Stampa questa pagina Filumena Marturano
 
Pubblicata in data 16.2.2010

 

Parrocchia Santa Lucia V. e M.

Sala teatro “Reginella”

via Pasquale Di Domenico – Santa Lucia in Cava de' Tirreni

 

Cartellone Stagione Teatrale

2009/2010

 

Dopo i lavori di restauro della Sala Teatro Parrocchiale “Reginella” siamo lieti di proporre una serie di rappresentazioni teatrali al fine di favorire l'incontro

 e la gioia di stare insieme.

 Domenica 21 febbraio 2010 ore 19.30

“Filumena Marturano”
di Eduardo De Filippo

Compagna teatrale “Piccolo teatro al Borgo”

diretta da Mimmo Venditti


 Ingresso alla sala €.  5,00,

 biglietti in prevendita presso l’ufficio parrocchiale dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00.

 

Terminati i biglietti non sarà consentito l’accesso alla sala.

 

Il ricavato sarà utilizzato per completare i lavori di adeguamento della sala.

 

Filumena Marturano è una commedia teatrale in tre atti scritta nel 1946 da Eduardo De Filippo ed è considerata uno dei lavori più conosciuti del drammaturgo napoletano.

Scritta originariamente per la sorella Titina De Filippo che rese una grande interpretazione del personaggio femminile Filumena, in seguito fu interpretata da Regina Bianchi, Pupella Maggio, Valeria Moriconi, Isa Danieli.

Da tale opera Eduardo trasse e diresse il film omonimo (1951) interpretato da egli stesso e da sua sorella Titina, nonché la versione televisiva (1962) con Regina Bianchi nella parte che fu di Titina; Vittorio De Sica ne trasse altresì Matrimonio all'italiana (1964), con Sofia Loren e Marcello Mastroianni sempre ambientato a Napoli.

La commedia fu tradotta in varie lingue, tra cui l'inglese, nella cui versione fu diretta (1977) da Laurence Olivier e interpretata da sua moglie Joan Plowright: la stessa Plowright interpretò a Broadway la commedia diretta da Franco Zeffirelli.
 

:::->Trama<-:::

Napoli. Filumena, una matura signora con un passato da prostituta, è stata per circa trent'anni mantenuta di Don Domenico (Mimì) Soriano - ricco pasticciere napoletano e suo cliente di vecchia data - di fatto amministrando e sorvegliandogli i beni e la casa come una vera e propria moglie. Per costringere Don Mimì a sposarla e a fargli smettere la sua vita dissoluta dietro alle ragazzine, si finge morente, favorita anche da un prete e un medico, e si fa quindi sposare con la falsa prospettivo di un breve legame. Dopo aver scoperto l'inganno, Don Mimì, in preda alla rabbia, minaccia di uccidere Filumena. La donna risponderà raccontandogli il disprezzo per la sua vita dissoluta e la sua ingratitudine (altamente drammatico il monologo sulla sua infanzia nel Vico San Liborio di Napoli) e gli confesserà di avere tre figli, che non la conoscono come la loro madre e che ha cresciuto sottraendogli piccoli beni; uno di questi è suo figlio. Don Mimì naturalmente non le crede, ma Filumena gli ricorda quando una notte volle amarlo di un amore vero senza limiti che lui non capì pagandola come al solito. Filumena ha conservato quella banconota su cui ha segnato la data di quella notte, in cui ha concepito sui figlio e che ora restituisce a don Mimì, «...perché i figli non si comprano».Filumena ha deciso di dire ai giovani di essere la loro madre. Anche Don Mimì conoscerà i figli di Filumena e cercherà inutilmente di scoprire quali di questi può essere suo figlio. Filumena non gli dirà mai quale è suo figlio poiché sa che don Mimì dedicherà solo a questo il suo amore favorendolo a scapito degli altri e facendo nascere la discordia tra loro. Quindi se don Mimi vuole essere padre per suo figlio lo deve essere per tutti e tre e per questo sconsolatamente e disperatamente sposerà Filumena Marturano.


 

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