Stampa questa pagina VI Domenica del Tempo Ordinario
 
Pubblicata in data 16.2.2010

Arcidiocesi Amalfi - Cava de' Tirreni

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

P.za Felice Baldi, 18 Santa Lucia di Cava de’ Tirreni 84010 (Sa) Tel. Fax. 089/461416

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Gruppo Liturgico

 

VI Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

14 - 21 febbraio 2010

 

«Beati voi… Ma guai a voi…»

 

Breve lettera del Parroco

 

Abbiamo accompagnato, ieri sera (sabato 13 febbraio), insieme al nostro Vescovo Mons. Soricelli, don Giovanni presso la sua nuova Comunità di Sant’Arcangelo. La mia mente è andata ad un altro 13 febbraio e precisamente a una domenica mattina del 1994 quando alle ore 11.00 presso la sala teatro “Reginella” che al tempo funzionava come chiesa, venni accompagnato da Mons. Beniamino Depalma, per iniziare il mio ministero di Parroco per questa Comunità.

Quanto tempo è passato, quanta storia insieme abbiamo vissuto, quanta strada abbiamo fatto, con alcuni momenti difficili, ma anche con tante occasioni e circostanze belle ed entusiasmanti. Il pericolo che oggi tutti corriamo è: “l’oblio della memoria” si vive del quotidiano dimenticando il passato. San Paolo ci richiama, nelle sue lettere, che memori del passato, dobbiamo protendere verso il futuro. Se non manteniamo viva la memoria facciamo fatica a camminare verso nuovi orizzonti.

Rileggendo la lettera che in quell’occasione scrissi alla Comunità, ho trovato un passaggio che voglio condividere con Voi. Scrivevo: “Carissimi Amici, mi è stata fatta un’ardua consegna che viene da Cristo mediante la Chiesa, essa chiede anche a Voi la più piena ed entusiastica collaborazione, che si concretizza in una totale dedizione per la causa del Regno e per il bene delle anime. Voi siete l’altro termine del rapporto di Carità che deve legare me a tutta la Comunità, aiutatemi con la preghiera, con i consigli, con l’amore e la comprensione, sostenendomi nel quotidiano lavoro di pastore in mezzo a Voi e per Voi”. Trovo quelle parole ancora ricche di efficacia e non superate, le rinnovo con l’entusiasmo di chi conosce maggiormente i suoi limiti, ma allo stesso tempo ha sperimentato la grande misericordia del Padre e dei fratelli per i quali, con dedizione e affetto, vuole ancora spender la sua vita.

Ringrazio anticipatamente, tutti quelli che con carità e fraterna comprensione mi avvicinano e con i loro consigli mi aiutano a servire questa famiglia. Invito tutti a non farsi alcun problema nell’indicarmi il cammino migliore da percorrere e anche quando ci sarà bisogno di farmi notare sbagli o incomprensioni di farsi avanti, evitando il pettegolezzo, che è il cancro più terribile che infetta i rapporti, le relazioni e la fraternità.
Invito ancora a considerare che come in ogni famiglia nascono delle difficoltà, anche nella nostra famiglia questo può accadere, non fate però mai succedere che per i limiti dello strumento (il Parroco) si interrompe la relazione con la fonte (Dio). La cosa che maggiormente avverto come difficoltà , e che ho sperimentato lungo il corso di questi lunghi anni è la capacità di alcuni di “legarsi le cose al dito”, come si suol dire. Alcune volte non vedo quella carità fraterna che dovrebbe portarci a credere che il Signore ogni giorno “fa nuove tutte le cose”.

Vorrei, in questo momento, che questa mia lettera raggiungesse in modo particolare coloro che lungo il corso di questi anni si sono sentiti incompresi, non accolti, con i quali è nata qualche difficoltà. Tante volte io non ne ho neppure coscienza e scopro per caso, o grazie a chi mi fa notare la cosa, che un gesto, una parola, uno sguardo, una decisone ha potuto ferire o peggio ancora offendere questi miei fratelli. Vorrei dire a te, fratello, che davanti agli occhi ho avuto sempre e solo il desiderio di ascoltare la mia coscienza, di fare il bene possibile per la mia Comunità e se qualche intoppo è potuto nascere e verificarsi, coraggio, non cediamo al maligno che gioisce nel fomentare la discordia e la divisione. Se necessità, pubblicamente chiedo scusa per i miei limiti, ma allo stesso tempo chiedo un gesto di rinnovata fiducia che porta a creder fermamente che il Signore fa nuove tutte le cose e aggiungo le persone.

Resto a completa disposizione per ogni chiarimento e per accogliere ogni suggerimento e consiglio che lo Spirito di Dio, vorrà suggerirmi tramite Voi.

Concludevo la lettera di 16 anni fa chiedendo l’aiuto della nostra Santa Lucia affinché accordandoci la sua celeste protezione faremo un buon cammino insieme per tutto il tempo che Dio vorrà. E cosi sia.


