere il santo dovere di occuparsi del padre fino alla sua morte (questo il senso della frase “andare a seppellire il padre”): e qui troviamo una delle frasi più “spietate” di Gesù, una presa di posizione che addirittura va contro la legge, contro la buona consuetudine dei doveri e degli affetti primari. Lascia che “prima” mi occupi dei miei doveri familiari – chiede quell’uomo; quel “prima” non è solo a livello temporale.. ma riflette in definitiva la scala dei valori... E per il discepolo il Regno di Dio deve essere il valore assoluto, da anteporre a tutto il resto; l’esigenza del Regno di Dio è più radicale perfino della chiamata profetica, come ci viene presentata nel caso di Eliseo (I lettura), a cui invece viene concesso di andare a salutare i genitori... Quando Gesù chiama alla sequela si tratta in fondo di osservare radicalmente il primo dei comandamenti: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore... anima... forze...”, bisogna cioè mettere il Signore e le esigenze del Regno di Dio al di sopra di tutto, non solo al di sopra di tutti gli averi e le sicurezze materiali, ma anche degli affetti più cari.
Per quanto riguarda il terzo personaggio, la risposta di Gesù ci dice che se si è deciso di iniziare il cammino di sequela, non si deve guardare al passato con nostalgia e con la voglia di tornare indietro (cf. il popolo d’Israele durante l’esodo che ripensa alle “cipolle d’Egitto”, Nm 11,5; la moglie di Lot che si volta indietro a guardare Sodoma in fiamme, Gen 19,26; Pietro che ha paura di continuare a camminare sulle acque, Mt 14,28-31) perché il solco giusto lo si traccia guardando avanti, restando fedelmente rivolti verso Cristo che ci precede...
Anche per noi può iniziare oggi il viaggio con Gesù verso Gerusalemme, e se quei discepoli del vangelo che vogliono seguire Gesù restano senza nome, significa che impersonano tutti coloro che hanno intenzione di seguirlo; come avranno risposto loro agli avvertimenti di Gesù? ... non si sa come hanno risposto loro... Sappiamo cosa hanno risposto i nostri padri e madri nella fede... cf. l’“Eccomi!” di Abramo, di Samuele, di Maria... di San Francesco... E noi? È sconvolgente pensare che Gesù possa chiamarci e poi andarsene, passare oltre senza di noi perché non abbiamo avuto il coraggio di seguirlo...
Tutto questo ci può apparire esagerato, forse irragionevole, troppo drastico o addirittura impossibile da realizzare... È vero, da soli noi non siamo capaci di rispondere alla chiamata di Gesù, ce ne mancano le forze, alla prima caduta rimaniamo scoraggiati... dimentichiamo però che con la chiamata il Signore ci dona anche la grazia per rispondere... e che in fondo è una questione d’amore, un amore che coinvolge la nostra libertà (“siamo chiamati a libertà”, cf. II lettura) e come in tutte le questioni d’amore la ragione da sola non ce la fa a comprendere. L’amore ha le sue esigenze, esso obbliga a prendere dei rischi, anzi, non è che obbliga come una costrizione esterna, ma spinge dal di dentro, fornisce lo slancio del cuore. L’amore fa compiere pazzie. L’amore fa compiere gesti sconsiderati..
Chiediamo al Signore che lui vinca tutte lo nostre paure... che sia lui stesso ad attirarci, a farci innamorare di Lui, con la forza e la dolcezza dell’Eucarestia, e a farci sentire dal di dentro quelle sue parole piene di incoraggiamento: “Io sono la luce del mondo, chi mi segue avrà la luce della vita”. Rispondiamogli con il Salmo: “il mio Signore sei tu - dice il salmo – nelle tue mani è la mia vita - mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra”. Sì, ti seguirò ovunque tu vada.


AVVISI

Lunedì 28 giugno 2010 - San Luigi

  • Villaggio dei Ragazzi: “Si può fare”, ore 8.30 - 16.00 attività ludico ricreative.

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00.

Martedì 29 giugno 2010

  • Villaggio dei Ragazzi: “Si può fare”, ore 8.30 - 16.00 attività ludico ricreative.

  • Apertura del campo di lavoro missionario a cui partecipano anche i nostri giovani, san Vito ore 17.00. Tutti possono partecipare.

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00, XXV di matrimonio Giovanni Baldi - Annamaria Rocco

Mercoledì 30 giugno 2010

  • Villaggio dei Ragazzi: “Si può fare”, ore 8.30 - 16.00 attività ludico ricreative.

  • Pulizia della Chiesa ore 15.00

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00 a Cava in occasione del X anniversario dell’ordinazione episcopale del nostro Vescovo mons. Orazio Soricelli.

Giovedì 1 luglio 2010

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30.

  • Villaggio dei Ragazzi: “Si può fare”, ore 8.30 - 16.00 attività ludico ricreative. “Giornata in piscina” presso l’isola verde di Salerno partenza pullman da Santa Lucia rientro per le 17.00, colazione al sacco.

  • Campo di lavoro missionario a Santa Lucia con raccolta di vestiti, scarpe e borse presso le famiglie della Parrocchia. Nel caso in cui i ragazzi non riusciranno a passare gli indumenti si possono portare in parrocchia.

  • Celebrazione penitenziale ore 19.00 e cena - festa con i giovani che partecipano al campo missionario.

Venerdì 2 luglio 2010

  • Villaggio dei Ragazzi: “Si può fare”, ore 8.30 - 16.00 attività ludico ricreative.

  • Ritrovo ore 20.00 presso il portone della fam. Lamberti in piazza F. Baldi, per la celebrazione eucaristica in onore della Madonna delle Grazie.

  • Incontro catechiste, ore 20.00 presso la fam Rispoli Filomena, località Paloski.

Sabato 3 luglio 2010

  • Matrimonio Mannara Vincenzo - Adinolfi Angela, ore 16.00.

  • Celebrazione Eucaristica ore 19.00 in chiesa.

  • Con l’immagine di S. Lucia, "Peregrinatio di Evangelizzazione” in via G. Lamberti, presso la fam Carretto Ugo, ore 19.00 S. Rosario - Preghiere alla Santa - tempo per le Confessioni, ore 20.00 Celebrazione Eucaristica

Domenica 4 luglio 2010

  • Celebrazione delle Lodi Mattutine ore 9.30

  • Celebrazioni Eucaristiche 10.00 - 20.00


Preghiera
Non posso sentirmi in pace
per il semplice fatto
che sono iscritto nell’anagrafe parrocchiale
o perché porto un crocifisso al collo.
Se fosse solo per questo mi collocheresti, Signore,
nel campo dei farisei.
Sono sulla strada della salvezza
solo se ho il cuore della peccatrice
— che si inginocchia davanti a te,
nulla importandole dell’opinione della gente —,
per piangere sui miei peccati,
avendo compreso che si è dalla tua parte
solo se ci si lascia innamorare da te
fino a sentirsi carne della tua carne,
disposti ad essere crocifissi con te
così da essere coinvolti nella risurrezione con te
e sentirci vivi con te, totalmente amalgamati con te.
Solo così mi sento totalmente in pace
con me stesso e con gli altri.
 


 

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