Spunti per la Riflessione sulla Parola di Dio Domenicale

Il ricco patrimonio spirituale ebraico, concentrato soprattutto nella raccolta sapienziale dei Salmi (Sal 1), inizia con una “beatitudine”: è la prospettiva di una piena felicità, riservata all’uomo veramente “religioso”, che sa orientare la sua vita verso la Legge di Dio e trova in essa il suo compiacimento attraverso gli strumenti della lettura e della meditazione diuturna.

Il Salmo 1, che oggi la preghiera della Comunità cristiana utilizza per rispondere alla pro-vocazione della Parola,  non ha la funzione soltanto di “primo” salmo rispetto alla lunga e complessa raccolta, ma disegna l’ “ingresso” dell’orante nella logica di Dio, introduce l’anima dell’orante nell’anelito della gioia vera: qualunque sia la sua situazione di vita, povertà o ricchezza, salute o malattia, amicizia o tradimento, non dovrà mai dubitare di Dio, certo che soltanto grazie a Lui ritroverà luce e salvezza.

           La Parola di questa Domenica vuole rigenerare la vita del discepolo intorno alla vera Beatitudine: “Beato l’uomo che confida nel Signore”. Ma questa verità è grandemente illuminata dal suo opposto, che non è pleonastico: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo” (I Lett.). E’ questo il vero problema, è questo il dramma della fragilità umana: la presunzione, alimentata dalla pretesa che si possa, o si debba, fare a meno di Dio per essere pienamente felici. “Dio ti limita!”:è tutto qui l’inganno del serpente su Eva e Adamo, come su ciascuno di noi. Il “grande peccato” che spesso la parola profetica condanna è l’idolatria; ma questa, a sua volta, è generata dalla sfiducia in Dio.

E’ la pretesa di autosufficienza che sta a fondamento anche della grande Torre che anche ai nostri tempi in tanti concorrono a costruire nella Babele delle nostre confusioni.

E’, insomma, la rivolta dell’uomo contro le “pretese di Dio”, contro le sue “restrizioni”, vincoli e proibizioni. I suoi comandamenti soffocano la libertà dell’uomo. Meglio liberarsi dalle catene imposte da un Dio che, malato di gelosia, schiavizza e soggioga l’esistenza umana.

L’annuncio dato da Gesù nella pagina programmatica della nuova realtà del Regno, rivela il volto di un Dio liberatore dell’uomo. Dio vuole bene alla sua creatura: “Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli diceva…”. Sono gli occhi della tenerezza con cui Gesù posa la sua attenzione sulle nostre condizioni di vita: prima di parlare, guarda, con tutta la sua compassione, la nostra reale esistenza impantanata nelle diverse forme di miseria che ci rendono miserabili. Il suo insegnamento non passa sopra le nostre teste: la sua parola penetra, e perciò illumina dal di dentro, e ci orienta verso ciò che fa la nostra vera felicità. Senza costrizioni, né illusioni, né inganni.

Il Maestro vuole bene alla nostra storia, e quindi la riscatta dalle falsità su Dio e dal pensare male di Lui. Restituisce così a ciascuno la possibilità di recuperare una “vita beata”. E dopo aver dato inizio alla comunità dei Dodici (“disceso con i Dodici”), germe del nuovo popolo di Dio, Gesù, alla pari di ogni buon legislatore, detta la nuova “legge” che regola l’appartenenza a questa realtà di uomini e donne da lui chiamati a costituire la sua “nuova famiglia”, primizia del “regno dei cieli” (“vostro è il Regno di Dio”).

L’insegnamento di Gesù inaugura le esigenze della signoria di Dio.

Gesù mentre insegna traduce nella vita le sue stesse parole. “Le Beatitudini sono promesse nelle quali risplende la nuova immagine del mondo e dell’uomo che Gesù inaugura, il  “rovesciamento dei valori”…Se l’uomo comincia a guardare e a vivere partendo da Dio, se cammina in compagnia di Gesù, allora vive secondo nuovi criteri e allora un po’ di éschaton, di ciò che deve viene, è già presente adesso” (Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, pag. 95).
Beatitudine o godimento? Il testo di s. Luca, riletto con lo sguardo rivolto anche al testo di s. Matteo, mette nel cuore del discepolo un’ energica forza di rottura con la logica del mondo, che è logica di godimento. La logica delle Beatitudini del vangelo boccia la logia del godimento del mondo, alimentato dall’egoismo: chi legge con attenzione il testo scopre che le Beatitudini sono come una nascosta biografia interiore di Gesù, un ritratto autentico della sua figura. Di conseguenza, le Beatitudini sono dei segnali stradali che indicano la strada anche al discepolo che, riscattato dall’attrazione di ogni soddisfazione egoistica, si educa a riconoscere in Cristo il suo vero modello di vita.

“Qual è stato fino ad oggi sulla terra il più grande peccato? Non forse la parola di colui che disse: Guai a coloro che ridono? E contro le promesse di Cristo dice: Noi non vogliamo assolutamente il regno dei cieli. Siamo diventati uomini, vogliamo il regno della terra” (F. Nietzsche). Il chiamato deve saper discernere i “luoghi” dove fare esperienza di beatitudine. Dov’è la vera gioia della vita?

Questi “dove” non sono in se stessi la beatitudine, ma ne costituiscono la condizione, cioè la via di accesso: non si è beati, dunque,  perché “poveri”, perchè in  se stessa la povertà non sarà mai beatitudine per nessuno; la condizione di beatitudine, invece, si concretizza nel “possedere il regno dei cieli”,  grazie alla scelta di vivere nella “povertà di spirito”. E così per tutte le altre beatitudini!

L’insieme delle Beatitudini esprime il significato profondo e radicale del vero discepolato, perché ne evidenziano il carattere cristologico, cioè il riferimento decisivo a Cristo Gesù. Ogni discepolo del regno è tale perché legato al mistero di Cristo. Ancora di più: le Beatitudini, ci ricorda ancora Benedetto XVI, sono “la trasposizione della croce e della risurrezione nell’esistenza dei discepoli. Esse, però, hanno valore per il discepolo perché prima sono state realizzate prototipicamente in Cristo stesso”.

Le Beatitudini indicano i veri “luoghi della speranza” dell’uomo: gli atteggiamenti contrari, invece, tengono l’uomo legato a ciò che è apparente, provvisorio, illusorio, e facendogli perdere il senso di Dio e del prossimo, lo mandano in rovina, perché lo degradano rispetto alla elevatezza della sua vocazione.


AVVISI

Lunedì 15 febbraio 2010

  • Incontro del Gruppo Lettori ore 18.45 Sacrestia.

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • Apertura Meetig Pooint Oratorio Parrocchiale ore 18.00 – 20.00.

Martedì 16 febbraio 2010 - Carnevale - Attività pastorali sospese

  • Carnevale con la Scuola Materna Parrocchiale, ore 10.00 poesie, canti e danze riservato agli alunni della Scuola Materna Parrocchiale, animazione a cura di “Rosso Collinella” presso il Centro Pastorale.

  • Carnevale con il Centro Anziani “Anni Verdi”

  • “La morte di Carnevale” sfilata di maschere,ore 9.30 Via G. Vitale, palazzine Gescal, ore 10.00, via C. Siani, ore 10.15 P.za Olmo, ore 10.45 via P. Lamberti, ore 11.15 via Zarrella, ore 11.30 via G. Lamberti, ore 12.00 P.za F. Baldi, Pausa, ore 14.00 P.za F. Baldi appuntamento per andare a Sant’Anna e sfilare per la frazione. Venite vestiti in maschera.

  • Carnevale con giovani e adulti, sala Teatro “Reginella”, ore 20.00 con la partecipazione del C.S.I. sfilata e premiazione della maschera più bella, giochi, musica, balli e tanto divertimento. Venite vestiti in maschera.

Mercoledì 17 febbraio 2010 - Le Ceneri – Astinenza e digiuno - Inizio tempo Quaresimale

  • Laboratorio teatrale (gratuito) presso la sala teatro “Reginella” ore 18.00 per i ragazzi della scuola media ed elementare.

  • Celebrazione l’inizio Quaresima ore 19.00 con il rito dell’imposizione delle ceneri.

  • Incontro animatori Oratorio Parrocchiale ore 20.30 Centro Pastorale.

Giovedì 18 febbraio 2010

  • Celebrazione Eucaristica ore 8.30. - Adorazione settimanale 9.00 – 12.00; 17.00 – 19.00.

  • Incontro del Gruppo Pro Sanctitate ore 9.00 Centro Pastorale.

  • Adorazione animata dall’Apostolato della Preghiera ore 10.00 – 11.00.

  • Tempo per le confessioni ore 17.00 -19.00, sarà presente in chiesa P. Mosè.

  • Adorazione comunitaria e celebrazione del Vespro ore 19.00.

  • Incontro di catechesi per gli uomini presso il Centro Anziani ore 19.00.

  • Incontro dei Responsabili dei Gruppi Parrocchiali ore 19.30 Ufficio Parrocchiale

Venerdì 19 febbraio 2010

  • Incontro di catechesi per i ragazzi di prima, seconda elementare ore 16.00 - 17.00.

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00

  • Apertura Meetig Pooint Oratorio Parrocchiale ore 18.00 – 20.00.

  • Pulizia chiesa gruppo: Coro ore 19.00

  • Gruppo liturgico ore 19.00 ufficio parrocchiale.

Sabato 20 febbraio 2010

  • Incontro anziani Centro “Anni Verdi” ore 16.00.

  • Incontro Foraniale per i Ministranti ore 16.30 Santa Lucia

  • Celebrazione Eucaristica ore 18.00.

Domenica 21 febbraio 2010 - Prima Domenica di Quaresima”Insieme… nel deserto”

  • Celebrazioni Eucaristiche 9.30, 11.00, 19.00

  • Cammino in preparazione al matrimonio; ore 19.00 celebrazione Eucaristica a seguire incontro presso il Centro Pastorale.

  • Commedia teatrale “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, con la partecipazione di Mimmo Venditti, ore 19.30 teatro “Reginella” Ingresso €. 5.00, prevendita ufficio parrocchiale, lunedì - venerdì ore 9.00 - 12.00. Il ricavato verrà utilizzato per coprire le spese per i lavori della sala.


 

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